Difesa: Guerini in Iraq per visitare il contingente italiano

Pubblicato il 21 gennaio 2020 alle 20:30 in Iraq Italia

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Il ministro della Difesa dell’Italia, Lorenzo Guerini, si è recato in Iraq per fare visita al contingente italiano.

A renderlo noto è ANSA, martedì 21 gennaio, la quale ha altresì annunciato che, come sottolineato da Guerini, la visita giunge al fine di mostrare ai militar italiani la vicinanza del proprio Paese alla luce del recente escalation della tensione nella regione. A tale riguardo, Guerini ha altresì ringraziato pubblicamente i soldati italiani per il loro lavoro in Iraq.

La visita di Guerini, secondo quanto rivelato da ANSA, si inserisce nel contesto del viaggio del ministro italiano nei teatri operativi a due settimane dall’uccisione del generale iraniano, Qassem Soleimani, avvenuta a Baghdad lo scorso 3 gennaio per mano degli Stati Uniti.

Il viaggio di Guerini, ha annunciato il quotidiano, ha avuto inizio il giorno precedente, lunedì 20 gennaio, quando il ministro italiano si era recato in Kuwait per incontrare le autorità locali e i militari inviati dall’Italia.

Nella giornata di mercoledì 22 gennaio, secondo fonti interne al Ministero della Difesa, riprese da ANSA, Guerini si recherà presso un terzo teatro operativo.

L’ultima visita di Guerini in Iraq si era verificata lo scorso 24 dicembre, quando il ministro aveva incontrato il contingente italiano, il quale aveva ricevuto il ringraziamento ufficiale da parte del ministro in virtù dell’impegno nella lotta allo Stato Islamico e nell’addestramento delle forze locali irachene.

Secondo i dati presentati dal ministro della Difesa nel corso di un’audizione in Commissione Difesa di Camera e Senato, in Iraq vi sono al momento 879 militari, di cui 288 in Kuwait, quale parte della Coalizione Globale per la lotta all’ISIS. A questi occorre integrare 8 militari, i quali sono schierati nel contesto della missione NATO in Iraq. Per quanto riguarda i militari italiani impegnati nel territorio iracheno, posta la messa in sicurezza dei soldati nelle aree più pericolose, Guerini ha annunciato che non si prevede un ulteriore innalzamento della tensione. In tale contesto, rimane attiva la missione in Iraq, anche perché, secondo Guerini, un ritiro poco ponderato porterebbe alla compromissione dei risultati finora raggiunti.

Nello specifico, risale allo scorso 9 gennaio l’annuncio da parte dello Stato Maggiore della Difesa  in merito al completamento delle operazioni di spostamento del contingente italiano in Iraq. Nello specifico, il Ministero della Difesa aveva rivelato che il comandante del contingente italiano in Iraq, il generale Paolo Attilio Fortezza, ha lasciato la base di Baghdad, portando a termine lo spostamento temporaneo dei militari inviati in Iraq.

La decisione di spostare le truppe, aveva rivelato il Ministero, è stata presa di concerto con la coalizione internazionale per la lotta all’ISIS.

Le decisioni sul ritiro o il riposizionamento dei propri contingenti in Iraq annunciate dai Paesi dell’Europa e della NATO giungono in risposta a due avvenimenti. Il primo è stato l’uccisione di Soleimani. Successivamente, i Paesi dell’Europa e della NATO hanno risposto alla reazione dell’Iran, responsabile dell’attacco dell’8 gennaio contro due basi irachene che ospitavano soldati statunitensi. I raid sono avvenuti contro la base di Ain al-Assad, situata nel governatorato occidentale di Al-Anbar, e contro quella di Harir, nel Nord dell’Iraq, nella provincia di Erbil.

In totale, l’Italia risulta impegnata, a livello nazionale e internazionale, nel mantenimento della sicurezza, il quale comporta un impiego di circa 13.000 militari, di cui 7.000 attivi sul territorio nazionale e oltre 6.000 impegnati in 37 teatri operativi dislocati in 24 Paesi. Dei teatri operativi all’estero, il Libano, disponendo di 1.081 militari italiani, è quello dal maggior contingente inviato dall’Italia.

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 Jasmine Ceremigna

di Redazione

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