Tunisia: alla ricerca di un governo di unità nazionale, si attende il nome del nuovo premier

Pubblicato il 20 gennaio 2020 alle 12:15 in Africa Tunisia

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Il presidente tunisino Kais Saied sta tenendo una serie di consultazioni con diversi blocchi parlamentari per nominare un nuovo primo ministro che riesca a dare un governo alla Tunisia. Tale esecutivo dovrebbe riunire varie anime del Paese dal momento che nessun partito ha ottenuto la maggioranza assoluta alle ultime elezioni parlamentari, tenutesi il 6 ottobre scorso. Il presidente del Parlamento, nonché leader di Ennahda, Rached Ghannouchi, ha invitato il partito ad aprirsi al dialogo con altre fazioni di orientamento differente, al fine di superare l’attuale impasse politica. L’ultimo governo, proposto dal premier designato Habib Jemli, non era riuscito ad ottenere la fiducia del Parlamento, che aveva votato contro, il 10 gennaio, con soli 72 voti a favore su un totale di 213 presenti.

Spetta ora al presidente nominare un nuovo premier, che dovrà riuscire in breve tempo a formare una nuova squadra di governo e a guadagnare la fiducia dell’assemblea. Saied ha incontrato almeno 17 potenziali candidati alla carica di primo ministro ma i favoriti risultano essere due. Si tratta dell’ex ministro dell’Economia, Hakim Ben Hammouda, appoggiato da almeno 7 partiti, e dell’ex ministro dello Sviluppo, degli Investimenti e della Cooperazione internazionale, Fadhel Abdelkefi. Entrambi sono dunque esperti di economia, il settore di maggiore criticità per lo sviluppo del Paese. Ben Hammouda ha rivelato di aver presentato la sua visione per il futuro programma di governo, sottolineando che la maggiore sfida è quella di ricostruire la fiducia della società. Tra gli impegni promessi, il candidato premier ha evidenziato l’importanza di dare attuazione a politiche attive che limitino l’emarginazione sociale e la povertà e restituiscano la speranza ai tunisini. Indiscrezioni interne suggeriscono che proprio su Ben Hammouda potrebbe ricadere la scelta del presidente Saied.

Sono circa tre mesi che la Tunisia attende un nuovo esecutivo. Al momento, il Paese ha ancora un governo provvisorio, guidato da Youssef Chahed. Sin dal mese di ottobre 2019, i diversi partiti politici seduti in Parlamento non sono riusciti a trovare un accordo volto a creare una coalizione, così da proporre un primo ministro e formare un nuovo esecutivo. Il rischio temuto da molti è legato a ritardi nell’attuazione di quelle riforme indispensabili a risanare l’economia del Paese, oltre che nella presentazione del bilancio. Jemli, sin dall’assunzione del mandato, il 15 novembre 2019, ha tenuto costanti consultazioni per sei settimane e si era detto intenzionato a formare un governo di personalità indipendenti, non legate ad alcun partito politico, viste altresì le difficoltà incontrate nel raggiungere un accordo con le diverse parti politiche. Il termine ultimo per la presentazione di un eventuale esecutivo era stato stabilito al 15 gennaio 2020.

Il governo uscente ha già attuato tagli per ridurre il deficit pubblico, ma il Fondo Monetario Internazionale e altri istituti di credito stranieri hanno più volte richiesto ulteriori riforme fiscali. Al contempo, i cittadini tunisini hanno mostrato il proprio malcontento verso i servizi pubblici del Paese, considerati peggiori rispetto al periodo pre-rivoluzione del 2011. Ciò ha portato la popolazione ad avere sempre meno fiducia nei confronti delle istituzioni e della classe politica al potere.

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Chiara Gentili

di Redazione

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