Nigeria: Boko Haram uccide il prete di una comunità cristiana preso in ostaggio

Pubblicato il 22 gennaio 2020 alle 17:04 in Africa Nigeria

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Il leader di una comunità cristiana nigeriana, il reverendo Lawan Andimi, è stato decapitato da un gruppo di jihadisti di Boko Haram, martedì 21 gennaio. L’uomo era stato rapito il 3 gennaio nello stato di Adamawa, nel Nordest del Paese. Insieme a lui è stato ucciso anche un soldato dell’esercito nigeriano. L’associazione cristiana della Nigeria (CAN), di cui Andini era il dirigente locale, ha confermato l’esecuzione aggiungendo che i negoziati per il riscatto stavano procedendo bene.

“È chiaro che i cristiani non sono protetti dal governo. In realtà, non sentiamo di avere un governo”, ha detto il direttore di CAN nello stato di Adamawa, Stephen Mamza. Anche il presidente nigeriano, Muhammadu Buhari, ha condannato l’incidente parlando di omicidio “crudele, inumano e deliberatamente provocatorio” e assicurando che i responsabili “pagheranno caro per le loro azioni”. Dopo l’assassinio del reverendo, l’organizzazione umanitaria Amnesty International ha affermato che, con tali azioni, Boko Haram “dimostra ancora una volta un totale disprezzo per la vita umana”.

Boko Haram è un gruppo fondamentalista nigeriano che, da quando ha avviato le proprie offensive, nel 2009, ha ucciso più di 35.000 persone e costretto circa 2,6 milioni di cittadini ad abbandonare le proprie case. La rivolta, cominciata nel Nord-Est della Nigeria, si è allargata fino a coinvolgere, Camerun, Niger e Ciad, causando una grave crisi umanitaria in tutta la regione. Per combattere i ribelli, i quattro Stati hanno istituito, nell’aprile 2012, una Task Force multinazionale congiunta (MNJTF).

Anche altri militanti jihadisti, come quelli appartenenti al gruppo dello Stato Islamico nell’Africa Occidentale (ISWAP), sono soliti compiere offensive in Nigeria e nei Paesi circostanti. L’ISWAP è una fazione secessionista di Boko Haram che, nel 2016, ha giurato fedeltà all’ISIS. Il 26 dicembre, alcuni suoi membri hanno rilasciato un video in cui si vedono alcuni membri del gruppo decapitare 11 nigeriani cristiani. L’organizzazione ha dichiarato che il gesto fa parte di una campagna volta a vendicare la morte del leader dell’ISIS Abu Bakr al-Baghdadi e del suo portavoce.

Solo qualche anno fa, la situazione sembrava destinata a migliorare. Nel 2015, dopo essere stato eletto per la prima volta, il presidente nigeriano Buhari aveva reso noto che l’esercito aveva fatto grandi passi avanti nella lotta contro Boko Haram. I militanti erano stati cacciati da Maiduguri, capitale dello Stato del Borno, e da altre città minori, trovandosi costretti a rifugiarsi nelle foreste. Tuttavia, con l’emergere di altre problematiche legate alla sicurezza, come le rivalità tra gruppi criminali nella regione di Zamfara, o le uccisioni extragiudiziali della polizia regionale e gli scontri tra agricoltori e pastori nomadi nelle aree centrali, l’attenzione delle autorità di Abuja si è spostata altrove. 

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Chiara Gentili

di Redazione

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