Aerei militari cinesi sorvolano Taiwan

Pubblicato il 23 gennaio 2020 alle 11:26 in Cina Taiwan

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Il Ministero della Difesa di Taiwan ha riferito che aerei militari cinesi hanno sorvolato il Canale di Bashi, a Sud di Taiwan, il 23 gennaio. Si tratta della prima esercitazione dell’aviazione cinese dalla vittoria delle forze politiche anti-Pechino. 

In una breve dichiarazione, il Ministero della Difesa ha riferito che alcuni aerei cinesi, tra cui bombardieri H-6 e velivoli KJ-500, sono passati sopra Taiwan, sorvolando il Canale di Bashi che separa l’isola dalle Filippine. Dopo aver effettuato una serie di esercitazioni sull’Oceano Pacifico, l’aereo è tornato in Cina, ha aggiunto il Ministero. Le forze armate di Taiwan hanno un sistema ben congegnato per monitorare e rispondere a tali esercitazioni, ha aggiunto, senza fornire ulteriori dettagli. Da parte sua, il Ministero della Difesa cinese non ha immediatamente risposto a una richiesta di commento.

L’esercitazione cinese arriva una settimana dopo che una nave da guerra degli Stati Uniti era transitata nello stretto di Taiwan, il 16 gennaio. Si era trattato di una nuova dimostrazione di supporto da parte di Washington contro l’ingerenza della Cina sull’isola, a seguito del risultato elettorale dell’11 gennaio. La nave aveva navigato verso Nord attraverso lo Stretto, sotto il controllo delle forze armate di Taiwan, secondo quanto aveva riferito il Ministero taiwanese in una breve dichiarazione, rilasciata il 17 gennaio. L’operazione era stata definita come una “missione ordinaria”. Da parte sua, il portavoce del Ministero degli Esteri cinese, Geng Shuang, aveva affermato che anche il governo di Pechino aveva “attentamente monitorato” il passaggio della nave. I rappresentanti cinesi hanno quindi chiesto agli Stati Uniti di “affrontare adeguatamente la questione di Taiwan in un modo che non si danneggino le relazioni sino-americane e la pace e stabilità nello stretto di Taiwan ”.

L’ambasciatore degli Stati Uniti a Taiwan, Brent Christensen, il 17 gennaio, durante un forum a Taipei, ha affermato che gli Stati Uniti, nel 2020, cercheranno di promuovere ulteriormente la questione di Taiwan nel mondo, cosa che l’isola ha numerose difficoltà a fare autonomamente a causa del blocco della sua partecipazione nella maggior parte delle organizzazioni internazionali. “Gli Stati Uniti e Taiwan sono membri della stessa famiglia di democrazie”, aveva aggiunto l’ambasciatore. Taiwan viene considerata dalla Cina una provincia con parziale autonomia, ma l’isola gode, di fatto, di un governo indipendente che si autodefinisce Repubblica di Cina (ROC), in continuità con la prima repubblica fondata sul continente cinese nel 1911 dal Partito Nazionalista Cinese (Guomindang), giunto a Taipei alla fine della guerra civile cinese nel 1949. Nello stesso anno, a Pechino veniva fondata la Repubblica Popolare Cinese che si autodefinisce unico governo legittimo di tutto il popolo cinese e chiede a tutti i Paesi con cui istituisce rapporti diplomatici di accettare il principio “una Sola Cina”.  

La campagna elettorale che ha portato i cittadini di Taiwan alle urne, l’11 gennaio, è stata dominata dagli sforzi della Cina per convincere l’isola ad accettare il modello “un Paese, due sistemi”, sostenuto da Pechino per la gestione delle regioni autonome. Dall’altra parte, Tsai Ing-wen si è fortemente opposta all’ingerenza cinese e ha promesso una maggiore indipendenza, se eletta. A seguito della vittoria delle forze anti-Pechino, il Ministero degli Esteri cinese ha dichiarato: “Indipendentemente dai cambiamenti nella situazione interna di Taiwan, non cambierà la verità fondamentale che esiste una sola Cina al mondo e che Taiwan ne è parte”. 

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Maria Grazia Rutigliano

 

di Redazione

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