USA-India: Nuova Delhi si scaglia contro il Washington Post e Amazon

Pubblicato il 17 gennaio 2020 alle 12:06 in India USA e Canada

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Il partito del primo ministro indiano, Narendra Modi, ha duramente criticato il Washington Post, per quelle che ha definito politiche editoriali “di parte” nella copertura dell’India. Le critiche di Nuova Delhi hanno colpito anche Amazon, contro cui è stata avviata un’indagine antitrust. 

Vijay Chauthaiwale, capo del Dipartimento degli Affari Esteri del Bharatiya Janata Party (BJP), ha dichiarato che “ci sono molti problemi” nella copertura del giornale statunitense sull’India. Le critiche al Washington Post, di proprietà del fondatore di Amazon, Jeff Bezos, sono arrivate a seguito di una visita dell’imprenditore statunitense in India, iniziata il 15 gennaio, in cui la società ha annunciato l’intenzione di creare 1 milione di posti di lavoro nel Paese entro il 2025. Bezos ha elogiato il Paese asiatico durante il suo viaggio, affermando che il 21° secolo sarà il secolo indiano e che il dinamismo e l’energia indiana erano “qualcosa di speciale”. “Jeff Bezos dovrebbe tornare a casa a dire al Washington Post qual è la sua impressione sull’India”, ha dichiarato il rappresentante del BJP. “La politica editoriale del Washington Post è fortemente distorta e guidata da un’agenda”, ha aggiunto.

I commenti di Chauthaiwale arrivano in un momento in cui il governo indiano è particolarmente critico rispetto all’espansione dei colossi dell’e-commerce, alla luce delle preoccupazioni sollevate dai rivenditori indiani, che rappresentano un elettorato fondamentale per il BJP. Alcune fonti hanno riferito che il premier indiano non abbia intenzione di incontrare Bezos durante la sua visita, nonostante le ripetute richieste da parte della società, alla luce delle preoccupazioni dei commercianti. Le piccole imprese indiane affermano di essere state colpite dall’espansione di Amazon e Walmart, società accusate di infrangere le normative locali a causa di una politica di forti sconti non sostenibili in un regime economico competitivo. I colossi statunitensi, da parte loro, affermano di rispettare tutte le leggi vigenti. A tale proposito, il ministro del Commercio indiano, Piyush Goyal, un veterano del BJP, il 16 gennaio, ha dichiarato che Amazon non ha fatto grande favore all’India, annunciando un nuovo investimento da 1 miliardo di dollari per le piccole imprese, ma ha invece sollevato nuove domande sulle pratiche della società. Il rappresentante del governo ha aggiunto che è stata avviata un’indagine antitrust per esaminare le accuse contro le società straniere. 

Le relazioni tra USA e India sono piuttosto tese anche a causa di un possibile acquisto del sistema di difesa missilistico russo S-400 da parte di Nuova Delhi. Il Dipartimento di Stato USA ha avvertito l’India circa il rischio di incorrere in pesanti sanzioni. Il 9 gennaio, un alto funzionario statunitense ha spiegato che il Paese asiatico non godrà di nessun trattamento di favore in tale ambito e ha invitato Nuova Delhi ad astenersi dal seguire l’esempio della Turchia, che a sua volta rischia di incorrere in ulteriori misure restrittive a causa dell’acquisto degli S-400. “Le autorità indiane sanno benissimo che c’è il rischio che vengano applicate delle sanzioni. La sfida con i Paesi come l’India è rappresentata dall’acquisto di sistemi che possono mettere a rischio i nostri o rivelare le nostre tecnologie ai nostri avversari. È per questa ragione che lo abbiamo ribadito in maniera molto chiara, e la Turchia è stato un ottimo esempio”, sono state le parole del funzionario. Gli Stati Uniti, così come gli altri Paesi della NATO, temono che se un Paese avesse a disposizione sia gli S-400 che i caccia americani di quinta generazione F-35, i radar delle unità di contraerea russe potranno apprendere a calcolare e tracciare gli aerei statunitensi. 

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Maria Grazia Rutigliano

 

di Redazione

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