L’Egitto inaugura una nuova base sul Mar Rosso, il “castello militare” del Paese

Pubblicato il 21 gennaio 2020 alle 11:59 in Africa Egitto

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Il Cairo ha inaugurato la maggiore base militare a Berenice, città situata sul Mar Rosso, nell’Est della città meridionale di Assuan, al confine con il Sudan. Diversi gli interrogativi suscitati.

L’inaugurazione risale al 15 gennaio ed ha visto la presenza del presidente egiziano, Abdel Fattah al-Sisi, e del principe ereditario di Abu Dhabi, Mohammed bin Zayed Sultan Al-Nahyan, altresì vicecomandante supremo delle forze armate degli Emirati Arabi Uniti (UAE), il quale ha sottolineato i risultati raggiunti dal Cairo, volti a rafforzare il suo ruolo chiave nel garantire la stabilità regionale. “La forza dell’Egitto è una forza per l’intero mondo arabo” ha affermato il principe emiratino.

Come evidenziato nel corso della cerimonia, Bernice è una città portuale antica, posta sulle coste occidentali del Mar Rosso. Fu fondata nel 275 a.C. da Tolomeo II, il quale dedicò la città alla madre, Bernice I d’Egitto. Circa la base inaugurata, questa ha una superficie di 150.000 feddan, ed include al suo interno sia aree navali sia aeree, una serie di unità di combattimento e amministrative, un aeroporto, oltre a bunker e hangar per aerei militari e la loro manutenzione, ed un ospedale militare. La sezione navale sarà in grado di accogliere imbarcazioni dalla grande portata, tra cui fregate, portaerei e sottomarini.

Secondo il portavoce della presidenza egiziana, Bassam Rady, la base simboleggia la forza egiziana a livello aereo, marittimo e terrestre, in un momento in cui si è testimoni di tensioni a livello sia regionale sia internazionale. In tale quadro, la nuova base, definita un “castello militare”, è stata costruita, a detta di Rady, sorprendentemente in tempi record. Questa mira a porre in sicurezza le coste meridionali egiziane, oltre a salvaguardare gli interessi economici e le risorse naturali del Paese, affrontando, al contempo, le sfide in materia di sicurezza riguardanti il Mar Rosso. Il fine ultimo sarà, pertanto, proteggere il traffico marittimo verso il Canale di Suez e verso le aree economiche vicine.

Sin dai primi giorni di gennaio 2020, l’Egitto ha attuato diverse manovre militari, a livello marittimo, terrestre ed aereo, alla luce degli scenari relativi alla crescente influenza della Turchia nel Mediterraneo orientale, alla perdurante crisi nella vicina Libia e alle discussioni riguardanti la Grand Ethiopian Renaissance Dam (GERD). Bernice rappresenta l’ultima di una serie di basi militari inaugurate negli ultimi anni dall’Egitto, in un quadro che mira a sviluppare e modernizzare l’esercito del Paese. L’ultima base è stata inaugurata nel mese di luglio del 2017 nella città settentrionale di el-Hamam. Intitolata a “Mohamed Naguib”, è considerata tra le maggiori basi in Medio Oriente.

Secondo un analista di affari militari, Mahmoud Gamal, uno degli scopi strategici della nuova base egiziana potrebbe essere il sostegno ai Paesi anti-iraniani della regione del Golfo e agli alleati occidentali. A tal proposito, le forze armate egiziane hanno acquistato di recente jet da Stati Uniti, Russia e Francia. Washington, la quale non possiede alcuna base propria in Egitto, fa uso della base aerea di Qena, per fornire supporto logistico alle proprie forze aeree. In tale quadro, a detta di Gamal, anche Bernice potrebbe essere funzionale alle stesse operazioni.

È del quotidiano arabo al-Arabiya la domanda: “Perché l’Egitto ha costruito la sua maggiore base militare al confine con il Sudan?”. La risposta è giunta da un altro esperto militare, Mohamed El Shahawi, secondo cui l’obiettivo fondamentale del Cairo è proteggere le coste egiziane meridionali e garantire la navigazione nel Mar Rosso, di fronte allo stretto di Bab el-Mandeb. A detta di Shahawi, inoltre, l’Egitto potrà muoversi con maggiore facilità in caso di aggressione, oltre ad essere maggiormente in grado di respingere qualsiasi attacco contro la sicurezza nazionale ed araba. Non da ultimo, Il Cairo ha voluto inviare un messaggio al proprio popolo, per rassicurarli sulla prontezza e l’efficienza del Paese di fronte alle minacce e ai pericoli esterni.

Come evidenziato nel quotidiano israeliano Haaretz, l’Egitto si sente minacciato anche da uno dei memorandum raggiunti da Ankara ed il Consiglio presidenziale di Tripoli il 27 novembre scorso, relativo alla suddivisione delle aree marittime del Mediterraneo orientale. Al Cairo considera l’accordo una sorta di dichiarazione di guerra e teme che la delimitazione del confine marittimo impedirà l’attraversamento dei suoi oleodotti e gasdotti verso l’Europa. Non da ultimo, Il Cairo potrebbe vedersi costretto a negoziare con il nemico turco. Tutto ciò, sottolinea il quotidiano, minerebbe l’economia del Paese.

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

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