Burkina Faso: attentato terroristico contro un mercato, 36 morti

Pubblicato il 22 gennaio 2020 alle 16:14 in Africa Burkina Faso

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In Burkina Faso, un duplice attentato, perpetrato, secondo quanto si legge in una dichiarazione ufficiale, da un “gruppo terroristico”, ha provocato la morte di circa 36 civili. Gli attacchi sono avvenuti nella giornata di lunedì 20 gennaio, ma il governo ne ha diffuso la notizia martedì, con una nota rilasciata dal ministro delle Comunicazioni, Remis Fulgance Dandjinou. I militanti hanno inizialmente preso d’assalto e dato fuoco a un mercato del villaggio di Nagraogo, uccidendo 32 persone. In seguito, hanno attaccato il villaggio di Alamou, situato nelle vicinanze, e qui hanno ucciso altre 4 persone. Il bilancio totale dei feriti ammonta, per il momento, a 3 abitanti. La duplice offensiva ha avuto luogo nella provincia centrale di Sanmatenga, compresa nella vasta regione del Sahel. L’episodio ha costretto centinaia di persone ad abbandonare l’area e a cercare rifugio nella città di Kaya.

Il ministro Dandjinou ha espresso “la costernazione e la rabbia” del governo in seguito agli attacchi e il presidente, Roch Marc Christian Kabore, ha promesso che i responsabili verranno individuati e processati. Uno degli attentati più letali avvenuto negli ultimi tempi risale al 25 dicembre, quando alcuni sospetti islamisti hanno ucciso 35 persone, 31 delle quali donne, in un attacco contro la città di Arabinda, nel Nord del Burkina Faso. Obiettivo dei jihadisti sarebbe stata una base militare alle porte della città, nella provincia settentrionale di Soum. I terroristi di queste regioni sono soliti colpire obiettivi militari, ma spesso, nelle loro offensive, non risparmiano vittime civili.

I militanti, alcuni legati ad al-Qaeda, altri allo Stato Islamico, hanno cominciato a infiltrarsi nel Paese dalle regioni del Nord, al confine con il Mali e con il Niger. Da lì, si sono poi spostati in altre direzioni, soprattutto a Est. Uno degli attentati di maggior impatto è stato condotto il 15 gennaio 2016, a soli due giorni di distanza dall’inaugurazione del nuovo governo, presieduto dal premier Paul Kaba Thieba. In tale occasione, alcuni militanti hanno sequestrato un hotel e un bar nel centro di Ouagadougou, causando la morte di 28 persone e il ferimento di altre 56, evidenziando le difficoltà della nuova amministrazione nell’attuare una risposta antiterroristica efficace. L’assalto era stato rivendicato da al-Qaeda nel Magreb Islamico (AQIM), un’organizzazione terroristica islamista affiliata di Al Qaeda e attiva nell’Africa nord-occidentale. 

Il Burkina Faso è, insieme al Mali e al Niger, uno dei Paesi più colpiti dalla furia dei jihadisti nella regione del Sahel. Secondo i dati delle Nazioni Unite, circa 4000 persone sono rimaste uccise in attentati perpetrati lo scorso anno nei tre Paesi. Le aree che hanno visto un’esplosione incontrollata della violenza sono generalmente quelle più aride e sottosviluppate, dove i gruppi armati sfruttano la povertà e le divisioni etniche o religiose per reclutare combattenti e provocare maggior impatto. Secondo il Country Report on Terorrism 2018 del governo americano, le organizzazioni terroristiche reclutano con successo i membri dell’etnia Fulani, che sono particolarmente marginalizzati, poveri e svantaggiati rispetto al resto degli abitanti del Burkina Faso. A partire dal 2017, si è registrata nel Paese una lenta ma continua crescita delle attività terroristiche jihadiste, specie lungo i confini con il Mali. Lo stesso anno, AQIM si è unito ad al-Mourabitoun, Ansar al-Dine e al Macina Liberation Front per formare il Jama’at Nusrat al-Islam wal Muslimin (JNIM), gruppo attualmente molto attivo in Burkina Faso, insieme ad Ansarul Islam e ISIS in the Greater Sahara. Nel 2018, militanti jihadisti affiliati a diverse organizzazioni hanno condotto omicidi mirati, raid contro postazioni militari e di sicurezza, attentati con esplosivi improvvisati. 

Il 21 gennaio, il Parlamento del Burkina Faso ha lanciato un appello al popolo per incoraggiare “una franca collaborazione” con le forze dell’ordine nella lotta contro i gruppi estremisti. La norma prevede il reclutamento volontario di cittadini intenzionati a contribuire alle operazioni antiterrorismo. In particolare, volontari sopra i 18 anni saranno reclutati nelle loro regioni in accordo con la popolazione locale. Riceveranno un addestramento della durata di 14 giorni e, in seguito, verranno dotati di armi di piccolo taglio e altro equipaggiamento militare. Le reclute dovranno condurre attività di sorveglianza e fornire protezione alle comunità locali, soprattutto in occasione di un attentato, nell’attesa dell’arrivo delle forze di sicurezza. L’esercito del Burkina Faso è generalmente debole e mal equipaggiato, incapace di fronteggiare adeguatamente la minaccia terroristica nel Sahel.

In seguito agli ultimi attacchi, il portavoce diplomatico della Commissione Europea, Virginie Battu-Henriksson, ha ribadito l’urgenza di predisporre un piano apposito, a carattere europeo, per aumentare la sicurezza nella regione e favorire lo sviluppo dei Paesi dell’Africa occidentale.

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Chiara Gentili

di Redazione

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