Nave da guerra USA passa nello Stretto di Taiwan

Pubblicato il 17 gennaio 2020 alle 13:47 in Taiwan USA e Canada

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Una nave da guerra degli Stati Uniti è passata attraverso lo stretto di Taiwan, il 16 gennaio, secondo quanto ha riferito il Ministero della Difesa dell’isola. Si tratta di una nuova dimostrazione di supporto da parte di Washington contro l’ingerenza della Cina, a seguito del risultato elettorale dell’11 gennaio.

La nave ha navigato verso Nord attraverso lo Stretto, sotto il controllo delle forze armate di Taiwan, secondo quanto ha riferito il Ministero taiwanese in una breve dichiarazione, rilasciata il 17 gennaio. L’operazione è stata definita come una “missione ordinaria”. Da parte sua, il portavoce del Ministero degli Esteri cinese, Geng Shuang, ha affermato che anche il governo di Pechino ha “attentamente monitorato” il passaggio della nave e ha esortato gli Stati Uniti a “affrontare adeguatamente la questione di Taiwan in un modo che non danneggi le relazioni sino-americane e la pace e stabilità nello stretto di Taiwan ”. In un incontro con l’ambasciatrice britannic a Taiwan, Catherine Nettleton, che si è svolto sempre il 17 gennaio, la presidentessa di Taiwan, Tsai Ing-wen, ha affermato che l’isola garantirà la pace nello stretto. “In qualità di membro responsabile della comunità internazionale, Taiwan continuerà a dedicarsi alla protezione della pace e della stabilità”, ha dichiarato la presidentessa dell’isola. 

Anche l’ambasciatore degli Stati Uniti a Taiwan, Brent Christensen, ha rilasciato dichiarazioni a tale proposito, il 17 gennaio, durante un forum a Taipei. Il diplomatico ha dichiarato: “Alcuni usano la copertura dei rapporti amichevoli per dominare e manipolare, promettendo un vantaggio reciproco ma offrendo invece estorsioni “, ha aggiunto. Christensen ha affermato poi che gli Stati Uniti, nel 2020, cercheranno di promuovere ulteriormente la questione di Taiwan nel mondo, cosa che l’isola ha numerose difficoltà a fare autonomamente a causa del blocco della sua partecipazione nella maggior parte delle organizzazioni internazionali. “Gli Stati Uniti e Taiwan sono membri della stessa famiglia di democrazie”, ha aggiunto l’ambasciatore.

La campagna elettorale che ha portato i cittadini di Taiwan alle urne, l’11 gennaio, è stata dominata dagli sforzi della Cina per convincere l’isola ad accettare il modello “un Paese, due sistemi”, sostenuto da Pechino per la gestione delle regioni autonome. Dall’altra parte, Tsai Ing-wen si è fortemente opposta all’ingerenza cinese e ha promesso una maggiore indipendenza, se eletta. A seguito della vittoria delle forze anti-Pechino, il Ministero degli Esteri cinese ha dichiarato: “Indipendentemente dai cambiamenti nella situazione interna di Taiwan, non cambierà la verità fondamentale che esiste una sola Cina al mondo e che Taiwan ne è parte”. 

Taiwan viene considerata dalla Cina una provincia con parziale autonomia, ma l’isola gode, di fatto, di un governo indipendente che si autodefinisce Repubblica di Cina (ROC), in continuità con la prima repubblica fondata sul continente cinese nel 1911 dal Partito Nazionalista Cinese (Guomindang), giunto a Taipei alla fine della guerra civile cinese nel 1949. Nello stesso anno, a Pechino veniva fondata la Repubblica Popolare Cinese che si autodefinisce unico governo legittimo di tutto il popolo cinese e chiede a tutti i Paesi con cui istituisce rapporti diplomatici di accettare il principio “una Sola Cina”.  Non da ultimo, Pechino disconosce la legittimità e l’esistenza del governo di Taiwan. Da parte sua, Taiwan afferma di essere un Paese indipendente, la cui denominazione “Repubblica della Cina” è una formalità.

Il leader cinese, Xi Jinping, aveva messo in guardia Taiwan circa un’unificazione, ritenuta inevitabile. Il suo partito ha cercato di corteggiare i taiwanesi con opportunità di lavoro nella terraferma, provando ad isolare l’amministrazione Tsai e affermando che la Cina avrebbe usato la forza, se necessario, per impedire all’isola di compiere passi verso l’indipendenza formale. Tuttavia, il voto dell’11 gennaio suggerisce che la campagna di pressione di Pechino è fallita. Tsai è la prima leader femminile di Taiwan e unica in Asia a non avere parentele con un precedente leader maschile, come in Corea del Sud, Thailandia, Myanmar e India. La presidentessa è una figura ben vista anche tra i giovani, dopo essersi mostrata a favore, in Parlamento, di un disegno di legge per legalizzare il matrimonio tra persone dello stesso sesso, entrato in vigore a maggio 2019. 

Leggi Sicurezza Internazionale, il primo quotidiano italiano interamente dedicato alla politica internazionale

Maria Grazia Rutigliano

 

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.