Ambasciatore cinese in Gran Bretagna loda il vertice UK-Cina

Pubblicato il 21 gennaio 2020 alle 14:08 in Cina UK

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L’ambasciatore cinese in UK, Liu Xiaoming, ha sottolineato l’importanza del vertice Londra-Pechino del 17-19 febbraio per approfondire i legami tra Cina e Gran Bretagna e contrastare il protezionismo, in difesa del libero scambio.  

Secondo quanto riferito dall’agenzia di stampa cinese, Xinhua, il 20 gennaio, il diplomatico cinese a Londra ha sottolineato che la cooperazione e gli scambi regionali costituiscono pilastri fondamentali per le relazioni sino-britanniche e garantiscono una solida base per la loro amicizia. Con tale messaggio, Xiaoming ha lanciato un conto alla rovescia in attesa del quinto vertice dei leader regionali cinesi e inglesi. L’ambasciatore ha dichiarato che spera che l’incontro creerà nuove opportunità abbinando le strategie di sviluppo dei due Paesi. Il meeting si svolgerà dal 17 al 19 febbraio a Birmingham ed è pensato per fare da ponte tra i governi e le imprese cinesi e britanniche, unendo quelli che il diplomatico di Pechino ha definito “i punti di forza complementari”, in modo da ottenere risultati più fruttuosi.

“Il panorama internazionale sta vivendo un profondo adattamento. Unilateralismo e protezionismo sono in aumento. Come principali attori globali, la Cina e il Regno Unito si assumono importanti responsabilità”, ha affermato Liu Xiaoming. “Questo vertice potrebbe rappresentare un’opportunità per la Cina e il Regno Unito per lavorare insieme e dare nuova vitalità agli scambi culturali e interpersonali tra i nostri due Paesi e contribuire a costruire un legame più stretto tra i nostri popoli”, ha aggiunto. L’ambasciatore ha poi invitato le due parti a prendere l’incontro come un’opportunità per affrontare le sfide globali. “Questo vertice potrebbe incoraggiare i governi locali e le imprese dei nostri due Paesi a difendere il libero scambio, sostenere il multilateralismo e opporsi al protezionismo in uno spirito di apertura e inclusione”, ha dichiarato il diplomatico, “insieme possiamo prendere l’iniziativa nel perseguimento della vittoria”. I vertici Cina-UK si tengono a partire dal 2016 e hanno interessato, fino ad oggi, le città di Londra, Shanghai, Belfast e Dalian dal primo nel 2016.

Con tali parole, l’ambasciatore ha fatto velatamente riferimento all’atteggiamento protezionistico degli Stati Uniti sotto l’amministrazione del presidente Donald Trump, con il quale la Cina ha avviato una guerra commerciale a partire dal 23 marzo 2018, quando Washington ha imposto dazi del 25% e del 10% sulle importazioni rispettivamente di acciaio e alluminio. Tale decisione ha direttamente colpito la Cina. Lo stesso giorno, Trump ha annunciato un piano di tariffe e sanzioni commerciali sui beni importati per un valore stimato intorno ai 60 miliardi di dollari. Pechino ha risposto il giorno seguente, annunciando tasse nei confronti di 128 prodotti americani per un valore di 3 miliardi di dollari. Ulteriori aumenti delle tariffe sono stati implementati durante i mesi successivi, in una continua escalation.

Tuttavia, il 15 gennaio, è stato sottoscritto un accordo economico e commerciale “di fase 1”, alla Casa Bianca, dal vice-premier cinese, Liu He, e dal presidente Trump. Si è trattato del primo passo concreto verso la fine della guerra dei dazi tra le due maggiori economie a livello mondiale, Cina e Stati Uniti. In tale contesto, il presidente cinese, Xi Jinping ha espresso la speranza che, attraverso l’accordo, Washington tratterà con correttezza le società cinesi e le loro regolari attività economiche, commerciali e di investimento e sosterranno la collaborazione tra le imprese, gli istituti di ricerca e le scuole dei due Paesi, contribuendo a rafforzare la fiducia reciproca e la cooperazione. Tuttavia, la Cina ha dichiarato il 19 gennaio che aumenterà le importazioni di beni e prodotti statunitensi secondo i principi di mercato.

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Maria Grazia Rutigliano

di Redazione

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