Dialogo intra-coreano: gli USA chiedono a Seul maggiore coordinamento

Pubblicato il 17 gennaio 2020 alle 10:21 in Corea del Nord Corea del Sud USA e Canada

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Gli Stati Uniti hanno chiesto alla Corea del Sud di passare dai rappresentanti di Washington per gestire i rapporti con la Corea del Nord, al fine di evitare “incomprensioni” che potrebbero portare a sanzioni.

L’ambasciatore statunitense a Seul, Harry Harris, ha affermato che non esiste una posizione ufficiale sulle ultime proposte sudcoreane per rilanciare il dialogo con Pyongyang. Tra queste ci sarebbero iniziative specificatamente inter-coreane, come il rilancio del turismo e la collaborazione nel settore sportivo. “Al fine di evitare un malinteso in seguito che potrebbe portare alle sanzioni”, ha dichiarato l’ambasciatore. “Sarebbe meglio passare attraverso il gruppo di lavoro”, ha aggiunto, riferendosi a un gruppo istituito nel 2018 nel tentativo di collegare gli approcci a volte divergenti dei due alleati con la Corea del Nord.

“La Corea del Sud è un Paese sovrano e farà ciò che ritiene migliore per il proprio interesse nazionale”, ha aggiunto Harris, osservando che non è un dovere degli Stati Uniti quello di approvare le decisioni della Corea del Sud. Tuttavia, secondo l’ambasciatore Washington ha un interesse nel tema della cooperazione inter-coreana e ha dichiarato sono in corso discussioni “fruttuose” con Seoul. “Il continuo ottimismo del presidente Moon è incoraggiante. Penso che il suo ottimismo crei speranza, e questa è una cosa positiva “, ha riferito Harris. “Ma per quanto riguarda l’azione derivante da quell’ottimismo, ho detto che le cose dovrebbero essere portate avanti in consultazione con gli Stati Uniti”, ha aggiunto. 

Quando gli è stato chiesto se Seul avrebbe riavviato gli scambi commerciali con Pyongyang, indipendentemente dagli Stati Uniti, Moon ha dichiarato che c’era bisogno di considerare “nuove idee” e ha suggerito l’espansione della cooperazione inter-coreana. “Saremmo capaci non solo di migliorare il dialogo tra Stati Uniti e Corea del Nord, ma anche di ottenere un supporto internazionale per una parziale eliminazione delle sanzioni, se necessario”, ha riferito, aggiungendo che ci sono nuovi progressi che potrebbero essere ottenuti presto e che non sono ostacolati dalle misure restrittive, citando la cooperazione transfrontaliera e in materia di turismo. Moon ha anche suggerito la possibilità di inviare team combinati alle olimpiadi di Tokyo di questa estate e di ospitarle insieme, Corea del Sud e del Nord unite, nel 2032. Già nel suo primo discorso del 2020, tenutosi il 7 gennaio, il presidente di Seul aveva sottolineato che c’era un “bisogno disperato” di migliorare i legami con la Corea del Nord. 

Uno storico primo summit tra il leader nordcoreano e il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha avuto luogo il 12 giugno 2018 a Singapore e si era concluso con una promessa reciproca di collaborazione al fine di smantellare il programma nucleare della potenza asiatica, sospendere il regime sanzionatorio e cominciare un processo di pace nella regione. Tuttavia, i progressi da allora sono stati irregolari. In occasione del secondo incontro, avvenuto il 28 febbraio dell’anno successivo, i colloqui tra le due parti erano naufragati inaspettatamente a causa di un disaccordo sull’eliminazione delle sanzioni. I negoziati tra USA e Corea del Nord erano poi ripresi il 5 ottobre 2019 a Stoccolma. Tuttavia, il capo della delegazione nordcoreana ha accusato gli Stati Uniti di essere “inflessibili”, annunciando un nuovo stop ai colloqui. “I negoziati non hanno soddisfatto le nostre aspettative e alla fine sono stati interrotti”, aveva affermato il leader della delegazione proveniente dalla Corea del Nord. 

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Maria Grazia Rutigliano

di Redazione

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