Ministro della Difesa italiano in Afghanistan

Pubblicato il 23 gennaio 2020 alle 17:29 in Afghanistan Italia

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Il ministro della Difesa, Lorenzo Guerini, si trova ad Herat in visita ai contingenti italiani impegnati in Afghanistan, Iraq e Kuwait. Durante la permanenza ha anche incontrato autorità politiche afgane e irachene. 

La notizia è stata riferita dal sito del Ministero della Difesa, ma anche dall’agenzia di stampa turca, Anadolu, che sottolinea l’impegno dell’Italia nell’assistenza all’Afghanistan nell’ambito della missione NATO, Resolute Support. Si è trattato della prima visita ufficiale di Guerini in Afghanistan, in cui ha portato il proprio saluto ai militari del contingente italiano, impegnato nel Train Advise and Assist Command West (TAAC-W) della della Resolute Support. Il ministro ha dichiarato: “In questi giorni di tensione ho sentito la necessità di recarmi in questa base. Tutti sanno quanto la vostra attività sia importante per la rinascita di questo paese e di questo popolo. Tutti sanno quanto sia vitale il vostro lavoro per rafforzare le Forze di sicurezza. Eppure, in questa consapevolezza, la prima necessità è che a Voi, qui, vengano garantite le condizioni di sicurezza”. “L’Italia, da anni, è impegnata nella lotta al terrorismo e nell’attività di addestramento alle Forze  di sicurezza afgane”, ha aggiunto il ministro. “Il nostro Paese continuerà a fare la sua parte all’interno della missione a guida Nato, anche in base alle decisioni che verranno assunte nelle prossime settimane, in relazione al processo di pace che è alla base delle consultazioni tra gli Stati Uniti e il movimento talebano”, ha poi sottolineato. 

Il ministro si è recato anche nella capitale afgana, Kabul, dove ha tenuto colloqui bilaterali con il primo ministro afghano, Abdullah Abdullah e con il ministro della Difesa, Asadullah Khalid. Durante tali incontri, Guerini ha sottolineato la necessità di avviare il processo di pace in maniera inclusiva, salvaguardando i notevoli progressi compiuti in tema di diritti civili e di parità di genere: “in questa delicata fase il Governo italiano non farà venir meno il proprio supporto in tanti  settori, tra i quali quello agricolo, la tutela del patrimonio culturale, la realizzazione di infrastrutture strategiche per la mobilità, l’ammodernamento dell’aeroporto di Herat e la difesa dei diritti delle donne”. A Kabul ha incontrato anche l’Ambasciatore Nicholas Kay, Senior Civilian Representative Nato e il Generale Austin Scott Miller, Comandate dell’operazione Resolute Support. Il ministro si era già recato in Iraq, Kurdistan e Kuwait, nei giorni precedenti, accompagnato dal Capo di Stato Maggiore della Difesa, Generale Enzo Vecciarelli, e dall’ambasciatore d’Italia a Kabul, Roberto Cantone. 

L’Afghanistan è una realtà estremamente instabile da alcuni decenni. I talebani rappresentano la principale minaccia alla sicurezza nazionale. Questi sono un’organizzazione estremista islamista che ha preso il controllo del Paese dopo il crollo dell’Unione Sovietica, a seguito di una guerra civile tra diversi gruppi locali. Nel 1996, hanno governato gran parte dell’Afghanistan. Dopo essere stati decimati da un’intervento degli Stati Uniti, nel 2001, e da uno della NATO, nell’agosto 2003, i talebani sono tornati a essere attivi e a compiere numerose offensive per tentare di riprendere il controllo del governo. Una nuova ondata di attacchi ad opera dei talebani ha interessato il Nord dell’Afghanistan tra il 31 dicembre e il primo gennaio. Secondo quanto riferito da funzionari locali, nella giornata del primo gennaio, sono state almeno 26 le vittime causate dagli attacchi perpetrati contro le forze di sicurezza del Paese e rivendicati, nell’immediato, dai ribelli talebani. Un assalto di questi ha interessato la provincia di Balkh, dove sono stati almeno 9 gli ufficiali di polizia rimasti uccisi. Nel rivendicare l’offensiva, il portavoce del talebani, Zabihullah Mujahid, aveva affermato che i propri combattenti si erano infiltrati già da tempo tra le forze dell’ordine e stavano aspettando il momento giusto per agire.    

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Maria Grazia Rutigliano 

di Redazione

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