Taiwan fa appello a Papa Francesco contro la minaccia della Cina

Pubblicato il 21 gennaio 2020 alle 12:08 in Cina Taiwan

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La presidentessa di Taiwan, Tsai Ing-wen, ha scritto a Papa Francesco per lamentarsi delle pressioni cinesi sull’isola, affermando che Pechino minaccia la democrazia e la libertà della popolazione.

Il Vaticano è uno dei 15 Paesi che mantiene legami diplomatici con Taiwan, nonché l’unico in Europa. Secondo quanto riferisce l’agenzia di stampa Reuters, il 21 gennaio, l’appello di Taiwan arriva a seguito di una serie di preoccupazioni legate alla possibile normalizzazione dei rapporti tra il Vaticano e Pechino, in particolare a seguito di un accordo storico del 22 settembre 2018 sulla nomina dei vescovi in Cina. La presidentessa di Taiwan ha quindi scritto una lettera a Papa Francesco, a seguito di un messaggio lanciato dal Pontefice durante la Giornata Mondiale della pace del 1 gennaio. Nel documento, Tsai Ing-wen ha sottolineato il proprio desiderio di risolvere pacificamente la disputa con Pechino. “Tuttavia, al momento il dialogo nello stretto di Taiwan è pieno di difficoltà”, si legge nella missiva, pubblicata dalla presidenza taiwanese. “Il principale punto critico è che la Cina non è stata finora disposta a rinunciare al proprio desiderio di controllare Taiwan”, ha aggiunto.

Secondo la presidentessa, Pechino continua a minare le libertà democratiche e i diritti umani di Taiwan minacciando il ricorso alla forza armata contro l’isola, le notizie false, gli attacchi informatici e l’isolamento diplomatico. Tuttavia, nonostante la “grave repressione” della Cina, Taiwan sta andando avanti, cooperando con i Paesi amici, in modo che le altre democrazie riconoscano l’isola come il miglior partner per mantenere la pace e la stabilità, ha aggiunto la Tsai nella lettera. Le recenti operazioni ed esercitazioni militari della Cina nello stretto di Taiwan e nelle aree circostanti hanno causato un aumento della tensione nella regione e una maggiore sfiducia internazionale nei confronti di Pechino, ha sottolineato la leader asiatica.

Taiwan viene considerata dalla Cina una provincia cinese dotata di parziale autonomia. Tuttavia, l’isola gode, di fatto, di un governo indipendente che si autodefinisce Repubblica di Cina (ROC), in continuità con la prima repubblica fondata sul continente cinese nel 1911 dal Partito Nazionalista Cinese (Guomindang), giunto a Taipei alla fine della guerra civile cinese nel 1949. Nello stesso anno, a Pechino veniva fondata la Repubblica Popolare Cinese che si autodefinisce unico governo legittimo di tutto il popolo cinese e chiede a tutti i Paesi con cui istituisce rapporti diplomatici di accettare il principio “una Sola Cina”. Da parte sua, Pechino ha tagliato i legami diplomatici con il Vaticano nel 1951 e reprime l’aggregazione per motivi religiosi, sulla base del principio di laicità dello Stato. Inoltre, la Cina rimane preoccupata una chiesa forte ed indipendente nel Paese possa minacciare la sua autorità. L’accordo del 2018, negoziato per oltre 10 anni, garantisce al Vaticano un controllo nella scelta dei vescovi in Cina, precedentemente nominati esclusivamente dalle autorità comuniste. 

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Maria Grazia Rutigliano

di Redazione

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