India-Sri Lanka rafforzano i legami militari e i collegamenti marittimi

Pubblicato il 20 gennaio 2020 alle 9:05 in India Sri Lanka

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Lo Sri Lanka e l’India hanno concordato un rafforzamento dei legami militari e un ampliamento dei collegamenti marittimi. La notizia arriva in un momento di forte espansione della Cina nella regione. 

Il consigliere per la Sicurezza Nazionale dell’India, Ajit Doval, ha incontrato il presidente dello Sri Lanka, Gotabaya Rajapaksa, e i due rappresentanti hanno discusso dell’istituzione di un Centro di Coordinamento per la Ricerca Marittima, il 18 gennaio. A proposito di tale progetto non sono stati forniti molti dettagli. Tuttavia, è stato rivelato che altri Stati della regione potranno essere inclusi in tale Centro, come osservatori. Inoltre, i due Paesi hanno discusso di una più stretta cooperazione in ambito militare. Tali accordi arrivano in un momento in cui la Cina, rivale regionale di lunga data dell’India, ha ampliato la propria presenza nella regione. Pechino ha lanciato la costruzione di porti e autostrade e ha finanziato il potenziamento degli aeroporti in Sri Lanka e nelle Maldive.

“I legami militari Sri Lanka-India risalgono a molto tempo fa, quindi non è una novità, ma quello che è importante è chiaramente la creazione di un maggiore incentivo per questi legami a causa del fattore Cina”, ha affermato Jabin Thomas Jacob, professore associato presso la Shiv Nadar University di Noida, in India. “Nuova Delhi non può eguagliare la Cina in termini di influenza economica, ma la geografia è un suo grande vantaggio, di cui i vicini devono tenere conto”, ha aggiunto. L’incontro è seguito alla visita di Gotabaya a Nuova Delhi, avvenuta il 28 novembre. Il presidente, in tale occasione, ha incontrato il primo ministro indiano, Narendra Modi, che ha offerto 450 milioni di dollari in aiuti allo Sri Lanka. Tuttavia, secondo i media locali, citati da Al-Jazeera English, Gotabaya si recherà proprio in Cina, nelle prossime settimane. Si tratta della sua seconda visita internazionale da quando è stato riconfermato al potere. Suo fratello, invece, il Primo Ministro Mahinda Rajapaksa, visiterà l’India durante il suo primo viaggio all’estero. Non sono state annunciate date esatte, ma fonti ufficiali hanno affermato che potrebbe accadere entro poche settimane.

Lo Sri Lanka è un tradizionale alleato dell’India, ma la Cina ha investito e prestato miliardi di dollari alla nazione insulare durante il regno decennale (2005-2015) del fratello maggiore di Gotabaya, Mahinda. Quest’ultimo ha dovuto gestire una rivolta separatista, messa in atto dai tamil, i membri del gruppo etnico originario dello stato insulare. Questi sono stati poi sedati nel 2009. Durante la presidenza di Mahinda, tuttavia, la politica estera dello Sri Lanka è stata fortemente influenzata dalla Cina. Il presidente, inoltre, ha avuto problemi a relazionarsi con i Paesi occidentali a causa di accuse di violazioni dei diritti umani e di crimini di guerra durante la guerra civile. In tale contesto, il 14 gennaio, il ministro degli Esteri cinese, Wang Yi, ha incontrato il presidente Gotabaya durante una breve sosta di transito a Colombo e i due uomini hanno discusso dell’imminente visita a Pechino del presidente. “Come partner strategico dello Sri Lanka, la Cina continuerà a sostenere gli interessi dell’isola”, ha affermato Wang. La visita si concentrerà su tecnologia, turismo e infrastrutture. 

Lo Sri Lanka ha dovuto affrontare una crisi economica e del debito molto profonda, peggiorata da una serie di attentati terroristici, avvenuti il giorno di pasqua del 2019, che hanno fortemente colpito il settore turistico. Una serie di 6 deflagrazioni aveva colpito, domenica 21 aprile 2019, 3 chiese e 3 alberghi di lusso dello Sri Lanka, causando la morte di almeno 253 persone e il ferimento di oltre 500, interrompendo il periodo di relativa calma di cui il Paese godeva da un decennio, dalla fine della guerra civile. Il 23 aprile, il ministro della Difesa dello Sri Lanka aveva dichiarato che gli attentati della domenica di Pasqua erano stati ideati come una vendetta contro l’attacco alle moschee in Nuova Zelanda. Da parte sua, l’ISIS aveva rivendicato l’attacco, dichiarando che gli attentati di Pasqua in Sri Lanka fossero stati messi in atto “dai combattenti dello Stato Islamico”. Secondo le autorità dello Colombo i responsabili delle azioni sarebbero due organizzazioni islamiste locali, ovvero National Thawheeth Jama’ath (NTJ) e Jammiyathul Millathu Ibrahim (JMI).

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Maria Grazia Rutigliano

 

di Redazione

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