Cipro Nord annuncia elezioni presidenziali

Pubblicato il 24 gennaio 2020 alle 19:30 in Cipro Europa

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La Repubblica turco-cipriota di Cipro Nord ha annunciato che il prossimo 26 aprile si terranno le elezioni presidenziali.

È quanto rivelato dall’agenzia stampa turca Anadolu, la quale ha ripreso un comunicato ufficiale del Consiglio supremo elettorale turco-cipriota, il quale ha altresì rivelato che le restrizioni preelettorali inizieranno il prossimo 1° marzo.

In merito ai candidati, l’agenzia stampa turca rivela che fino ad ora sono quattro i politici che hanno ufficializzato la propria candidatura.

Il primo è l’attuale primo ministro, Ersin Tatar, candidato del Partito Nazionale Unitario (UBP), conservatore e nazionalista, in carica dal 2019, dopo aver trascorso un anno in opposizione sebbene, secondo il World Factbook della CIA, si sia classificato come primo alle elezioni politiche del 7 gennaio 2018. Nello specifico, in tale occasione, l’UBP aveva riscosso il 35,6% dei consensi degli elettori turco-ciprioti.

Il secondo candidato è invece l’attuale vicepremier, nonché ministro degli Affari Esteri, Kudret Ozersay, il quale ha rassegnato le dimissioni dal partito da lui fondato, il Partito del Popolo (HP), per presentarsi come candidato indipendente. Alle scorse elezioni politiche, secondo il World Factbook della CIA, l’HP aveva totalizzato il 17.1% dei voti degli elettori.

Il terzo esponente politico che ha presentato la propria candidatura è invece l’ex premier, Tufan Erhurman, leader del principale partito di opposizione, il Partito repubblicano turco (CTP). A seguito delle elezioni politiche del 2018, Erhurman aveva assunto il ruolo di primo ministro, avendo il CTP conseguito il 20.9% dei consensi degli elettori.

Il quarto candidato è invece Erhan Arikli, leader del Partito della Rinascita (YDP), attualmente in opposizione sebbene anch’esso conservatore, il quale alle elezioni parlamentari del 2018 aveva totalizzato il 7% dei voti degli elettori tuco-ciprioti.

L’attuale presidente è Mustafa Akinci, il quale riveste il ruolo di Capo di Stato dal 30 aprile 2015, nominato a seguito delle scorse elezioni presidenziali, avvenute il 19 aprile 2015. In tale occasione, Akinci aveva riscosso il 26.9% dei voti degli elettori, arrivando secondo. Il più votato era stato invece Dervis Eroglu, il quale era stato scelto dal 28.2% degli elettori turco-ciprioti. In seguito al ballottaggio, avvenuto il 26 aprile dello stesso anno, le preferenze degli elettori si erano ribaltate, con Akinci al primo posto con il 60.5% dei voti, lasciando il 39.5% delle preferenze a Eroglu.

Le elezioni presidenziali del prossimo 26 aprile saranno le decime dal 1974. In tale anno, in seguito al tentativo di colpo di Stato da parte di nazionalisti greco-ciprioti che favorivano l’annessione dell’isola alla Grecia, il 20 luglio, Ankara inviò le sue truppe “a protezione della minoranza turco-cipriota” nella parte settentrionale dell’isola, sulla quale la Turchia ha poi stabilito il controllo.

Da allora, il territorio dell’isola di Cipro risulta diviso dalla cosiddetta “linea verde” che separa l’area amministrata dalla Repubblica di Cipro e abitata prevalentemente dalla comunità greco-cipriota dall’area amministrata dalla Repubblica Turca di Cipro del Nord e abitata prevalentemente dalla comunità turco-cipriota.

Nel 1983, inoltre, la Repubblica turco-cipriota ha dichiarato la propria sovranità su Cipro Nord, ma tale indipendenza è riconosciuta soltanto da Ankara. In tale clima, Al Jazeera English riporta che la Turchia continua a esercitare il controllo sulla propria porzione di isola con decine di migliaia di soldati attivi sul territorio. Anche le Nazioni Unite hanno una propria missione di peacekeeping, i cui caschi blu sono incaricati di sorvegliare la “linea verde”.

Sebbene i vertici di ambo le parti abbiano nel 1960 concordato la creazione di uno Stato federale, con due comunità e due territori, la questione cipriota rimane ancora attiva per via della diversa interpretazione di tale concetto, ad esempio per quanto riguarda chi debba esercitare il potere.

Da oltre 40 anni, i leader turco-cipriota e greco-cipriota, insieme ai rappresentanti dei Paesi garanti (Turchia, Grecia e Regno Unito), hanno avuto colloqui sostenuti dalle Nazioni Unite, volti a risolvere la controversia. L’ultimo round negoziale, sotto l’egida delle Nazioni Unite, si è svolto nel luglio 2017, presso la località svizzera di Crans-Montana, ma si è risolto in un fallimento.

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 Jasmine Ceremigna

di Redazione

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