L’America Centrale tra Stati Uniti e Cina

Pubblicato il 24 gennaio 2020 alle 8:36 in America centrale e Caraibi Cina USA e Canada

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L’America centrale, con il suo importante valore geografico e le sue necessità economiche e commerciali, è terreno di scontro tra Washington e Pechino. I due giganti dell’economia mondiale misurano le loro forze lanciandosi accuse, anche dure, nonostante l’ accordo bilaterale firmato la scorsa settimana tra i due governi per cercare di porre fine alla guerra commerciale. Tra i paesi dell’Istmo, Costa Rica, Panama ed El Salvador hanno relazioni diplomatiche formali con la Cina, Honduras, Guatemala e Belize con Taiwan; il Nicaragua, che ha strettissime relazioni commerciali con imprese cinesi, riconosce Taiwan.

Martedì 21 gennai, il segretario di Stato americano, Mike Pompeo ha criticato duramente le forme di commercio cinese in America Centrale durante la sua visita in Costa Rica, parlando delle “promesse spropositate” del gigante asiatico, che “offre solo debito, dipendenza e persino erosione della sovranità in alcuni paesi”. 

Non era la prima volta che Pompeo attacca gli investimenti cinesi in america, ma era la prima volta che lo fa da quando il presidente Donald Trump ha firmato, il 15 gennaio, il primo passo per la tregua nella guerra commerciale con il governo cinese. Il Segretario di Stato lo ha menzionato, per contrasto, con i legami economici del suo paese con il Costa Rica, basati sugli investimenti di numerose società statunitensi nel settore tecnologico e sui dispositivi medici che sostengono le esportazioni del Costa Rica. “Continueremo a sostenere le aziende del mio paese per investire e creare prosperità” – ha continuato Pompeo prima di concentrarsi su altre questioni di una visita lampo che diversi analisti spiegano come un tentativo di segnare il territorio.

La risposta cinese è arrivata poche ore dopo. L’ambasciata cinese a San José ha pubblicato una dichiarazione in cui esprimeva ripudio nei confronti delle nuove parole di Pompeo, a cui attribuiva “uno stile di discorso irresponsabile”. “La cooperazione pragmatica tra Cina e Costa Rica è una scelta dei due governi e dei loro popoli, che non consente accuse irresponsabili ai malvagi” – ha chiarito in una nota la legazione diplomatica di Pechino, che aggiunge un suggerimento a Pompeo: “Recuperi la razionalità il più presto possibile, si prenda cura dei propri affari e smetta di diffondere false voci sulla Cina”.

Il Costa Rica costituisce con Panama ed El Salvador il blocco di paesi che intrattengono relazioni diplomatiche con la Cina , mentre Guatemala, Honduras, Belize e Nicaragua fanno parte delle poche nazioni al mondo che rimangono alleate di Taiwan. I governi mesoamericani stanno cercando di bilanciare la necessità di accogliere il gigante asiatico, disposto a investire e allargare le proprie aree di influenza, e il potente vicino settentrionale, da cui dipendono fortemente la maggior parte di investimenti, esportazioni e rimesse dell’America Centrale.

La validità della dottrina Monroe in America Centrale ora minaccia una Cina con pretese globali e potenziale finanziario che le piccole economie dell’istmo non possono ignorare, come hanno spiegato agli statunitensi le autorità locali. Ad esempio, il presidente di El Salvador, Nayib Bukele, ha annunciato, durante una visita a Pechino lo scorso dicembre, un pacchetto di cooperazione non rimborsabile con la Cina, che comprendeva una nuova biblioteca nazionale, un nuovo stadio per lo sport, un impianto di trattamento delle acque e varie opere in complessi turistici e nel porto di La Libertad.

Il presidente salvadoregno, fedele al suo stile di ‘battitore libero’ che lo ha portato alla guida del paese rompendo con il tradizionale bipolarismo che ha dominato San Salvador negli ultimi trent’anni, ha cercato di fungere da paciere tra Washington e Pechino, cinque mesi dopo aver ricevuto Mike Pompeo a San Salvador, Bukele, che si presenta come alleato di Trump nella regione, si è anche offerto di trasformare il suo paese in un centro di operazioni cinesi in America Latina, grazie alla sua posizione geografica.

“L’America centrale ha acquisito importanza geopolitica, al di là della pubblicità” – afferma l’analista di politica estera Carlos Murillo, della Universidad Nacional de Costa Rica, mentre ricorda i recenti eventi a Taiwan. La rielezione della presidente Tsai Ing-Wen, fautrice di una politica di relazioni ostili con Pechino, ha portato al rilancio della discordia politica con il governo di Xi Jinping, che sembra aver intensificato l’animosità nella battaglia per gli alleati diplomatici in altre aree del mondo. L’America centrale, che fino al 2017 era tutta alleata di Taipei, si è a poco a poco spostata verso la Repubblica Popolare, il che non fa piacere a Washington. “Non sarebbe sorprendente se il confronto politico degli Stati Uniti con la Cina in America Centrale si intensificasse. I paesi latinoamericani, ma soprattutto i centroamericani, per guadagnarne, devono saper giocare le loro carte non solo con Pechino e Washington, ma anche con Taiwan” – aggiunge Murillo.

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Italo Cosentino, interprete di spagnolo

di Redazione

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