Tensioni tra Grecia e Turchia: le accuse sulla militarizzazione delle isole dell’Egeo

Pubblicato il 23 gennaio 2020 alle 18:30 in Grecia Turchia

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Il ministro della Difesa della Turchia, Hulusi Akar, ha richiesto alla Grecia di demilitarizzare 16 isole dell’Egeo, nei pressi delle coste turche, ritenute illecitamente armate.

È quanto rivelato, giovedì 23 gennaio, dal BNN Bloomberg, il quale ha altresì aggiunto che Ankara ha invitato Atene ad agire in conformità con il diritto internazionale e con gli accordi bilaterali e internazionali siglati.

A tale riguardo, il quotidiano turco Daily Sabah specifica che tali dichiarazioni erano state rilasciate da Akari la sera precedente, nel corso di una visita al fornitore di sistemi per la difesa, Roketsan, alla quale aveva preso parte anche il Capo di Stato maggiore della Turchia, il Generale Yaşar Güler, il capo delle Forze Armate, Ümit Dündar, e il comandante della Marina, Adnan Özbal.

Le isole dell’Egeo erano già state al centro di tensioni tra Ankara e Atene lo scorso 16 gennaio, quando lo Stato maggiore della Difesa della Grecia aveva rivelato che due aerei caccia della Turchia avevano volato all’interno dello spazio aereo ellenico senza fornire informazioni sulla propria rotta.

Nello specifico, due caccia F-16 avevano sorvolato l’isolotto di Kinaros, a una quota di circa 1.8 chilometri. In tale occasione, Cavusoglu aveva dichiarato che, secondo Ankara, vi sono isole nel Mar Egeo la cui sovranità non risulta ancora assegnata dal diritto internazionale. Per tale ragione, Ankara chiedeva l’avvio di un processo di dialogo per risolvere tale questione e prevenire l’emergenza di dispute simili a quella che aveva coinvolto l’isolotto di Imia, noto in turco come Kardak. Tale isolotto era stato, nel 1996, al centro di una disputa tra Grecia e Turchia, le quali, ricostruisce Ekathimerini, erano quasi sul punto di dichiararsi guerra per via della contesa sovranità sull’isolotto inabitato.

In risposta a tali affermazioni, il Ministero degli Affari Esteri della Grecia aveva dichiarato che lo status giuridico del Mar Egeo e delle isole che ne fanno parte risulta disciplinato da trattati internazionali, motivo per cui “non vi è spazio per le dispute”.

Reuters rivela che le relazioni tra Grecia e Turchia risultano compromesse per via di molteplici fattori. Principalmente, ad aver incrinato i rapporti tra Ankara e Atene concorrono le dispute in materia di diritti minerari nel Mar Egeo e la questione cipriota, all’interno della quale si inserisce la controversia sulle trivellazioni condotte dalla Turchia a largo delle coste di Cipro, ricche di gas naturale.

Per quanto riguarda i diritti minerari nel Mar Egeo, le relazioni tra i due Paesi si sono inasprite ulteriormente dopo che, lo scorso 27 novembre, Ankara aveva siglato con Tripoli un accordo sulle definizione dei confini marittimi tra Libia e Turchia. Il memorandum, sottolinea Reuters, definisce i confini marittimi anche nei pressi dell’isola greca di Creta. Tale isola, a detta di Ankara, non dispone di piattaforma continentale, ma solo di acque territoriali, motivo per cui è stato possibile definire i confini delle acque intorno a Creta. La Grecia, invece, da parte sua, considera l’accordo siglato tra Libia e Turchia una “palese violazione del diritto internazionale”.

In aggiunta, è dallo scorso 3 maggio che la Turchia conduce operazioni di esplorazione di petrolio e gas nelle acque del Mediterraneo Orientale, a largo delle coste di Cipro.

In tale clima, e date le tensioni tra Atene e Ankara, alcuni esperti avevano evidenziato che i due Paesi siano stati vicini allo scoppio di uno scontro armato.

Nello specifico, un ex diplomatico greco, il quale aveva commentato la vicenda in condizioni di anonimato, aveva dichiarato che in caso di arrivo di una nave da trivellazione turca scortata da navi della Marina di Ankara, le imbarcazioni elleniche avrebbero agito contro di essa, aumentando le possibilità di uno scontro armato.

Leggi Sicurezza Internazionale, il primo quotidiano italiano interamente dedicato alla politica internazionale

 Jasmine Ceremigna

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.