Pirateria: più del 90% dei sequestri mondiali avviene nel Golfo di Guinea

Pubblicato il 18 gennaio 2020 alle 6:14 in Africa Guinea

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Il numero di marinai presi in ostaggio al largo delle coste dell’Africa occidentale è aumentato di più del 50% nel 2019, costringendo gli Stati a chiedere una maggiore cooperazione internazionale per ridurre la pirateria. I sequestri di equipaggio si sono verificati soprattutto nel Golfo di Guinea, le cui acque si estendono per migliaia di chilometri dall’Angola al Senegal. Tale bacino è considerato il più pericoloso per numero di attacchi e atti di pirateria. I membri dell’equipaggio presi in ostaggio durante l’attraversamento del Golfo sono saliti da 78, nel 2018, a 121, lo scorso anno, una cifra che rappresenta più del 90% dei sequestri registrati in mare in tutto il mondo. I dati sono stati resi noti dal rapporto annuale sulla pirateria pubblicato dall’Ufficio marittimo internazionale (IMB).

“Questa regione ha registrato un aumento senza precedenti nel numero di sequestri di equipaggio”, ha detto il Direttore dell’IMB, Michael Howlett, esortando gli Stati ad “aumentare lo scambio di informazioni e il coordinamento tra le imbarcazioni e le agenzie di segnalazione e risposta del Golfo di Guinea”. In termini mondiali, tuttavia, l’impatto della pirateria risulta generalmente diminuito, essendo passato da 201, nel 2018, a 162, nel 2019.

Il Golfo di Guinea, riconosciuto attualmente come uno dei maggiori punti di rischio per la sicurezza marittima, ha superato il Golfo di Aden, adiacente alla Somalia, per numero di attacchi di pirateria. L’episodio più recente si è verificato giovedì 16 gennaio, quando una nave commerciale, di proprietà di una compagnia greca, è stata attaccata da un gruppo di pirati nel Golfo di Guinea. Il 30 dicembre, un’altra petroliera greca era stata presa d’assalto al largo del Camerun e 8 persone erano state rapite, mentre una era rimasta ferita, nel corso del raid. L’equipaggio della nave contava in totale 28 persone. Un altro incidente piuttosto recente è avvenuto il 22 dicembre a Libreville, quando un gruppo di pirati ha attaccato il porto della capitale del Gabon, uccidendo il capitano di una nave, di nazionalità gabonese, e prendendo in ostaggio 4 marinai di nazionalità cinese. Le autorità avevano riferito, in tale occasione, che gli attacchi erano stati perpetrati contro 4 navi. Due erano pescherecci della Sigapeche, una compagnia cino-gabonese cui appartenevano i 4 marinai cinesi. La terza nave faceva parte della compagnia di trasporti marittimi Satram, con sede a Port-Gentil, in Gabon, mentre la quarta era una nave mercantile battente bandiera panamense. Qualche giorno prima, il 15 dicembre un gruppo di pirati aveva attaccato una petroliera nei pressi del Togo e rapito 20 membri del suo equipaggio. Il 3 dicembre, altri 19 marinai erano stati rapiti a largo della Nigeria e, all’inizio del mese di novembre, 4 membri dell’equipaggio di un’imbarcazione greca erano stati sequestrati. In tale contesto, il 16 dicembre, l’IMB aveva dato indicazioni alle navi che percorrono il Golfo della Guinea di mantenersi ad almeno 200 miglia nautiche di distanza dalla costa, con una distanza preferibile di 250 miglia nautiche. In particolare, l’IMB ha specificato che i pirati spesso dirottano le navi per diversi giorni, abbastanza a lungo per saccheggiare il carico e richiedere cospicui riscatti prima di liberare l’equipaggio.

Gli attacchi nel Golfo di Guinea, che ospita due dei maggiori produttori di petrolio dell’Africa subsahariana, la Nigeria e l’Angola, hanno seriamente compromesso il traffico commerciale internazionale e inflitto pesanti costi economici alla regione. Nel passato, le gang criminali erano solite attaccare le petroliere, ma, nell’ultimo periodo, sono stati presi di mira anche semplici marinai di imbarcazioni commerciali, sequestrati per chiedere il riscatto. La maggior parte delle turbolenze ha origine nel Delta del Niger, in Nigeria, una base per i pirati che usano motoscafi ad alta potenza per razziare le navi di passaggio e rapire gli equipaggi.

Scarica l’app gratuita di Sicurezza Internazionale da Apple Store o Google Play

Chiara Gentili

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.