Yemen: l’esercito contro gli Houthi, armi distrutte e vittime

Pubblicato il 17 gennaio 2020 alle 8:50 in Medio Oriente Yemen

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

L’esercito yemenita ha dichiarato, nella sera del 16 gennaio, di aver distrutto depositi di armi e fortificazioni appartenenti ai ribelli sciiti Houthi.

Questi erano situati nel distretto di Razih, nel governatorato di Saada, nel Nord dello Yemen. L’operazione ha causato altresì la morte di alcuni ribelli che si trovavano nei luoghi colpiti. La notizia è stata riferita dal comandante della settima guardia di frontiera, Fares Yahya Al-Rabadi, il quale ha specificato che le forze di Difesa aerea sono riuscite a colpire luoghi definiti “strategici”. L’operazione, è stato spiegato, ha fatto seguito ad un periodo di supervisione dell’area, in cui sono stati monitorati i movimenti delle milizie Houthi. Inoltre, è stato riportato che le forze dell’esercito yemenita, supportate dalla coalizione internazionale a guida saudita, sono impegnate in diverse operazioni militari presso otto assi di combattimento situati nella roccaforte Houthi di Saada.

Tale luogo, il 24 dicembre 2019, ha assistito ad un raid aereo condotto contro un mercato del governatorato, che ha causato la morte di almeno 17 civili e altri 12 feriti. Il mercato colpito era al- Raqw, e tra le vittime, 12 erano di origine etiope. Si trattava di migranti giunti da poco in Yemen. L’attacco è stato condannato dalle Nazioni Unite, le quali hanno affermato che si è trattato del terzo incidente di tal tipo in un mese contro lo stesso luogo, sebbene non sia stato specificato chi sia stato il responsabile dell’offensiva. Secondo quanto riferito, i tre attacchi di dicembre 2019 contro al-Raqw hanno causato, in totale, 89 vittime.

In tale occasione, il portavoce dei ribelli Houhti, Yehia Sarea, ha accusato, nella giornata del 25 dicembre, la coalizione internazionale per aver condotto l’attacco contro al-Raqw, affermando altresì che questo “non sarebbe passato inosservato” e “sarebbe stato rivendicato”. Sempre il 25 dicembre, il capo del Comitato rivoluzionario supremo, Muhammad Ali al-Houthi, ha accusato la Francia di aver fornito armi alla coalizione militare a guida saudita. Quanto accaduto, a detta di al-Houthi, rappresenta un crimine verso cui la legge francese “chiude un occhio” in cambio di accordi sulle armi. Pertanto, sarebbe Parigi ad essere responsabile delle vittime di al-Raqw che, per al-Houhti, ammontano a 38.

Lo Yemen continua ad assistere ad una perdurante guerra civile, scoppiata il 19 marzo 2015, data in cui i ribelli Houthi hanno lanciato un’offensiva per estendere il loro controllo nelle province meridionali yemenite. I gruppi che si contrappongono nel conflitto sono da un lato i ribelli sciiti, che controllano la capitale Sana’a, alleati con le forze fedeli all’ex presidente Ali Abdullah Saleh e sostenuti dall’Iran e dalle milizie di Hezbollah. Dall’altro lato, vi sono le forze fedeli al presidente yemenita, Rabbu Mansour Hadi, l’unico riconosciuto dalla comunità internazionale. L’Arabia Saudita è intervenuta nel conflitto per sostenere Hadi, il 26 marzo 2015, a capo di una coalizione formata anche da Emirati Arabi Uniti, Marocco, Egitto, Sudan, Giordania, Kuwait, Bahrain e Qatar e sostenuta, a sua volta, dagli Stati Uniti.

È del 5 novembre scorso un accordo considerato un segnale positivo verso una possibile risoluzione del conflitto, il cosiddetto accordo di Riad. L’obiettivo principale è stato porre fine alla lotta al potere nel Sud del Paese e ai combattimenti che hanno interessato le aree meridionali dal 7 agosto scorso, quando violenti scontri hanno avuto inizio nella città di Aden, capitale provvisoria e sede governativa, per poi propagarsi in altri distretti e città meridionali. Da un lato, vi erano le guardie presidenziali. Dall’altro, le forze secessioniste, rappresentate dal Consiglio di transizione meridionale. Fin dalla sua ratifica, l’accordo è stato considerato una mossa positiva per riportare la felicità e la pace di cui un tempo godeva lo Yemen. Tuttavia, per al-Houhti, da parte della coalizione non vi è stata alcuna mossa significativa volta a trovare una reale intesa con i ribelli.

 

Scarica l’app gratuita di Sicurezza Internazionale da Apple Store o Google Play

Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.