Tunisia: nominato nuovo premier, dovrà formare il governo entro un mese

Pubblicato il 21 gennaio 2020 alle 18:59 in Africa Tunisia

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Il presidente tunisino Kais Saied ha designato come premier l’ex ministro delle Finanze, Elyes Fakhfakh, incaricato di formare un nuovo governo entro circa un mese. La coalizione dovrà poi ricevere il voto di fiducia del Parlamento, altrimenti il Paese sarà costretto ad andare in breve tempo a nuove elezioni. La scelta di nominare Fakhfakh, 48 anni, risponde alle esigenze di sviluppo economico dello Stato nordafricano, da anni bloccato in una situazione di bassa crescita, alto debito pubblico e servizi in crisi. L’uomo, un ex impiegato della compagnia energetica francese Total, ha servito come ministro del Turismo e successivamente come ministro delle Finanze nel 2012, dopo la rivoluzione della Primavera Araba del 2011, che ha rovesciato il presidente Zine El Abidine Ben Ali. Fakhfakh, che ha anche provato a concorrere alla carica presidenziale durante le ultime elezioni, tenutesi il 13 ottobre, ottenendo solo 11.500 voti, appartiene al partito di centro-sinistra Ettakatol.

La nomina del nuovo premier arriva dopo che il Parlamento tunisino, il 10 gennaio, ha rifiutato di assegnare la fiducia al governo proposto da Habib Jemli, il candidato primo ministro presentato dal partito Ennahda. Dei 213 voti emessi durante la sessione parlamentare dai membri presenti, solo 72 si sono espressi a favore del nuovo esecutivo. Se il governo proposto da Fakhfakh riuscirà a ottenere i voti necessari, ovvero almeno 109 su 217, la Tunisia dovrebbe ritrovare la stabilità politica. Al momento, Youssef Chahed, primo ministro dal 2016, sta rivestendo il ruolo di premier ad interim, poiché le elezioni parlamentari del 6 ottobre scorso non sono riuscite ad esprimere una maggioranza così chiara da permettere a una coalizione di prevalere. Il partito islamico moderato di Ennahda è riuscito a ottenere il maggior numero di seggi (52), ma la sua performance è stata comunque al di sotto delle aspettative. In particolare, sarebbe la prima volta dal 2011 che il partito non riesce ad allearsi con altre fazioni e a formare una coalizione di governo.

Fakhfakh ha promesso che formerà un gabinetto più piccolo rispetto a quello dei governi precedenti e cercherà di combattere la povertà e la marginalizzazione delle regioni più degradate del Paese. Parlando nella giornata di lunedì 20 gennaio, poco dopo la sua nomina, il nuovo premier ha giurato che il suo obiettivo sarà quello di riuscire a rispondere alle aspirazioni della Primavera araba, che hanno portato all’instaurazione della democrazia in Tunisia. Fakhfakh ha poi citato l’elezione del nuovo presidente Kais Saied, portandola ad esempio di una volontà di cambiamento del popolo tunisino. Saied è un indipendente, ex docente di diritto costituzionale, senza precedenti in politica e di idee di stampo conservativo. Appoggiato da Ennahda, Saied si è detto pronto a contrastare la corruzione e a supportare la decentralizzazione.

“Lavoreremo per stabilire le condizioni necessarie a formare uno Stato giusto e forte, uno Stato che premierà le regioni più povere e i quartieri più degradati e che metterà fine a decenni di povertà e marginalizzazione”, ha detto Fakhfakh, aggiungendo: “Concentreremo le nostre forze nell’affrontare le sfide sociali ed economiche e nel rafforzare la democrazia”.

Sono circa tre mesi che la Tunisia attende un nuovo esecutivo. Il governo uscente ha già attuato tagli per ridurre il deficit pubblico, ma il Fondo Monetario Internazionale e altri istituti di credito stranieri hanno più volte richiesto ulteriori riforme fiscali. Al contempo, i cittadini tunisini hanno mostrato il proprio malcontento verso i servizi pubblici del Paese, considerati peggiori rispetto al periodo pre-rivoluzione del 2011. Ciò ha portato la popolazione ad avere sempre meno fiducia nei confronti delle istituzioni e della classe politica al potere.

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Chiara Gentili

di Redazione

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