Torture in Venezuela: accuse ai servizi cubani

Pubblicato il 21 gennaio 2020 alle 8:06 in Cuba Venezuela

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L’ultimo rapporto dell’Istituto Casla (Center for Studies and Analysis for Latin America) sul Venezuela evidenzia una forte interferenza cubana nel paese sudamericano, indicando che le torture “più crudeli” contro i dissidenti sono stata condotta da agenti del G2, i servizi segreti del paese caraibico.

Il testo specifica che il governo di Nicolás Maduro sta diventando “più assetato di sangue” e sta usando “la tortura come punizione esemplare”, spiega in dettaglio il quotidiano spagnolo ABC.

Tamara Suju, direttrice dell’organizzazione, ha presentato il documento a Madrid dove ha anche denunciato nuovi metodi di tortura applicati da agenti cubani e venezuelani.

“La perforazione di chiodi su mani e piedi per far passare i cavi delle scosse elettriche, l’uso sistematico di sacchetti di plastica per soffocare i torturati sono metodi comuni; i prigionieri sono appesi a delle gru senza toccare il suolo durante gli interrogatori, si effettuano lesioni ai genitali durante l’esercizio della violenza intossicazione sessuale o con sostanze psicotrope sconosciute” – denuncia Suju, che spiega che dal 2017, il regime di Maduro usa la tortura “più terribile” come meccanismo per ottenere informazioni che danneggino il dissenso venezuelano.

“L’intenzione è di portare i prigionieri al punto di chiedere alle loro famiglie di non riferire, di non dire nulla, perché qualunque cosa dicano significa non poter ricevere visite e avvocati per mesi” – afferma il rapporto.

L’Istituto Casla precisa che le strutture di tortura in Venezuela sono state “importate dal regime cubano”.

“La rinascita del crimine di tortura e i terribili metodi applicati nel 2019 sono stati principalmente diretti dal Dgcim, coinvolto anche in atti di repressione che hanno portato a omicidi, detenzioni arbitrarie, torture e sfollamenti forzati di persone, insieme alla Guardia Nazionale, al Servizio di intelligence nazionale bolivariana (Sebin), Alla Forza di Azione Speciale (FAES), alla Polizia e ai collettivi, le bande paramilitari armate dal chavismo” – riferisce ancora il rapporto.

La denuncia dell’influenza cubana sul governo venezuelano di Nicolás Maduro si basa, secondo il rapporto dell’Istituto Casla, su “testimonianze di ex funzionari dell’intelligence e disertori, nonché di militari e civili che hanno indicato come partecipa il regime dell’isola l’induzione della repressione”.

L’Istituto Casla, promuove la democrazia e lo stato di diritto in America Latina, riferisce ancora nel suo rapporto che il lavoro dell’intelligence cubana viene svolto con la piena conoscenza del ministro della Difesa venezuelano Vladimir Padrino López.

I governi Caracas e L’Avana negano ogni addebito e sottolineano che l’Istituto è noto per il suo anticastrismo e per aver diffuso in passato informazioni esagerate sull’attività delle forze di sicurezza cubane.

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Italo Cosentino, interprete di spagnolo

di Redazione

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