Somalia: esplosione causa 9 feriti, tra cui cittadini turchi

Pubblicato il 18 gennaio 2020 alle 14:35 in Somalia Turchia

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Un’autobomba è esplosa, sabato 18 gennaio, nei pressi della capitale somala, Mogadiscio, causando il ferimento di 9 persone, tra cui alcuni conctractor di provenienza turca.

Lo riferisce l’agenzia di stampa Reuters, basandosi sulle dichiarazioni delle forze di polizia. L’esplosione si è verificata, nello specifico, ad Afgoye, situata a 30 km a Sud-Ovest di Mogadiscio, ma, al momento, non risulta essere ancora chiaro chi sia stato il responsabile. Tuttavia, sia i residenti sia la polizia locale hanno affermato che nella sera del giorno precedente, il 17 gennaio, i combattenti del gruppo terroristico di al-Shabaab avevano tentato di attaccare il medesimo luogo. La notizia è stata confermata anche dalle forze armate, nelle prime ore del 18 gennaio, le quali hanno rivelato di aver respinto un attacco dei militanti terroristici contro un campo di addestramento dell’esercito nazionale somalo di Afgoye.

Circa l’episodio del 18 gennaio, l’agente di polizia di Afgoye, Nur Ali, ha riferito che l’autobomba si era diretta contro un luogo dove ingegneri turchi e agenti di polizia somali stavano pranzando. Nur Ali ha poi dichiarato che, stando alle prime notizie, tra i feriti vi sono 3 ingegneri turchi ed il loro traduttore. Da parte somala, sono invece due i poliziotti feriti da includere nel bilancio delle vittime. Altre testimonianze hanno riferito che l’autobomba era diretta verso un convoglio delle forze di polizia che stava accompagnando gli ingegneri turchi.

Secondo quanto riportato successivamente dall’agenzia di stampa turca Anadolu, sono almeno 3 le persone decedute a seguito dell’attacco, mentre i feriti, tra cui cittadini turchi, ammonterebbero a 20. La notizia dell’attacco è stata confermata all’agenzia di Stato turca dal portavoce del governo somalo, Ismail Mukhtar Oronjo, il quale ha specificato che è presto per fornire un bilancio delle vittime preciso, mentre un ufficiale della polizia, Bashir Ahmed, ha riferito della morte di tre persone, tra cui soldati. Dal canto suo, il Ministro della Difesa turco, in un tweet del 18 gennaio, ha condannato l’episodio, definendolo un “attacco terroristico” contro civili innocenti.

Come specifica Reuters, sin dal 2011, di fronte alla carestia a cui assiste la Somalia, la Turchia è stata una delle principali fonti di assistenza per il Paese, in un quadro che vede Ankara desiderosa di aumentare la propria influenza nel Corno d’Africa, contro rivali quali Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti. Ingegneri turchi sono impegnati nel Paese africano in opere edilizie, costruzione di strade in primis.

Al-Shabaab, gruppo jihadista affiliato ad al-Qaeda, ha spesso rivendicato in passato diversi attacchi, parte di una campagna volta a rovesciare il governo di Mogadiscio, sostenuto dalle Nazioni Unite. Il fine ultimo, perseguito da più di dieci anni, è prendere il potere e imporre la propria visione della legge islamica. A tal proposito, la capitale somala è regolarmente colpita dai militanti del gruppo. Uno degli ultimi attentati più devastanti, per numero di vittime, risale al 29 dicembre 2019, quando un’altra autobomba è stata fatta esplodere nel centro della città. Si è trattato dell’attacco più letale avvenuto nel Paese negli ultimi due anni. Il bilancio dei morti è stato di 81 persone.

I militanti di al-Shabaab sono stati cacciati da Mogadiscio nel 2011 ma, nonostante la presenza dell’AMISOM, un esercito dell’Unione Africana composto da circa 20.000 uomini, e nonostante l’aumento di attacchi aerei da parte degli Stati Uniti, i jihadisti si sono dimostrati incredibilmente resistenti. In seguito al ritiro del 1994, le truppe americane sono tornate a operare in Somalia nel gennaio 2007.

Il Country Report on Terrorism 2018 del governo degli Stati Uniti, come quello del 2017, ha inserito la Somalia tra i rifugi sicuri per il terrorismo in Africa, insieme alla regione del Lago Ciad e alla zona trans-sahariana. Il report riferisce che i terroristi somali utilizzano diverse aree del Paese per architettare e condurre attentati a causa dell’incapacità delle forze di sicurezza locali di attuare riforme e di adottare una legislazione utile ad innalzare la difesa della Somalia. Nel febbraio del 2017, il presidente Mohamed Abdullahi Mohamed, ha dichiarato lo Stato di guerra contro il gruppo terroristico.

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

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