Libia: Haftar va in Grecia per cercare sostegno

Pubblicato il 17 gennaio 2020 alle 19:30 in Grecia Libia

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Il capo dell’Esercito Nazionale Libico (LNA) e uomo forte del governo di Tobruk, il generale Khalifa Haftar, si è recato, venerdì 17 gennaio, ad Atene, per incontrare il ministro degli Esteri ellenico, Nikos Dendias.

È quanto rivelato, nella notte del 16 gennaio, da Al Jazeera English, il quale ha altresì specificato che la visita di Haftar ad Atene è giunta inaspettatamente.  Stando a quanto reso noto, la visita del capo dell’LNA in Grecia arriva in un momento delicato, essendo il governo di Atene in tensione con Tripoli, dopo che questa aveva firmato, lo scorso 27 novembre, l’accordo di definizione dei confini marittimi con la Turchia che aveva riguardato anche l’isola di Creta. In aggiunta, sottolinea il quotidiano, la Grecia ha ultimamente più volte espresso il proprio scontento in merito alla sua esclusione dalla Conferenza di Berlino, la quale si terrà il prossimo 19 gennaio. Per giustificare l’esclusione di Atene, rivela Al Jazeera English, il governo di Berlino ha sostenuto che la Grecia non sia direttamente coinvolta nella crisi libica.

In tale contesto, la visita di Haftar, sottolinea il quotidiano, giunge in un momento in cui Atene ha espulso l’ambasciatore di Tripoli e, in compenso, è alla ricerca di un legame più forte con Haftar, come dimostrato dall’ultimo vertice tra Dendias e il capo dell’LNA, avvenuto lo scorso 22 dicembre.

In linea con ciò, The Associated Press rivela che, nel corso del vertice del 17 gennaio con Haftar, Dendias ha incoraggiato il generale libico a partecipare al vertice di Berlino e ad adottare un approccio costruttivo, lavorando al cessate il fuoco, all’espulsione dei mercenari e al riconoscimento dell’invalidità degli accordi illeciti precedentemente siglati. Tali parole, a detta di Dendias, sono state accolte con favore dal generale Haftar, il quale, secondo quanto dichiarato dal ministro della Grecia, ha accettato quanto suggerito.

Tuttavia, rivela il quotidiano, Haftar non ha rilasciato commenti in merito alla sua visita in Grecia.

Poco prima della visita del generale libico, inoltre, il premier ellenico, Kyriakos Mitsotakis, ha dichiarato che la Grecia non accetterà alcuna soluzione politica per la Libia se non si annullerà l’accordo sulla definizione dei confini marittimi siglato con la Turchia. Più nello specifico, Mitsotakis ha dichiarato che la Grecia utilizzerà il proprio potere di veto a livello europeo se l’accordo tra Libia e Turchia non verrà annullato.

La Libia vive in una situazione di grave instabilità dal 15 febbraio 2011, data che ha segnato l’inizio della rivoluzione e della guerra civile. Nel mese di ottobre dello stesso anno, il Paese nordafricano ha poi assistito alla caduta del regime del dittatore Muammar Gheddafi, ma da allora non è mai riuscito a effettuare una transizione democratica e vede tuttora la presenza di due schieramenti. Da un lato, il governo di Tripoli, nato con gli accordi di Skhirat del 17 dicembre 2015, guidato da Fayez al-Sarraj e riconosciuto dall’Onu. Dall’altro lato, il governo di Tobruk, con il generale Haftar. Il governo di Tobruk riceve il sostegno di Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Egitto, Russia e Francia. In particolare, Il Cairo, Riad ed Abu Dhabi sostengono militarmente ed economicamente le forze dell’esercito di Haftar. L’Italia, il Qatar e la Turchia appoggiano, invece, il governo riconosciuto a livello internazionale.

Per risolvere tale crisi, il prossimo 19 gennaio si incontreranno, a Berlino, diverse parti a livello internazionale, le quali discuteranno della situazione in Libia e favoriranno una possibile de-escalation. Secondo quanto riportato, le Nazioni Unite presiederanno i colloqui nel corso dell’evento, ma tutti coloro impegnati nel conflitto dovranno svolgere un ruolo rilevante nel favorire una risoluzione. Il fine ultimo, a detta di Merkel, sarà rendere la Libia un Paese sovrano e pacifico. Si prevede che almeno dieci Paesi parteciperanno all’incontro, ovvero i cinque membri permanenti del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, accanto a Germania, Turchia, Italia, Egitto, Algeria, Emirati Arabi Uniti e Congo. Vi saranno altresì rappresentanti delle Nazioni Unite, e della missione in Libia, dell’Unione Europea, dell’Unione Africana e della Lega Araba. Tra gli esclusi, Tunisia, Grecia e Qatar.

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 Jasmine Ceremigna

di Redazione

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