Italia: Mattarella in Qatar per parlare di Libia

Pubblicato il 21 gennaio 2020 alle 19:41 in Italia Qatar

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Il presidente della Repubblica italiana, Sergio Mattarella, si è recato in Qatar per incontrare l’emiro, Tamim bin Hamad Al-Thani.

È quanto rivelato, martedì 21 gennaio, dalla Presidenza della Repubblica dell’Italia, la quale ha altresì aggiunto che nel corso della sua permanenza in Qatar, Mattarella ha incontrato anche il personale dell’Ambasciata italiana a Doha e alcuni rappresentanti della comunità italiana che vive in Qatar.

Per quanto riguarda l’incontro con l’emiro del Qatar, ANSA rivela che nel corso del vertice con Al-Thani, Mattarella ha avuto modo di discutere del dossier libico, sottolineando l’esigenza di escludere la presa del potere attraverso le armi. A tale riguardo, Mattarella ha inoltre avuto modo di sottolineare il sostegno dell’Italia alla posizione del Qatar, il quale, come Roma, sostiene il governo internazionalmente riconosciuto di Tripoli, guidato da Fayez al-Serraj.

Tuttavia, come sottolineato da Mattarella, sebbene sia una dei sostenitori di Tripoli, l’Italia continua a dialogare con tutte le parti coinvolte nel conflitto libico, oltre che con le Nazioni Unite e il suo alto rappresentante, Ghassan Salamé.

In aggiunta, nel corso del vertice con Al-Thani, Mattarella ha sottolineato la necessità di rispettare un cessate il fuoco, oltre che di assicurare l’assenza della presenza militare di Stati terzi.

In linea con ciò, aggiunge il quotidiano, Mattarella ha invitato tutte le parti coinvolte nel conflitto libico a trovare una soluzione politica alla crisi in Libia.

L’incontro del presidente della Repubblica italiano con l’emiro del Qatar è giunto a due giorni di distanza dalla Conferenza di Berlino, avvenuta lo scorso 19 gennaio. Nel vertice si sono incontrate, a Berlino, diverse parti a livello internazionale, le quali hanno discusso della situazione in Libia. Nello specifico, sono state concordate 3 strade da seguire per riportare stabilità nel Paese Nordafricano, sia in termini economici, sia politici, sia militari. A livello economico, l’attenzione sarà focalizzata sulle riforme. Sul versante militare, la parti hanno convenuto sulla formazione di un Comitato incaricato del monitoraggio e della supervisione del cessate il fuoco. A livello politico, l’incontro di Berlino ha esortato tutti i partiti libici a porre fine al periodo di transizione e ad indire elezioni libere, inclusive ed eque.

In merito al risultato raggiunto in seguito alla Conferenza promossa dalla Germania, l’Italia si è detta soddisfatta. In aggiunta, nel corso delle dichiarazioni rilasciate alla stampa al termine del vertice, il premier italiano, Giuseppe Conte, e il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, hanno confermato la disponibilità dell’Italia ad impegnarsi a monitorare la pace in Libia. Perché ciò avvenga, tuttavia, sarà necessario un primo passaggio in seno al Consiglio di Sicurezza dell’ONU.

In aggiunta, secondo quanto rivelato alla Stampa, Conte ha avuto un vertice bilaterale sulla Libia con il Segretario di Stato americano, Mike Pompeo, il quale ha confermato l’interesse degli Stati Uniti per quanto riguarda il dossier libico. A tal proposito, Conte ha rivelato che gli Stati Uniti intendono coordinarsi con l’Italia e con gli altri Paesi coinvolti.

La Libia vive in una situazione di grave instabilità dal 15 febbraio 2011, data che ha segnato l’inizio della rivoluzione e della guerra civile. Nel mese di ottobre dello stesso anno, il Paese nordafricano ha poi assistito alla caduta del regime del dittatore Muammar Gheddafi, ma da allora non è mai riuscito a effettuare una transizione democratica e vede tuttora la presenza di due schieramenti. Da un lato, il governo di Tripoli, nato con gli accordi di Skhirat del 17 dicembre 2015, guidato da Fayez al-Sarraj e riconosciuto dall’Onu. Dall’altro lato, il governo di Tobruk, con il generale Haftar. Il governo di Tobruk riceve il sostegno di Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Egitto, Russia e Francia. In particolare, Il Cairo, Riad ed Abu Dhabi sostengono militarmente ed economicamente le forze dell’esercito di Haftar. L’Italia, il Qatar e la Turchia appoggiano, invece, il governo riconosciuto a livello internazionale.

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 Jasmine Ceremigna

di Redazione

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