Carovana dei migranti: il Messico chiude le frontiere

Pubblicato il 20 gennaio 2020 alle 8:10 in Immigrazione Messico

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La nuova carovana dei migranti è arrivata alle frontiere del Messico. La carovana, composta per lo più da honduregni, ha lasciato San Pedro Sula, nel nord dell’Honduras, mercoledì 14 gennaio. Alcuni, più di 2.000, hanno marciato verso sud, verso la capitale e da lì a Tecún Umán e Ciudad Hidalgo, già in Messico. È la rotta seguita dalle prime carovane, che hanno iniziato a formarsi in America Centrale alla fine del 2018. Quel gruppo è arrivato alla frontiera del Messico la mattina di sabato 18 gennaio. Al confine vi sono stati momenti di tensione, tanto che sembrava che i migranti sarebbero entrati con la forza, ma la Guardia Nazionale Messicana li ha dispersi con gas lacrimogeni. Poi hanno iniziato a entrare a poco a poco. Le autorità messicane li hanno messi su alcuni autobus. Secondo fonti locali sono stati inviati in un centro di detenzione, una “stazione migratoria”, nella vicina città di Tapachula.

Il Messico ha quindi chiuso il confine con il Guatemala tra Ciudad Hidalgo e Tecún Umán. Per sette ore dalle 9 di mattina del sabato, la frontiera è rimasta chiusa, finché il passo non è stato aperto alle 16:00, quando Città del Messico ha autorizzato l’ingresso a piccoli gruppi.

Decine di migranti che partecipano alla carovana che va negli Stati Uniti hanno cercato di attraversare il valico di frontiera senza essere registrati. Una barriera della Guardia Nazionale ha impedito loro di passare, anche se alcuni sono riusciti ad attraversare in piccoli gruppi, altri si sono diretti sulle montagne circostanti cercando di entrare illegalmente in Messico.

Disillusa, la maggior parte dei membri della carovana è tornata a Tecún Umán, in Guatemala. Solo poche decine hanno seguito gli ordini dei funzionari dell’Istituto Nazionale delle Migrazioni (INM) e hanno varcato la soglia in gruppi di 20.

Mentre erano registrati presso le strutture dell’INM al confine, un altoparlante recitava un messaggio: “State entrando in Messico in modo irregolare. È necessario avere un visto messicano o un documento di immigrazione. Non bisogna mettersi in mano ai trafficanti di esseri umani. La vostra vita è in pericolo. Non lasciatevi ingannare. Non è un dato di fatto che gli Stati Uniti concederanno asilo. Al contrario potreste essere immediatamente ricondotti in Guatemala. Il Messico vi offre un’opportunità di lavoro nel vostro paese”.

Dopo essere stati registrati, sono stati caricati su autobus. Dall’interno facevano gesti perché non sapevano dove sarebbero stati trasferiti. Fonti INM hanno indicato che, per seguire il normale processo di immigrazione, dovrebbero essere portati alla stazione di immigrazione Siglo XXI, a Tapachula, in Chiapas. Tuttavia, non vi sono a tutt’ora conferme ufficiali. Un funzionario della Commissione Nazionale dei Diritti Umani, presente sul posto si è lamentato del fatto che nemmeno loro erano stati informati del luogo in cui i migranti venivano trasferiti.

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Italo Cosentino, interprete di spagnolo

di Redazione

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