Narcotraffico: USA chiedono maggiore impegno al Messico

Pubblicato il 22 gennaio 2020 alle 8:32 in Messico USA e Canada

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Il rapporto tra Messico e Stati Uniti entra in una nuova fase. In pieno anno elettorale statunitense, Washington ha aumentato le pressioni sul governo di Andrés Manuel López Obrador in merito alla sicurezza e alla lotta contro il traffico di droga. L’amministrazione Trump spera che un aumento della pressione su Città del Messico sul contrasto al traffico di stupefacenti ottenga risultati come quelli raggiunti nella migrazione, in cui i messicani hanno ridotto il flusso verso il confine degli Stati Uniti tra maggio e dicembre 2019 indurendo le politiche migratorie e aumentando la presenza di forze di sicurezza alla frontiera con il Guatemala.

Questa pressione sul Messico è ora impersonata dal Procuratore generale degli Stati Uniti, William Barr, che ha terminato la sua seconda visita nel paese latinoamericano venerdì 17 gennaio. Il capo del dipartimento di giustizia si è incontrato durante la settimana con funzionari dell’amministrazione messicana per chiedere un freno al traffico di fentanil, un oppiaceo sintetico proveniente dalla Cina. In cambio, i funzionari messicani, guidati dal segretario agli Esteri, Marcelo Ebrard, chiedono a Washington maggior concretezza nelle operazioni che dovrebbero ridurre il flusso di armi che viaggiano dagli Stati Uniti a sud e alimentano la potenza di fuoco dei cartelli. Barr visiterà nuovamente il Messico a febbraio, quando è previsto un nuovo incontro con le sue controparti locali.

Per ora, il Messico ha aumentato il ritmo delle sue estradizioni verso gli USA. Lunedì 13 gennaio, le autorità messicane hanno consegnato otto criminali agli Stati Uniti. Tra questi Gilberto Barragán Balderas, leader del cartello del Golfo e uno dei dieci criminali più ricercati dalla sezione del Texas dell’agenzia anti-droga statunitense (DEA). Sono state estradati anche esponenti di organizzazioni criminali come il cartello Juarez e la Linea, che operano nel nord del Messico e nell’area del confine comune.

Le autorità statunitensi hanno inoltre ricevuto in consegna dal Messico questa settimana José Sánchez Villalobos, noto come Il Signore dei tunnel, del cartello di Sinaloa. Villalobos è considerato un operatore di alto livello all’interno della struttura criminale e affronta un processo nei tribunali della California per traffico di droga attraverso due tunnel che collegavano Tijuana, in Messico, a San Diego, in California. Uno di questi era lungo 122 metri.

In questo contesto la procura di New York sta istruendo il caso contro Genaro García Luna, un importante agente della sicurezza messicanadurante i governi dei presidenti Vicente Fox (2000-06) e Felipe Calderón (2006-12). García Luna, responsabile della strategia antidroga tra il 2006 e il 2012 con l’aiuto della DEA e dell’FBI, è stato arrestato all’inizio di dicembre 2019 in Texas, accusato di aver ricevuto tangenti per milioni di dollari dal Catello di Sinaloa, l’organizzazione criminale guidata da El Chapo Guzmán, che sta scontando l’ergastolo in un carcere di massima sicurezza statunitense.

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Italo Cosentino, interprete di spagnolo

di Redazione

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