La Corea del Nord non si considera vincolata dal blocco dei test nucleari

Pubblicato il 22 gennaio 2020 alle 13:55 in Corea del Nord USA e Canada

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La Corea del Nord ha dichiarato che non si considera più vincolata dal blocco dei test nucleari e missilistici, incolpando gli Stati Uniti e sanzioni “brutali e disumane” che questi supportano. 

Il 21 gennaio, Ju Yong Chol, consigliere della missione della Corea del Nord presso le Nazioni Unite a Ginevra, ha affermato che negli ultimi due anni il suo Paese ha interrotto i test nucleari e i lanci di missili balistici intercontinentali “al fine di rafforzare la fiducia con gli Stati Uniti”. Tuttavia, secondo il rappresentante nordcoreano, gli Stati Uniti avevano risposto conducendo decine di esercitazioni militari congiunte con la Corea del Sud e insistendo sul mantenimento delle sanzioni. “Dato che è ormai chiaro ora che gli Stati Uniti rimangono fermi nella loro ambizione di bloccare lo sviluppo della Corea del Nord e soffocare il suo sistema politico, non abbiamo motivo di essere unilateralmente vincolati dall’impegno che l’altra parte non riesce a onorare”, ha affermato Ju alla Conferenza sul Disarmo sostenuta dall’ONU. La rappresentante di Pyongyang ha quindi accusato gli Stati Uniti di aver impost “le sanzioni più brutali e disumane”. “Se gli Stati Uniti persisteranno in una tale politica ostile nei confronti della Corea del Nord non ci sarà mai la denuclearizzazione della penisola coreana”, ha aggiunto. “Se gli Stati Uniti cercano di far rispettare le richieste unilaterali e persistono nell’imporre sanzioni, la Corea del Nord potrebbe essere costretta a cercare una nuova strada”, ha aggiunto. 

I comandanti militari statunitensi hanno riferito che una possibile nuova attività possa includere la sperimentazione di un missile a lungo raggio, che la Corea del Nord ha sospeso dal 2017, insieme ai lanci di testate nucleari. Il leader nordcoreano, Kim Jong Un, aveva dato una scadenza a Washington, la fine del 2019, per cambiare atteggiamento durante i colloqui sulla denuclearizzazione. A tale proprosito, il consigliere per la Sicurezza Nazionale della Casa Bianca, Robert O’Brien, aveva dichiarato che gli Stati Uniti avevano aperto canali di comunicazione con Pyongyang. O’Brien aveva espresso l’augurio che Kim avrebbe continuato a rispettare gli impegni sulla denuclearizzazione che aveva preso con il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump. 

Uno storico primo summit tra il leader nordcoreano e il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha avuto luogo il 12 giugno 2018 a Singapore e si era concluso con una promessa reciproca di collaborazione al fine di smantellare il programma nucleare della potenza asiatica, sospendere il regime sanzionatorio e cominciare un processo di pace nella regione. Tuttavia, i progressi da allora sono stati irregolari. In occasione del secondo incontro, avvenuto il 28 febbraio dell’anno successivo, i colloqui tra le due parti erano naufragati inaspettatamente a causa di un disaccordo sull’eliminazione delle sanzioni. I negoziati tra USA e Corea del Nord erano poi ripresi il 5 ottobre 2019 a Stoccolma. Tuttavia, il capo della delegazione nordcoreana ha accusato gli Stati Uniti di essere “inflessibili”, annunciando un nuovo stop ai colloqui. “I negoziati non hanno soddisfatto le nostre aspettative e alla fine sono stati interrotti”, aveva affermato il leader della delegazione proveniente dalla Corea del Nord. 

Il consigliere per la Sicurezza Nazionale della Casa Bianca, Robert O’Brien, il 13 genniao, ha dichiarato che gli Stati Uniti hanno contattato la Corea del Nord per cercare di riprendere i colloqui. O’Brien ha anche affermato che ci sono segnali positivi nei rapporti tra i due Paesi. Tra questi, ha nominato il fatto che il leader nordcoreano non abbia agito a seguito delle recenti minacce, relative sopratutto ad un possibile “regalo di Natale” da Pyongyang a Washington. Tali affermazioni erano state pronunciate da Ri Thae Song, vice ministro degli Esteri della Corea del Nord, responsabile degli Affari con gli Stati Uniti, il 2 dicembre. Alcuni analisti avevano suggerito che tale dichiarazione poteva indicare che Pyongyang stava preparando un test missilistico a lungo raggio. Tuttavia, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump aveva minimizzato, affermando che il dono poteva anche essere “un bellissimo vaso”. 

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Maria Grazia Rutigliano

di Redazione

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