La Conferenza sugli Affari di Taiwan a Pechino

Pubblicato il 20 gennaio 2020 alle 12:01 in Cina Taiwan

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Il 19 gennaio si è tenuta una Conferenza sugli Affari di Taiwan, a Pechino, in cui il funzionario del Partito Comunista Cinese (CPC), Wang Yang, ha ribadito il proprio sostegno al modello “un Paese, due sistemi” e al principio di una “riunificazione pacifica” con l’isola. 

Wang, membro del Comitato Permanente dell’Ufficio politico del Comitato Centrale del CPC, ha esaminato gli sviluppi di Taiwan nel 2019. Secondo quanto riferisce l’agenzia di stampa cinese Xinhua, il funzionario ha sottolineato “i progressi positivi compiuti nell’ultimo anno”, ma ha avvertito che la situazione dello Stretto di Taiwan sarà più complicata e preoccupante nel 2020. Wang ha poi sollecitato gli sforzi per allineare il pensiero e le azioni nell’isola con il Comitato Centrale del CPC e ha sottolineato l’importanza di sostenere il principio della Cina unica e di opporsi risolutamente e dissuadere le attività separatiste per l’indipendenza di Taiwan in qualsiasi modo. Wang ha anche sottolineato la necessità di attuare misure mirate a migliorare le condizioni di vita dei cittadini di Taiwan e l’importanza di promuovere lo scambio tra i giovani attraverso lo stretto di Taiwan attraverso opportunità di studio, stage o lavoro in Cina.

Le dichiarazioni del funzionario cinese arrivano 3 giorni dopo che una nave da guerra degli Stati Uniti era transitata nelo stretto di Taiwan, il 16 gennaio. Si era trattato di una nuova dimostrazione di supporto da parte di Washington contro l’ingerenza della Cina, a seguito del risultato elettorale dell’11 gennaio. La nave aveva navigato verso Nord attraverso lo Stretto, sotto il controllo delle forze armate di Taiwan, secondo quanto aveva riferito il Ministero taiwanese in una breve dichiarazione, rilasciata il 17 gennaio. L’operazione era stata definita come una “missione ordinaria”. Da parte sua, il portavoce del Ministero degli Esteri cinese, Geng Shuang, aveva affermato che anche il governo di Pechino aveva “attentamente monitorato” il passaggio della nave. I rappresentanti cinesi hanno quindi chiesto agli Stati Uniti di “affrontare adeguatamente la questione di Taiwan in un modo che non si danneggino le relazioni sino-americane e la pace e stabilità nello stretto di Taiwan ”.

Allo stesso tempo, in un incontro con l’ambasciatrice britannica a Taiwan, Catherine Nettleton, che si è svolto sempre il 17 gennaio, la presidentessa di Taiwan, Tsai Ing-wen, aveva affermato che Taipei si impegnerà a garantire la pace nello Stretto. “In qualità di membro responsabile della comunità internazionale, Taiwan continuerà a dedicarsi alla protezione della pace e della stabilità”, aveva dichiarato la presidentessa dell’isola. Anche l’ambasciatore degli Stati Uniti a Taiwan, Brent Christensen, aveva rilasciato dichiarazioni a tale proposito, il 17 gennaio, durante un forum a Taipei. Christensen aveva affermato che gli Stati Uniti, nel 2020, cercheranno di promuovere ulteriormente la questione di Taiwan nel mondo, cosa che l’isola ha numerose difficoltà a fare autonomamente a causa del blocco della sua partecipazione nella maggior parte delle organizzazioni internazionali. “Gli Stati Uniti e Taiwan sono membri della stessa famiglia di democrazie”, aveva aggiunto l’ambasciatore.

La campagna elettorale che ha portato i cittadini di Taiwan alle urne, l’11 gennaio, è stata dominata dagli sforzi della Cina per convincere l’isola ad accettare il modello “un Paese, due sistemi”, sostenuto da Pechino per la gestione delle regioni autonome. Dall’altra parte, Tsai Ing-wen si è fortemente opposta all’ingerenza cinese e ha promesso una maggiore indipendenza, se eletta. A seguito della vittoria delle forze anti-Pechino, il Ministero degli Esteri cinese ha dichiarato: “Indipendentemente dai cambiamenti nella situazione interna di Taiwan, non cambierà la verità fondamentale che esiste una sola Cina al mondo e che Taiwan ne è parte”. Taiwan viene considerata dalla Cina una provincia con parziale autonomia, ma l’isola gode, di fatto, di un governo indipendente che si autodefinisce Repubblica di Cina (ROC), in continuità con la prima repubblica fondata sul continente cinese nel 1911 dal Partito Nazionalista Cinese (Guomindang), giunto a Taipei alla fine della guerra civile cinese nel 1949. Nello stesso anno, a Pechino veniva fondata la Repubblica Popolare Cinese che si autodefinisce unico governo legittimo di tutto il popolo cinese e chiede a tutti i Paesi con cui istituisce rapporti diplomatici di accettare il principio “una Sola Cina”.  Non da ultimo, Pechino disconosce la legittimità e l’esistenza del governo di Taiwan. Da parte sua, Taiwan afferma di essere un Paese indipendente, la cui denominazione “Repubblica della Cina” è una formalità.

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Maria Grazia Rutigliano

 

di Redazione

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