Summit UK-Africa per aumentare gli investimenti nel continente

Pubblicato il 20 gennaio 2020 alle 13:54 in Africa UK

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È iniziato a Londra, lunedì 20 gennaio, il summit Regno Unito-Africa, organizzato con il fine di rafforzare i legami commerciali tra le due Parti ed incrementare gli investimenti nel continente. Il vertice ospita i leader di 21 Stati africani e risponde alle esigenze del governo britannico di stringere nuovi accordi vista l’imminente uscita dall’Unione Europea. “Il primo ministro Boris Johnson userà il Summit Regno Unito-Africa sugli investimenti per tentare di fare in modo che la Gran Bretagna diventi un partner privilegiato per gli investimenti in Africa”, ha riferito una dichiarazione del governo di Londra.

Nella cerimonia di inaugurazione del vertice, Johnson ha evidenziato l’esperienza britannica, l’innovazione nel campo della tecnologia, la crescita pulita, lo sviluppo delle infrastrutture e della finanza che possono soddisfare la domanda del continente africano di crescita sostenibile. Il premier ha specificato che la Gran Bretagna sta abbandonando la promozione dell’estrazione del carbone termico e la diffusione delle centrali elettriche a carbone all’estero. “Un decennio fa eravamo una delle nazioni più ricche di carbonio in Europa. Oggi siamo leader mondiali nell’offshore. Generiamo regolarmente più energia elettrica da fonti rinnovabili che da combustibili fossili. E ci siamo quasi completamente liberati del carbone”, ha affermato Johnson, aggiungendo che tuttavia “non ha senso ridurre nel Regno Unito la quantità di carbone che bruciamo se poi ci spostiamo verso l’Africa e incoraggiamo gli Stati africani a usarne di più”.

In tal senso, il primo ministro britannico ha dichiarato: “Da oggi, il governo di Londra non fornirà più alcuna nuova assistenza diretta allo sviluppo, agli investimenti, alle esportazioni o alla promozione commerciale per l’estrazione di carbone termico o per le centrali a carbone all’estero. Per dirla semplicemente, non un altro centesimo di denaro dei contribuenti del Regno Unito sarà investito direttamente nello scavo del carbone o nel suo consumo per l’elettricità”. A detta di Johnson, è la prima volta che i governi e le imprese di Africa e Regno Unito si riuniscono per discutere di questi temi a un così alto livello. Secondo le dichiarazioni del governo, al vertice verranno altresì annunciati accordi dal valore di miliardi di sterline. “Questi permetteranno la creazione di nuovi posti di lavoro e favoriranno la crescita in tutte le parti del Regno Unito e in Africa, a beneficio di una serie di società britanniche, dalle aziende familiari alle principali multinazionali”, ha affermato la nota, che ha aggiunto: “Tutti i nuovi investimenti rifletteranno l’impegno del primo ministro a costruire relazioni sostenibili a lungo termine in Africa, sostenute dai nostri valori e da standard elevati”.

Il 10 gennaio, è stato approvato dalla Camera dei Comuni il “Brexit Bill” del primo ministro Johnson, un passo che porta il Regno Unito sempre più vicino all’uscita dall’Unione Europea. La nuova approvazione consente al primo ministro britannico di superare una delle crisi politiche più profonde degli ultimi decenni nel Regno Unito, mettendo fine ai timori di un’uscita disordinata e al blocco parlamentare che aveva caratterizzato il mandato della precedente premier, Theresa May. “È tempo di completare la Brexit. Questo disegno di legge lo fa”, ha dichiarato il ministro della Brexit, Stephen Barclay, ai deputati, riassumendo ore di dibattito parlamentare. La legislazione passerà ora alla Camera Alta del Parlamento e dovrebbe diventare legge nelle prossime settimane, dopo l’approvazione reale. 

Tuttavia, l’Unione Europea non si è detta disposta a siglare un accordo commerciale con un vicino economicamente potente senza solide disposizioni per garantire una concorrenza leale. Le richieste del blocco europeo si concentrano sugli standard ambientali e del lavoro, nonché sulle norme riguardanti gli aiuti statali alle imprese. Il fine ultimo è far sì che la Gran Bretagna non sia in grado di offrire prodotti sul mercato unico europeo a prezzi eccessivamente bassi. Il leader laburista dell’opposizione, Jeremy Corbyn, ha definito l’accordo di uscita come “terribile” e ha ribadito che il suo partito non lo avrebbe appoggiato. Nel suo discorso di fine anno, del 31 dicembre, Corbyn ha ribadito che il suo partito, il partito laburista, continuerà ad opporsi a Johnson, nonostante la sconfitta subita in precedenza.

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Chiara Gentili

di Redazione

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