Portogallo: indagini su Isabel dos Santos

Pubblicato il 23 gennaio 2020 alle 9:44 in Angola Portogallo

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Le autorità portoghesi indagheranno sulle informazioni relative all’attività della miliardaria angolana Isabel dos Santos, la donna più ricca dell’Africa e figlia di Eduardo dos Santos, presidente dell’Angola tra il 1979 e il 2017. La pubblicazione, questa domenica, di migliaia di documenti che mostrano la rete di imprese e società della cosiddetta “Regina d’Africa”, ha suscitato preoccupazione e fastidio per la dubbia origine della sua colossale fortuna, investita in gran parte in Portogallo. Una piccola banca portoghese, Eurobic, della quale detiene Dos Santos il 42,5% della proprietà attraverso due società, ha anche annunciato la fine delle sue relazioni commerciali con le entità che controlla lei stessa.

L’enorme ricchezza di Dos Santos è sotto i riflettori da quando il consorzio dei media internazionali (ICIJ) ha pubblicato domenica 19 gennaio i Luanda Leaks, 715.000 file, tra cui e-mail, lettere, contratti, audio e movimenti di conti bancari, frutto di indagini giudiziarie e divulgati dai media associati a ICIJ.

L’ex eurodeputata socialista portoghese Ana Gomes aveva precedentemente messo in guardia sull’origine oscura della ricchezza della famiglia Dos Santos, sebbene non abbia mai ricevuto il sostegno del suo partito, che non la ha neanche inclusa nella lista delle ultime elezioni europee. Nella sua instancabile campagna solitaria, pochi giorni fa Gomes è stata assolta dall’accusa di calunnia e diffamazione per aver detto che la banca Eurobic era una “macchina per il riciclaggio di denaro per la famiglia Dos Santos”. Gomes accusa l’Ufficio del Procuratore Generale dello Stato, la Commissione del mercato dei valori mobiliari e la Banca del Portogallo di “complicità” con “la rapina sistematica eseguita da una cleptocrazia che soffoca il popolo angolano”. Gomes ha definito Isabel dos Santos “una tremenda ladra”.

La struttura dell’impero finanziario della figlia preferita dell’ex presidente angolano si estende in una dozzina di paesi ed è presente nelle più grandi piazze finanziarie del mondo, da Londra a New York o Dubai, in potenziali paradisi fiscali come Malta e Cipro, e nell’ex potenza coloniale, il Portogallo, e nella sua zona franca di Madera, con una rete di società fittizie. Nel solo Portogallo, l’impero finanziario di Dos Santos ha 155 imprese.

Le difficoltà, per ora solo mediatiche, ma che potrebbero presto diventare giudiziarie, della famiglia Dos Santos non derivano solo dalla pubblicazione di Luanda Leaks, ma anche dalla decisa offensiva contro la corruzione intrapresa dal presidente dell’Angola, João Lourenço, che dal primo giorno del suo mandato ha promesso di porre fine a quello che definisce “un flagello” per un paese ricco di petrolio e di altre risorse naturali ma la cui popolazione vive in condizioni di estrema povertà a causa delle pratiche cleptocratiche del regime monopartitico del Movimento popolare per la liberazione dell’Angola (MPLA), il partito di Dos Santos. Obiettivo di Lourenço, nei due anni che ha guidato l’Angola, è stato la famiglia dell’ex presidente. I figli di Dos Santos sono stati licenziati dalle loro posizioni nell’amministrazione pubblica; la stessa Isabel fu rimossa dalla presidenza di Sonangol, la compagnia petrolifera statale. Lo stesso giorno, svuotò il conto bancario Sonangol nella banca Eurobic.

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Italo Cosentino, interprete di portoghese

di Redazione

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