Polonia: continua la crescita della spesa militare

Pubblicato il 17 gennaio 2020 alle 18:30 in NATO Polonia

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La spesa militare del 2020 della Polonia sarà superiore al 2% del Prodotto Interno Lordo.

È quanto annunciato, giovedì 16 gennaio, dal Ministero della Difesa polacco, ripreso da PolandIn, il quale ha altresì specificato che nel 2020 il governo polacco ha autorizzato una spesa militare pari a oltre 11,6 miliardi di euro.

Tale cifra, secondo quanto riportato, rappresenta il 2.1% del PIL della Polonia, la quale ha approvato un piano di progressivo aumento della spesa militare a partire dal 2017, quando Varsavia aveva deciso di aumentare gradualmente la spesa per la difesa passando dal 2 al 2,5% del suo prodotto interno lordo. Ciò significa che la spesa annuale dovrebbe raddoppiare a circa 80 miliardi di zloty (21 miliardi di dollari) entro il 2032. 

Per quanto riguarda nello specifico il piano di spesa per il 2020, il governo polacco ha allocato circa il 29% della spesa militare all’ammodernamento dell’equipaggiamento e delle infrastrutture di difesa, il quale procederà con l’acquisto di nuove armi e dotazioni, oltre che con investimenti.

La più ampia spesa in materia di ammodernamento di equipaggiamenti, pari a circa 1.45 miliardi di euro, riguarderà i missili e le spese di artiglieria. Ulteriori 190 milioni di euro verranno invece destinati al miglioramento dei sistemi di difesa aerea.

Negli ultimi anni, la Polonia ha già acquistato dagli Stati Uniti diversi sistemi di difesa missilistica Patriot e razzi di artiglieria HIMARS (High Mobility Artillery Rocket Systems). Il Paese aveva annunciato nel 2016 un piano di approvvigionamento pari a circa 50 miliardi di dollari da spendere per lo più in armi made in USA e nella modernizzazione dei sistemi di comando e controllo.

A tale riguardo, lo scorso 27 dicembre, il capo delle Forze Armate della Polonia, il Generale Rajmund Andrzejczak, aveva rivelato le priorità di Varsavia in materia di modernizzazione del settore della Difesa e i dettagli sulle interazioni che questa comporterà con altri Paesi, primi tra tutti Stati Uniti e Russia. Nello specifico, stando a quanto si apprende, Andrzejczak ha rivelato che la strategia di modernizzazione delle capacità di difesa di Varsavia prevede da un lato l’acquisto di dotazioni da produttori esteri, ma dall’altro un focus sull’industria bellica interna, la quale sarà oggetto di ricostruzione e, parallelamente, di maggiori investimenti.

Grazie all’accordo siglato tra Polonia e Stati Uniti, inoltre, il fianco orientale della NATO sta ricevendo a sua volta nuove capacità di difesa e deterrenza. Tale intesa era stata raggiunta lo scorso 12 giugno, quando il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, e il suo omologo polacco, Andrzej Duda, avevano concordato l’invio a Varsavia di ulteriori 1.000 soldati americani, portando il totale a 5.500. Successivamente, il 23 settembre, Trump e Duda avevano individuato i luoghi che verranno presidiati dalle 1.000 unità americane aggiuntive, elemento che in precedenza non era ancora stato affrontato dai due capi di Stato.

L’accordo in materia militare siglato tra Varsavia e Washington, inoltre, prevede che la Polonia si farà carico del costo necessario per sostenere l’invio delle truppe americane aggiuntive, le quali però non altereranno il numero di militari americani in missione in Europa. Le truppe aggiuntive, aveva spiegato Trump al momento della firma, verranno sottratte alla Germania, che “non ha sufficientemente aumentato la propria spesa militare”.

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 Jasmine Ceremigna

di Redazione

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