L’Iraq valuta l’acquisto di S-400 o S-300 russi

Pubblicato il 19 gennaio 2020 alle 6:39 in Iraq Russia

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L’Iraq sta considerando di acquistare dalla Russia i sistemi di difesa aerea missilistica a lungo raggio S-400 o S-300 in risposta agli attacchi americani condotti sul suo territorio nell’ultimo mese. Un membro della commissione parlamentare sulla sicurezza e la difesa irachena, Karim Elaiwi, ha specificato però a The Wall Street Journal che nessun contratto è stato ancora firmato. “Abbiamo bisogno di ottenere quei missili, soprattutto dopo che gli americani ci hanno deluso molte volte e non ci hanno aiutato nell’approvvigionamento delle armi necessarie”, ha sottolineato Elaiwi. Nell’intervista al quotidiano americano, il parlamentare iracheno ha rivelato che la commissione avrebbe già autorizzato il primo ministro a ottenere nuovi sistemi di difesa aerea missilistica “dalla Russia o da qualcun altro”.

I sistemi S-300 sono stati adoperati per la prima volta dall’Unione Sovietica nel 1979. Gli S-400, invece, sono stati introdotti in Russia nel 2007. L’idea di acquistare sistemi di difesa aerea dalla Russia è sorta poco dopo l’uccisione del generale Qassem Soleimani, capo della Quds Force, una sezione del Corpo delle Guardie della Rivoluzione islamica iraniane. L’omicidio è stato pianificato dall’amministrazione statunitense che, il 3 gennaio, ha effettuato un raid aereo sull’aeroporto internazionale di Baghdad, uccidendo Soleimani e il vicecomandante delle Forze di mobilitazione popolare, Abu Mahdi al-Muhandis. Secondo quanto considerato dal quotidiano The New Arab, l’Iraq non ha messo in campo nessun potente sistema di difesa aerea dopo il regime di Saddam Hussein. Le sue attuali difese aeree sono molto limitate e a corto raggio. I sistemi S-400 o S-300, riferisce la fonte, cambierebbero sostanzialmente la situazione. Tuttavia, se l’Iraq decidesse di optare per l’acquisto di sistemi missilistici russi avanzati, potrebbe essere colpito dalla legge federale degli Stati Uniti nota come Countering America’s Adversaries Through Sanctions Act (CAATSA), la quale mira a sanzionare qualsiasi Paese che faccia accordi significativi con la Russia in materia di armi. Per fare un esempio, anche l’acquisto turco di S-400 russi rischierebbe, in teoria, di esporre Ankara al rischio di sanzioni americane. Benché la consegna del sistema di difesa sia cominciata lo scorso luglio, tuttavia, nessuna misura punitiva è stata ancora predisposta dall’amministrazione del presidente americano Donald Trump.

Mohammed Raza, presidente della summenzionata commissione di difesa e sicurezza del Parlamento iracheno, ha dichiarato alla stampa russa, come riportato da The New Arab, che Baghdad “si aspetta molta opposizione da parte degli Stati Uniti all’accordo con Mosca”. Raza ha altresì affermato che i precedenti tentativi di raggiungere un’intesa sull’acquisto di tali sistemi di difesa erano stati ostacolati da “minacce americane di sanzioni”. “Non mi aspetto che la Russia venderà all’Iraq gli S-400, a causa di possibili complicazioni sia con gli Stati Uniti che con Israele”, ha detto, a The New Arab, Timur Akhmetov, ricercatore del Consiglio degli affari internazionali russo. Tuttavia, Mosca potrebbe più verosimilmente optare per la vendita degli S-300, percepiti come meno pericolosi da Washington e dai suoi alleati mediorientali. “Dal punto di vista tecnico-militare, ciò di cui l’Iraq ha bisogno è un sistema sviluppato di difesa antiaerea”, ha detto Akhmetov, suggerendo che Baghdad potrebbe istituire un formidabile sistema integrato di difesa aerea acquistando S-300 e integrandoli con i suoi attuali missili mobili di difesa aerea di medio raggio, Pantsir-S1, di fabbricazione russa, e con i 9K38 Igla portatili a corto raggio. Akhmetov ha poi concluso affermando che “l’Iraq potrebbe usare le negoziazioni con la Russia sugli S-400 per esercitare pressione politica nelle negoziazioni con gli Stati Uniti sulla natura delle loro relazioni bilaterali”.

Se Baghdad decidesse effettivamente di acquistare gli S-400 o gli S-300, seguirebbe una tendenza diventata sempre più popolare negli ultimi 10 anni in Iraq, quando le autorità hanno cominciato a mostrare una spiccata preferenza per l’hardware militare russo rispetto a quello americano. Uno dei motivi è che la Russia non impone precondizioni su ciò che Baghdad utilizza, a differenza di quanto fanno gli Stati Uniti. A metà del 2018, l’esercito iracheno ha sostituito i carri armati Abrams della 35a brigata della 9a divisione con i nuovi T-90 russi. L’Iraq ha anche acquistato elicotteri russi Mi-28 Havoc invece degli americani AH-64 Apaches, probabilmente perché quelli russi sono più facili da mantenere e far funzionare per l’Iraq. Gli aerei da guerra più tecnologicamente avanzati dell’Air Force irachena, tuttavia, sono ancora senza dubbio i suoi 36 F-16 Fighting Falcons di fabbricazione americana.

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Chiara Gentili

di Redazione

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