Libia: il blocco del petrolio preoccupa l’Italia

Pubblicato il 22 gennaio 2020 alle 19:30 in Italia Libia

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Il Ministero degli Affari Esteri dell’Italia ha rilasciato un comunicato ufficiale sulla Libia, esprimendo la propria preoccupazione sulle attività che hanno portato alla sospensione delle attività astrattive e delle esportazioni petrolifere in Libia.

È quanto rivelato, martedì 21 gennaio, dalla Farnesina, la quale ha altresì aggiunto che la sospensione di tali attività può generare conseguenze negative sia per l’economia, sia per il popolo della Libia.

Per tale ragione, Roma ha richiesto a tutte la parti coinvolte nella crisi di mantenere l’integrità e la neutralità della National Oil Corportation, la quale, secondo il Ministero degli Affari Esteri italiano, rappresenta l’unica compagnia legittimata a operare nel Paese.

Anche gli Stati Uniti hanno chiesto una ripresa immediata delle esportazioni petrolifere dalla Libia, bloccate dalle milizie di Khalifa Haftar. Nello specifico, l’ambasciata degli Stati Uniti a Tripoli, in un post su Twitter ha invitato la ripresa delle attività della National Oil Corporation (NOC), il cui blocco, secondo Washington, rischia di aggravare l’emergenza umanitaria in Libia.

La Libia vive in una situazione di grave instabilità dal 15 febbraio 2011, data che ha segnato l’inizio della rivoluzione e della guerra civile. Nel mese di ottobre dello stesso anno, il Paese nordafricano ha poi assistito alla caduta del regime del dittatore Muammar Gheddafi, ma da allora non è mai riuscito a effettuare una transizione democratica e vede tuttora la presenza di due schieramenti. Da un lato, il governo di Tripoli, nato con gli accordi di Skhirat del 17 dicembre 2015, guidato da Fayez al-Sarraj e riconosciuto dall’Onu. Dall’altro lato, il governo di Tobruk, con il generale Haftar. Il governo di Tobruk riceve il sostegno di Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Egitto, Russia e Francia. In particolare, Il Cairo, Riad ed Abu Dhabi sostengono militarmente ed economicamente le forze dell’esercito di Haftar. L’Italia, il Qatar e la Turchia appoggiano, invece, il governo riconosciuto a livello internazionale.

In tale contesto, lo scorso 18 gennaio, l’esercito di Tobruk ha bloccato le esportazioni di petrolio dai principali porti della Libia, al fine di paralizzare la principale fonte di reddito del Paese, in ritorsione contro la decisione della Turchia di inviare le proprie truppe a sostegno di Tripoli. Tra pochi giorni, quando i serbatoi per lo stoccaggio di petrolio nei porti saranno pieni, la produzione libica sarà limitata a 72.000 barili al giorno rispetto agli oltre 1,2 milioni della scorsa settimana, secondo le stime di un portavoce del NOC, la compagnia petrolifera nazionale libica, riferite dal Financial Times.

Il blocco delle esportazioni giungeva un giorno prima della Conferenza di Berlino sulla Libia, la quale aveva coinvolto diverse parti a livello internazionale, compresi Haftar e Serraj. Al termine della Conferenza, sono state concordate 3 strade da seguire per riportare stabilità nel Paese Nordafricano, sia in termini economici, sia politici, sia militari. A livello economico, l’attenzione sarà focalizzata sulle riforme. Sul versante militare, la parti hanno convenuto sulla formazione di un Comitato incaricato del monitoraggio e della supervisione del cessate il fuoco. A livello politico, l’incontro di Berlino ha esortato tutti i partiti libici a porre fine al periodo di transizione e ad indire elezioni libere, inclusive ed eque.

In merito al risultato raggiunto in seguito alla Conferenza promossa dalla Germania, l’Italia si è detta soddisfatta. Nello specifico, nel corso delle dichiarazioni rilasciate alla stampa al termine del vertice, il premier italiano, Giuseppe Conte, e il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, hanno confermato la disponibilità dell’Italia ad impegnarsi a monitorare la pace in Libia. Perché ciò avvenga, tuttavia, sarà necessario un primo passaggio in seno al Consiglio di Sicurezza dell’ONU.

In aggiunta, secondo quanto rivelato alla Stampa, Conte ha avuto un vertice bilaterale sulla Libia con il Segretario di Stato americano, Mike Pompeo, il quale ha confermato l’interesse degli Stati Uniti per quanto riguarda il dossier libico. A tal proposito, Conte ha rivelato che gli Stati Uniti intendono coordinarsi con l’Italia e con gli altri Paesi coinvolti.

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 Jasmine Ceremigna

di Redazione

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