Le nuove dotazioni belliche dell’India

Pubblicato il 21 gennaio 2020 alle 9:05 in India Russia

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Il 19 gennaio, l’Organizzazione per la Ricerca e lo Sviluppo della Difesa indiana (DRDO) ha effettuato il lancio di un missile balistico K-4 a raggio intermedio da una piattaforma sommersa. Il giorno dopo, l’Indian Air Force (IAF) ha fatto volare il primo squadrone permanente di caccia Su-30MKI, di produzione indiana e russa. 

Il test missilistico è avvenuto al largo della costa dell’Andhra Pradesh, nell’India sud-orientale. Mentre lo squadrone di caccia, il 222 Squadron, noto anche come “Tigersharks”, ha volato sopra Thanjavur, nell’India meridionale. Il missile utilizzato nel lancio del 19 gennaio, il K-4, ha una portata massima stimata di 3.500 chilometri e può essere equipaggiato con un carico utile nucleare o convenzionale di 2.000 chilogrammi. I test di sviluppo del missile sono iniziati nel 2010. Un tentativo di test di volo era stato effettuato nel dicembre 2017, ma non era riuscito a causa di un guasto della batteria. Lo stesso missile è stato testato con successo in piena configurazione operativa dal primo sottomarino missilistico balistico a propulsione nucleare indiano,INS Arihant, ad aprile 2016. 

Per quanto riguarda, invece, la nuova unità dell’aeronautica indiana è stata organizzata una vera e propria cerimonia, il 20 gennaio, alla quale hanno partecipato il nuovo capo dello Stato Maggiore della Difesa dell’India, il generale Bipin Rawat, e il capo dell’IAF, il comandante RKS Bhadauria. Lo squadrone sarà inizialmente composto da un numero che varia tra i 4 e i 6 caccia Sukhoi Su-30MKI.  Alcuni di questi velivoli, che saranno 18 totali entro la fine del 2020, saranno in grado di trasportare missili da crociera supersonici BrahMos. L’Organizzazione per la Ricerca e lo Sviluppo della Difesa ha effettuato il più recente test di un BrahMos-A da un caccia Sukhoi Su-30MKI il 22 maggio 2019. Ad oggi, solo due caccia indiani sono stati convertiti per trasportare la variante del missile che può essere lanciata dall’aria.

Il BrahMos è un derivato del missile da crociera supersonico over-the-horizon P-800 Oniks, di fabbricazione russa, con una portata stimata tra 300 e 400 chilometri. Il missile, che prende il nome dal fiume Brahmaputra in India e dal fiume Moskva in Russia, è il prodotto di una joint venture tra la The Defence Research and Development Organisation (DRDO) dell’India e l’ufficio russo di progettazione di missili, NPO Mashinostroyeniya. L’India negli ultimi anni ha tentato progressivamente di nazionalizzare i vari componenti e sottosistemi del missile BrahMos, tra cui un nuovo cercatore e un ripetitore. Per accelerare la produzione, l’appaltatore della difesa indiano e il produttore di missili Larsen & Toubro hanno aperto una linea di produzione di supporto a Vadodara, nello stato occidentale del Gujarat nel 2018. La DRDO sta lavorando su una variante a raggio esteso del BrahMos presumibilmente in grado di colpire obiettivi a distanze fino a 800 chilometri.

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Maria Grazia Rutigliano

 

di Redazione

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