Burkina Faso: attentato con ordigno improvvisato, 5 soldati uccisi

Pubblicato il 18 gennaio 2020 alle 7:29 in Africa Burkina Faso

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In Burkina Faso, 5 soldati sono rimasti uccisi nell’esplosione di un ordigno posto ai lati di una strada della provincia settentrionale di Soum. “Un esplosivo artigianale improvvisato è stato utilizzato in un attacco contro un’unità militare, venerdì 17 gennaio”, ha rivelato un agente di sicurezza. “I rinforzi sono stati inviati nella zona per liberare l’area, mentre i feriti sono stati evacuati”, ha aggiunto la fonte. Nessun gruppo ha ancora rivendicato l’attacco ma il Burkina Faso, come molti altri Paesi del Sahel, è diventato vittima, soprattutto negli ultimi mesi, di numerosi attentati jihadisti perpetrato da gruppi legati ad al-Qaeda o allo Stato Islamico.

Il 4 gennaio, almeno 14 persone, inclusi 7 bambini, sono state uccise in seguito all’esplosione di un ordigno improvvisato che ha fatto saltare in aria l’autobus sul quale viaggiavano, nel Nord del Burkina Faso. Il 24 dicembre, sospetti militanti islamisti avevano ucciso 35 civili dopo aver fatto irruzione in un avamposto militare nella provincia di Soum, sempre nel nord del Burkina Faso. Circa 80 ribelli e 7 soldati dell’esercito erano rimasti uccisi negli scontri dopo che le forze di sicurezza del Paese avevano provato a respingere l’attacco. Durante un discorso televisivo, il presidente Roch Marc Christian Kabore ha insistito sul fatto che la “vittoria” contro il “terrorismo” deve essere una priorità.

Per lungo tempo risparmiato dai gruppi armati attivi nel Sahel, il Burkina Faso, uno dei Paesi più poveri del mondo, è divenuto bersaglio dei movimenti jihadisti in seguito alla caduta dell’ex presidente Blaise Compaore, nell’ottobre 2014. I militanti, alcuni legati ad al-Qaeda, altri allo Stato Islamico, hanno cominciato a infiltrarsi nel Paese dalle regioni del Nord, al confine con il Mali e con il Niger. Da lì, si sono poi spostati in altre direzioni, soprattutto a Est. Uno degli attentati di maggior impatto è stato condotto il 15 gennaio 2016, a soli due giorni di distanza dall’inaugurazione del nuovo governo, presieduto dal premier Paul Kaba Thieba. In tale occasione, alcuni militanti hanno sequestrato un hotel e un bar nel centro di Ouagadougou, causando la morte di 28 persone e il ferimento di altre 56, evidenziando le difficoltà della nuova amministrazione nell’attuare una risposta antiterroristica efficace. L’assalto era stato rivendicato da al-Qaeda nel Magreb Islamico (AQIM), un’organizzazione terroristica islamista affiliata di Al Qaeda e attiva nell’Africa nord-occidentale. 

L’insicurezza rende il Paese difficile da governare e acuisce le tensioni etniche e religiose. Secondo il Country Report on Terorrism 2018 del governo americano, le organizzazioni terroristiche reclutano con successo i membri dell’etnia Fulani, che sono particolarmente marginalizzati, poveri e svantaggiati rispetto al resto degli abitanti del Burkina Faso. A partire dal 2017, si è registrata nel Paese una lenta ma continua crescita delle attività terroristiche jihadiste, specie lungo i confini con il Mali. Lo stesso anno, AQIM si è unito ad al-Mourabitoun, Ansar al-Dine e al Macina Liberation Front per formare il Jama’at Nusrat al-Islam wal Muslimin (JNIM), gruppo attualmente molto attivo in Burkina Faso, insieme ad Ansarul Islam e ISIS in the Greater Sahara. Nel 2018, militanti jihadisti affiliati a diverse organizzazioni hanno condotto omicidi mirati, raid contro postazioni militari e di sicurezza, attentati con esplosivi improvvisati. 

Il Paese fa parte della forza antiterrorismo G5 Sahel, un corpo composto da 5,000 ufficiali, tra soldati, poliziotti e agenti speciali provenienti anche da Mauritania, Niger e Ciad, creato nel febbraio 2017, per contrastare la crescita dell’estremismo e del traffico di esseri umani nell’area del Sahel che, essendo poco controllata, pullula di militanti di al-Qaeda, dell’ISIS e di altre organizzazioni. Il Sahel comprende quella fascia di territorio dell’Africa sub-sahariana che si estende tra l’Oceano Atlantico a ovest e il Mar Rosso a est. Dal 2001, la regione è in balia di numerosi gruppi terroristici di matrice islamista, che si concentrano soprattutto nella parte nord-occidentale.

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Chiara Gentili

di Redazione

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