Turchia-Cipro: Il Cairo e Riad a sostegno di Nicosia

Pubblicato il 21 gennaio 2020 alle 17:38 in Arabia Saudita Cipro Egitto

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Sia l’Egitto sia l’Arabia Saudita hanno espresso il proprio sostegno a Cipro nel quadro delle tensioni con la Turchia, risultanti dalle operazioni di trivellazione condotte da Ankara e dalla cosiddetta questione cipriota.

Nello specifico, il portavoce del Ministero degli Esteri egiziano, Ahmed Hafez, ha dichiarato, il 19 gennaio, che l’Egitto si pone a sostegno dei diritti e della sovranità della Repubblica di Cipro sulle proprie risorse situate nella regione del Mediterraneo orientale. Diritti stabiliti dal Diritto del mare, oltre che dal Diritto internazionale e dalla Convenzione delle Nazioni Unite, secondo cui Cipro gode di un’autorizzazione per condurre attività di esplorazione marittima di petrolio e gas nel Mediterraneo orientale. In tale quadro, il portavoce egiziano ha messo in guardia dalle ripercussioni di “eventuali misure unilaterali” che violano i diritti ciprioti e che potrebbero minare la sicurezza e la stabilità della regione.

Nel medesimo quadro, il 21 gennaio, il Consiglio dei ministri saudita ha affermato che il Regno sta seguendo con grande interesse gli attuali sviluppi relativi al Mediterraneo orientale, mostrando la sua preoccupazione per la sicurezza e la stabilità della regione. A tal proposito, Riad ha espresso pieno sostegno a Cipro e alla sovranità sui suoi territori. Non da ultimo, il Consiglio ha invitato tutte le parti coinvolte a rispettare le risoluzioni del Consiglio di sicurezza, in modo da favorire la pace e la sicurezza della regione.

Simili dichiarazioni sono giunte altresì il 19 gennaio, quando il sovrano saudita, Salman bin Abdulaziz Al Saud, ha ricevuto il ministro degli Esteri di Cipro, Nikos Christodoulides. Nel corso dell’incontro, i due hanno discusso delle relazioni bilaterali tra i due Paesi e delle strade da intraprendere per rafforzarle. In tale occasione, da parte saudita è stata sottolineata l’importanza di non ingerire negli affari interni di Cipro, provando ad imporre uno status quo. Ciò, è stato affermato, non conduce alla pace internazionale, né alla stabilità della regione. Inoltre, le operazioni di esplorazione e trivellazione condotte da Ankara sono da considerarsi “illegali”, in quanto violano la sovranità di Nicosia.

La porzione orientale del Mediterraneo è attualmente al centro di una disputa internazionale che vede come protagonisti Cipro e la Turchia, la quale non riconosce la sovranità di Nicosia, Paese membro dell’Unione Europea. Secondo Ankara, Cipro non è da considerarsi uno Stato sovrano e, pertanto, non dispone dei diritti per condurre esplorazioni energetiche nelle acque a largo dell’isola. Tali acque risultano essere ricche di gas naturale, risorsa che Cipro già vende a Egitto e Israele. Per la Turchia, però, i diritti di esplorazione energetica appartengono solo alla Repubblica turco-cipriota di Cipro Nord, la cui sovranità è riconosciuta soltanto da Ankara.

A causare ulteriori tensioni concorrono altresì le trivellazioni avviate dalla Turchia a largo delle coste di Cipro, a partire dal 3 maggio scorso. Nello specifico, in tale data, sono state avviate le operazioni di trivellazione, le quali risultano tuttora in corso, con la nave Fatih a largo delle coste di Pafo, ad Ovest di Cipro. Il 2 giugno, inoltre, la Turchia ha inviato una seconda nave da perforazione,  la Yavuz, all’interno di un’altra area al centro di una disputa territoriale tra Turchia e Cipro. Lo scorso 18 settembre, la Yavuz ha abbandonato le acque a largo di Cipro per far rifornimento al porto turco di Tasucu, nella provincia di Mersin, nell’area meridionale della Turchia, ma è tornata attiva successivamente, lo scorso 5 ottobre.

Le trivellazioni condotte da Ankara a largo delle coste di Cipro sono state oggetto di numerose contestazioni da parte della comunità internazionale, soprattutto dopo che, lo scorso 27 novembre, la Turchia ha firmato un accordo con la Libia in merito alla definizione dei confini marittimi.

Nello specifico, in tale occasione, il presidente del Consiglio presidenziale del governo tripolino, Fayez al-Sarraj, ed il presidente turco, Recep Tayyip Erdogan, hanno firmato alcuni memorandum d’intesa relativi alla cooperazione in materia di sicurezza e al settore marittimo. A causare tensioni è il memorandum siglato in ambito marittimo, il quale, sottolinea Reuters, definisce i confini marittimi tra Libia e Turchia anche nei pressi dell’isola greca di Creta. Tale isola, a detta di Ankara, non dispone di piattaforma continentale, ma solo di acque territoriali, motivo per cui è stato possibile definire i confini delle acque intorno a Creta. La Grecia, invece, da parte sua, considera l’accordo siglato tra Libia e Turchia una “palese violazione del diritto internazionale”.

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

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