Trump rinnova l’invito USA a mediare sul Kashmir

Pubblicato il 22 gennaio 2020 alle 11:11 in Pakistan USA e Canada

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Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha ripetuto la sua offerta di mediazione tra India e Pakistan sul Kashmir. La proposta è stata accolta da Islamabad, ma respinta da Nuova Delhi. 

L’offerta di mediazione statunitense è arrivata il 21 gennaio in occasione di una conferenza stampa congiunta con il primo ministro pakistano, Imran Khan, prima di un incontro bilaterale a margine del World Economic Forum, nella città svizzera di Davos. “Stiamo parlando del Kashmir e di ciò che sta accadendo con il Pakistan e l’India”, ha affermato Trump. “E se possiamo aiutare, sicuramente aiuteremo. Lo abbiamo osservato e seguito molto, molto da vicino”, ha aggiunto il presidente USA. Il 19 agosto, la Casa Bianca aveva reso noto che il presidente Trump aveva parlato al telefono con Khan e con il suo omologo indiano, Narendra Modi. Nel corso dei colloqui, il presidente USA aveva “ribadito la necessità di evitare una ulteriore escalation della situazione e ha richiesto moderazione ad entrambe le parti”. Da parte sua, il premier Khan aveva espresso al presidente Trump “la propria preoccupazione in merito alla crisi umanitaria in Kashmir” e aveva chiesto il supporto statunitense. Tuttavia, il colloquio con il premier indiano era terminato con la ferma opposizione di Modi a qualsiasi ingerenza straniera nella regione. 

“Abbiamo avuto un ottimo rapporto e dal punto di vista dei nostri due Paesi, stiamo andando molto d’accordo”, ha dichiarato Trump, il 21 gennaio. “Direi che non siamo mai stati più vicini con il Pakistan di quanto lo siamo ora”, ha aggiunto. Il primo ministro pakistano Khan ha poi riferito che anche l’Afghanistan sarà al centro dell’agenda dei colloqui con il presidente USA. “Il problema principale, ovviamente, è l’Afghanistan, perché riguarda gli Stati Uniti e il Pakistan, e fortunatamente siamo sulla stessa pagina”, ha affermato il premier. Il 19 dicembre 2019, il Dipartimento di Stato degli Stati Uniti ha approvato la ripresa della partecipazione del Pakistan a un programma di addestramento e istruzione militare statunitense. La partecipazione di Islamabad era stata sospesa a seguito di un attacco del presidente USA, avvenuto il 1 gennaio 2018, in cui Trump ha accusato il Paese di incassare fondi statunitensi, continuando a supportare il terrorismo in Afghanistan. 

Il Kashmir vive una situazione di tensione da decenni a causa delle rivendicazioni di India e Pakistan. Il clima si è fatto sempre più teso a partire dal  5 agosto 2019, quando il governo indiano ha abolito lo status speciale della parte indiana della contesa regione, citando ragioni di sicurezza. A seguito della rimozione dell’autonomia, dopo giorni di coprifuoco e blocco di internet e delle comunicazioni, il Kashmir è stato colpito da un’ondata di proteste. Alcune di queste sono state caratterizzate dal lancio di pietre contro i militari. Il gruppo per la tutela dei diritti umani, Amnesty International, ha affermato che la situazione in Kashmir è “senza precedenti” nella recente storia della regione. Secondo l’organizzazione le detenzioni e la repressione del dissenso hanno contribuito a “diffondere paura e alienazione” nella regione. 

Le relazioni tra USA e India sono piuttosto tese anche a causa di un possibile acquisto del sistema di difesa missilistico russo S-400 da parte di Nuova Delhi. Il Dipartimento di Stato USA ha avvertito l’India circa il rischio di incorrere in pesanti sanzioni. Il 9 gennaio, un alto funzionario statunitense ha spiegato che il Paese asiatico non godrà di nessun trattamento di favore in tale ambito e ha invitato Nuova Delhi ad astenersi dal seguire l’esempio della Turchia, che a sua volta rischia di incorrere in ulteriori misure restrittive a causa dell’acquisto degli S-400. Gli Stati Uniti, così come gli altri Paesi della NATO, temono che se un Paese avesse a disposizione sia gli S-400 che i caccia americani di quinta generazione F-35, i radar delle unità di contraerea russe potranno apprendere a calcolare e tracciare gli aerei statunitensi. 

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Maria Grazia Rutigliano

 

 

 

di Redazione

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