El Salvador: scontro tra Bukele e il Parlamento sui diritti dei salvadoregni all’estero

Pubblicato il 18 gennaio 2020 alle 6:30 in America Latina America centrale e Caraibi

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Il presidente di El Salvador, Nayib Bukele, ha accusato l’Assemblea legislativa, il parlamento monocamerale di San Salvador, di violare un mandato della Corte costituzionale di facilitare la partecipazione dei cittadini residenti all’estero nella vita politica del paese.

“L’Assemblea non ha nemmeno tenuto conto della proposta dell’Esecutivo di rimuovere gli ostacoli al voto dall’estero. Inoltre, viola la sentenza della Camera costituzionale, impedendo il voto della diaspora per i consigli comunali” – ha attaccato il presidente in un messaggio sul suo account Twitter.

Il messaggio del capo dello stato è la risposta all’approvazione, con 74 voti a favore 3 astensioni e nessuno contrario, delle riforme alla legge per il suffragio dall’estero, in modo che la diaspora salvadoregna possa eleggere i deputati all’Assemblea e al Parlamento centroamericano (Parlacen), attraverso il voto per corrispondenza.

I parlamentari hanno preso atto della “complessità logistica del processo”, per “ratificare l’uso del voto epistolare o per corrispondenza” che è già utilizzato alle elezioni presidenziali, anche per le legislative, senza apportare modifiche alle modalità o alla registrazione per il voto all’estero, e ignorando sostanzialmente le richieste dell’esecutivo, tanto che il vicepresidente Felix Ulloa ha affermato che Bukele avrebbe posto il veto a queste riforme. La proposta dell’esecutivo insisteva sull’uso del voto elettronico, che avrebbe consentito una maggior partecipazione al voto della diaspora, e sulla partecipazione dei cosiddetti “fratelli distanti” anche alle elezioni comunali, che nel testo approvato dall’Assemblea non sono nemmeno citate. 

Il governo di El Salvador prevede di tenere il 28 febbraio 2021 elezioni per i deputati, i sindaci e i consigli comunali, in cui il partito Nueva Ideas, fondato da Bukele, aspira a conquistare gli spazi ad oggi detenuti dall’Alleanza repubblicana nazionalista, Arena, di destra e dal Fronte Farabundo Martí per la liberazione nazionale (FMLN), di sinistra, le due formazioni che hanno combattuto la guerra civile (1979-92) e che si sono alternate al potere dal 1992 al 2019. 

Entro quella data Bukele intende concedere il diritto di voto agli oltre due milioni di salvadoregni che vivono all’estero, circa un quarto della popolazione totale del paese, che ad oggi possono votare per posta dopo essersi registrati. Solo negli Stati Uniti vivono quasi 1.700.000 salvadoregni, l’equivalente della popolazione della capitale San Salvador. Alle ultime elezioni presidenziali hanno votato meno di 6.000 salvadoregni all’estero.

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Italo Cosentino, interprete di spagnolo

di Redazione

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