Siria: attacco contro il regime a Idlib, decine le vittime

Pubblicato il 23 gennaio 2020 alle 11:19 in Medio Oriente Siria

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Il Ministero della Difesa russo ha annunciato, il 23 gennaio, che il giorno precedente, il 22 gennaio, gruppi di ribelli armati hanno lanciato molteplici attacchi contro le forze del regime siriano situate a Idlib, nel Nord-Ovest della Siria. Diverse le vittime per entrambe le parti.

Secondo quanto riferito da Mosca, il bilancio delle vittime include 40 soldati morti, appartenenti all’esercito del regime, a cui si aggiungono circa 80 feriti, e circa 50 militanti morti tra le forze ribelli. L’attacco, è stato affermato, è stato condotto da 200 militanti, definiti “terroristi”, i quali hanno violato le “linee di difesa” poste dall’esercito siriano, affiliato al presidente del Paese, Bashar al-Assad, e situate, nello specifico, presso al-Tah, Abu Harif e al-Samaka, nella periferia meridionale e orientale di Idlib. L’attentato, hanno aggiunto le fonti russe, ha consentito ai ribelli di prendere il controllo di due aree residenziali del governatorato, costringendo le forze del regime ad abbandonare le proprie postazioni situate nel Sud-Est.

Anche fonti dell’esercito di Assad hanno confermato l’accaduto, specificando che questo è stato condotto attraverso l’utilizzo di diversi tipi di armi, inclusi veicoli con trappole esplosive, sotto una pesante “copertura antincendio”. Le forze del regime, dal canto loro, hanno cercato di respingere l’attacco, ma hanno dovuto far fronte a violenti combattimenti, ancora in corso.

Parallelamente, continuano gli attacchi ed i bombardamenti da parte dell’esercito di Assad, coadiuvato da Mosca, contro le aree periferiche di Aleppo e Idlib, e con essi aumenta il bilancio delle vittime civili. Tra gli ultimi episodi, nella sera del 22 gennaio, 3 civili appartenenti ad un’unica famiglia sono morti a seguito di un attacco condotto contro Jabal al-Zawiya, nel Sud di Idlib, mentre altri 5 siriani sono stati uccisi nell’Est del medesimo governatorato. Inoltre, un corrispondente di al-Jazeera in Siria ha riferito che 9 persone sono state uccise e altre ferite in attacchi aerei russi e siriani che hanno preso di mira un raduno di sfollati nei pressi di Saraqib, nella periferia di Idlib. L’Ovest di Aleppo ha continuato ad assistere a bombardamenti anche nelle prime ore del 23 gennaio.

La provincia Nord-occidentale di Idlib e i luoghi circostanti rappresentano la più grande enclave sotto il controllo dei ribelli che si oppongono al regime del presidente siriano, sostenuto diplomaticamente e militarmente dalla Russia. Sin dalla fine del mese di aprile 2019, la provincia di Idlib e le aree adiacenti hanno assistito ad un’escalation di bombardamenti da parte di Siria e Russia, cui si aggiungono i violenti combattimenti concentrati nell’area settentrionale di Hama. La ripresa di una violenta offensiva sul campo contro Idlib è cominciata il 19 dicembre scorso e ha consentito all’esercito di Assad di assumere il controllo di diversi villaggi del governatorato. Le forze del presidente mirano a prendere il controllo di Maarat al-Nu’man, una delle maggiori città del governatorato, nonché crocevia di importanza strategica posto tra Aleppo e Damasco. La città, al momento, risulta essere quasi totalmente disabitata.

La guerra civile in Siria è scoppiata il 15 marzo 2011 ed è tuttora in corso. I quasi nove anni di guerra hanno causato la morte di più di 370.000 persone e lo sfollamento di milioni di siriani. Nel 2019, le vittime totali hanno raggiunto quota 11.215, tra cui più di 1.000 bambini, secondo i dati dell’Osservatorio Siriano dei Diritti Umani, il quale, tuttavia, ha classificato il 2019 come l’anno meno “mortale” dall’inizio del conflitto. Metà dei 3 milioni di abitanti dell’area Nord- occidentale è stata costretta a rifugiarsi in altre zone della Siria, in seguito alle ripetute offensive del presidente siriano Assad. La Turchia è sostenitrice dei ribelli, dissidenti del regime.

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

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