Il Marocco espande i suoi confini marittimi, aumentano le tensioni con il Fronte Polisario

Pubblicato il 23 gennaio 2020 alle 15:47 in Marocco Sahara Occidentale

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Il Parlamento del Marocco, il 22 gennaio, ha approvato normative con cui ha annesso ai propri territori marittimi le acque del Sahara Occidentale.

Si tratta di due leggi che consentono al Regno maghrebino di estendere il proprio controllo su di una ex colonia spagnola, oggetto di contestazione da lungo tempo. Nello specifico, il Marocco stabilisce la propria giurisdizione sulle acque territoriali che si estendono da Tangeri, città situata sulla costa settentrionale, fino a Lagouira, al confine con la Mauritania. Non da ultimo, è stata altresì creata una zona economica esclusiva con un raggio di 200 miglia nautiche nelle acque tra il controverso Sahara Occidentale e l’arcipelago delle Canarie in Spagna.

La misura è stata accolta con favore dal Parlamento marocchino. “Queste leggi mirano ad aggiornare l’arsenale legale nazionale” in linea con “la piena sovranità del Regno sulle sue frontiere terrestri e marittime” sono state le parole del ministro degli Esteri marocchino, Nasser Bourita, riferite prima che il Parlamento approvasse definitivamente le leggi.  Bourita ha affermato che l’adozione di queste due leggi è una “questione interna sovrana”, ma allo stesso tempo ha sottolineato “l’apertura e la prontezza del Marocco a dialogare e negoziare” con i suoi vicini, Spagna in primis, in caso di controversie.

Il vasto territorio desertico del Sahara Occidentale si trova a Nord della Mauritania ed è delimitato a Ovest da circa mille chilometri di costa atlantica. La disputa relativa a tale territorio risale al 1975 quando, in seguito al ritiro del dominio spagnolo, il Marocco annesse una parte di tale area, pari a circa all’80%. In risposta, nel 1976, il Fronte Polisario, costituitosi come movimento il 10 maggio 1973, annunciò la nascita della Repubblica Democratica Araba dei Sahrawi (SADR), instaurando un governo in esilio in Algeria. Successivamente, intraprese una guerriglia per l’indipendenza fin quando, il 6 settembre 1991, venne dichiarato un cessate il fuoco, promosso dalla Missione delle Nazioni Unite per il referendum nel Sahara Occidentale (MINURSO). A oggi, il governo di Rabat rivendica la propria sovranità sul Sahara Occidentale.

Il Fronte Polisario, invece, continua a battersi affinché venga indetto un referendum per l’autodeterminazione del proprio territorio, dove risiedono circa mezzo milione di individui. Il Fronte, infatti, controlla una striscia desertica del Sahara Occidentale a Est delle mura di difesa del Marocco. Si stima che i militanti siano circa 10.000, concentrati non nel Sahara Occidentale, ma a Tindouf. In questa città, il Fronte organizza campi profughi per la popolazione sahrawi che, secondo le ultime stime delle Nazioni Unite, lì soffrono per la mancanza di aiuti umanitari e per malnutrizione.

I sostenitori del Fronte Polisario affermano che il 92% della pesca marocchina viene praticata nelle acque “saccheggiate” del Sahara Occidentale. La delimitazione del territorio marittimo rappresenta una questione ancora irrisolta che, in passato, è stata motivo di tensione anche tra Marocco e Spagna, soprattutto dopo l’inizio di attività di esplorazioni petrolifere nell’area. Si prevede che il 24 gennaio prossimo, il ministro degli Esteri spagnolo, Arancha Gonzalez, ne parlerà nuovamente con il suo omologo Bourita, in occasione di una visita nella capitale Rabat. Il Regno marocchino, dal canto suo, si è detto pronto ad intraprendere un dialogo con Madrid, nel rispetto dei diritti e della sovranità del Paese. Da parte spagnola è stato evidenziato che esiste già un accordo tra Rabat e Madrid per delimitare i confini. Un accordo, è stato sottolineato, bilaterale e non unilaterale.

In tale quadro, il Fronte Polisario ha duramente condannato le “iniziative del Marocco” volte a stabilire una zona economica esclusiva considerata illegale. È stato poi affermato che la continua politica espansionistica del Marocco è dovuta all’incapacità della Spagna di adempiere alla sua responsabilità legale e storica verso il Sahara Occidentale, e che le leggi approvate il 22 gennaio sono prive di basi legali. La mossa, a detta del Fronte, rappresenta un atto di propaganda, volto a distogliere l’attenzione dalla grave crisi strutturale in cui versa il Regno.

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

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