Argentina: Fernández in Israele per il suo primo viaggio all’estero

Pubblicato il 23 gennaio 2020 alle 9:40 in Argentina Israele

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Il presidente argentino, Alberto Fernández, è arrivato in Israele per partecipare, insieme ad altri quaranta leader internazionali, alla commemorazione del 75esimo anniversario della liberazione del campo di sterminio di Auschwitz. Con il suo viaggio in Medio Oriente, il presidente rompe la tradizione dei suoi predecessori dal ritorno dell’Argentina alla democrazia, nel 1983: la maggioranza scelse un paese americano per il suo debutto all’estero, ad eccezione di Raúl Alfonsín e Fernando de la Rúa, che fecero il primo viaggio in Europa.

La visita in Israele viene letta come un gesto di apertura verso gli Stati Uniti, un alleato chiave per la rinegoziazione del debito di quasi 50 miliardi di dollari che l’Argentina deve affrontare con il Fondo monetario internazionale. Allo stesso modo è stata interpretata la decisione dell’Argentina di estendere “il congelamento dei beni dell’organizzazione terroristica Hezbollah, dei suoi leader e delle specifiche entità delle formazioni militari che la compongono”. Una decisione che contraddice le dichiarazioni di alcuni ministri di Fernández previe all’insediamento del nuovo governo.

Fernández cerca con queste mosse di limitare il disappunto dell’amministrazione Trump per misure precedenti, come dare asilo a Buenos Aires all’ex presidente boliviano Evo Morales e ritirare le credenziali al rappresentante venezuelano di Juan Guaidó nella capitale argentina.

Fernández intende inoltre chiarire i sospetti di ostilità nei confronti del paese ospitante, pochi giorni dopo il quinto anniversario della morte del procuratore Alberto Nisman, responsabile delle indagini sull’attentato alla mutua associazione Israelita Argentina (AMIA), che provocò 85 persone nel 1994 e rimane impunito più di un quarto di secolo dopo. L’attuale vicepresidente, Cristina Fernández de Kirchner, è stata denunciata da Nisman nel 2015, e oggi è sotto processo, per il presunto insabbiamento delle prove che coinvolgevano funzionari iraniani, accusati di essere dietro l’attacco terroristico, in cambio di un accordo commerciale con Teheran.

Israele non ha inviato alcun rappresentante all’insediamento di Fernández il 10 dicembre, sebbene l’Argentina abbia la sesta comunità ebraica più grande al mondo e la prima nella regione. Giovedì 23 gennaio, d’altra parte, è previsto un incontro bilaterale tra Fernández e il suo omologo israeliano, Reuven Rivlin, e con il primo ministro dello Stato ebraico, Benjamin Netanyahu, come confermato dal Ministero degli di Israele.

Anche il ministro degli Esteri argentino Felipe Solá cerca di ottenere sostegno per la rinegoziazione del debito da incontri con altri leader mondiali che parteciperanno al Forum internazionale sull’olocausto 2020, come il francese Emmanuel Macron o il russo Vladimir Putin.

In Argentina, la partenza del presidente ha suscitato meno interesse del trasferimento temporaneo di potere alla sua vice, Cristina Fernández de Kirchner. Quattro anni e un mese dopo aver lasciato la Presidenza della Nazione, Fernández de Kirchner torna ad essere responsabile del ramo esecutivo durante il viaggio di Fernandez, anche se è previsto che mantenga un basso profilo e non tenga riunioni alla Casa Rosada, sede della Presidenza e del Governo.

Scarica l’app gratuita di Sicurezza Internazionale da Apple Store o Google Play

Italo Cosentino, interprete di spagnolo

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.