La Grecia sarà per la prima volta guidata da una donna

Pubblicato il 22 gennaio 2020 alle 17:30 in Europa Grecia

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Uno dei più importanti giudici donna della Grecia, Ekaterini Sakellaropoulou, è stata eletta presidente della Repubblica ellenica, diventando la prima donna alla guida del Paese.

La nomina di Sakellaropoulou, avvenuta mercoledì 22 gennaio, è stata approvata da 261 membri del Parlamento su 300 il che, secondo quanto evidenziato da Al Jazeera English, costituisce una rara dimostrazione di unità da parte della classe politica della Grecia, la quale, sottolinea il quotidiano, è particolarmente frammentata.

La neoletta presidente, rivela CNN, è stata proposta dal partito conservatore al governo, Nuova Democrazia, ma è stata sostenuta anche dal principale partito dell’opposizione, Syriza, e del partito di centrosinistra, Movimento per il Cambiamento.

Tuttavia, il quotidiano tedesco Deutsche Welle sottolinea che la neoeletta presidente è considerata esterna alla classe politica, non essendo un membro di un qualsiasi partito della Grecia.

In seguito alla comunicazione del risultato, secondo le rivelazioni del quotidiano americano, il premier ellenico, Kyriakos Mitotakis, ha dichiarato di aver accolto con piacere la nomina di Sakellaropoulou, dato che questa, secondo il primo ministro di Atene, rappresenta una “finestra verso il futuro”.

Sakellaropoulou, in realtà, era stata fortemente voluta proprio dal premier di Atene, il quale, sottolinea CNN, ha probabilmente voluto fornire una risposta alle critiche in merito alla composizione del proprio governo, dove solo una donna è ministro.

In aggiunta, al momento della presentazione di Sakellaropoulou, Mitsotakis aveva dichiarato che la scelta del capo del Consiglio di Stato avrebbe rappresentato un cambiamento per la società greca, la quale potrà dare alle donne della Grecia “i ruoli che meritano”.

Ekaterini Sakellaropoulou, 63enne esperta in diritto costituzionale e ambientale e diritti umani, è stata anche, nel 2018, la prima donna a guidare il Consiglio di Stato, ovvero il più alto tribunale amministrativo della Grecia. La neoeletta presidente della Repubblica succederà a Prokopis Pavlopulos, il quale manterrà il proprio ruolo da capo di Stato fino al 13 marzo.  

In Grecia, il presidente è il Capo di Stato, nonché Comandante delle Forze Armate.

La Grecia è membro della NATO dal 1952 e dell’Unione Europea dal 1981. Tra le principali sfide che il Paese è chiamato ad affrontare nell’ultimo periodo vi è il fenomeno migratorio e in particolare il costante incremento del flusso di migranti.

Per tale ragione, lo scorso 15 gennaio il gabinetto di Atene era stato dotato di un nuovo dicastero per la Migrazione e l’Asilo, guidato da Notis Mitarakis, che, fino ad ora, è stato viceministro del Lavoro e delle Politiche sociali. 

In aggiunta, gli anarchici, rivela The Associated Press, rappresentano da decenni una delle principali fonti di preoccupazione per le autorità elleniche, le quali si trovano a dover fronteggiare i frequenti attacchi realizzati da gruppi di estrema sinistra e anarchici contro i tribunali, gli uffici del governo e i locali commerciali. 

A tale riguardo, il Country Report on Terrorism del 2018 Dipartimento di Stato americano rende noto che il Paese è principalmente colpito da organizzazioni terroristiche interne, le quali si scagliano principalmente contro i funzionari del governo e i creditori europei. Stando a quanto riportato dal World Factbook della CIA, il gruppo maggiormente attivo al 29 agosto 2019 è la “Lotta Rivoluzionaria”, in greco Epanastatikòs Agónasdesignata organizzazione terroristica dall’Unione Europea dal 29 giugno 2007. Lotta Rivoluzionaria è attiva principalmente nella città di Atene, dove negli anni è stata responsabile di attentati di piccola scala ispirati agli obiettivi che l’organizzazione si prefigge, ovvero la distruzione dell’influenza della globalizzazione e del capitalismo nella società greca e il rovesciamento del governo di Atene.

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 Jasmine Ceremigna

di Redazione

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