Decapitata organizzazione criminale italo-albanese

Pubblicato il 17 gennaio 2020 alle 20:30 in Albania Italia

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Le autorità di polizia italiane hanno condotto un’operazione contro una organizzazione criminale, i cui vertici provenivano da Italia e Albania.

È quanto rivelato, venerdì 17 gennaio, dal Ministero della Giustizia italiano, il quale ha altresì specificato che gli arresti e le perquisizioni, ordinati dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Bari, sono stati eseguiti dagli agenti del Commissariato di Trani.

In aggiunta, rivela il Ministero, le operazioni hanno coinvolto gli agenti di Puglia, Molise, Abruzzo e Campania, insieme, data la natura internazionale dell’organizzazione criminale, alle autorità di Paesi Bassi, Inghilterra, Germania e Albania.

L’organizzazione criminale, secondo quanto si apprende, era dedita al traffico internazionale di stupefacenti.

L’Albania, sostiene il Daily Mail, era un tempo nota per essere un crocevia del traffico di marijuana, ma stando alle ultime investigazioni, il Paese è ora maggiormente coinvolto nel traffico di eroina e cocaina, le quali sono destinate ai Paesi dell’Europa occidentale.

Per quanto riguarda l’Italia, la relazione del 2019 della Direzione Antidroga del Ministero dell’Interno facente riferimento ai dati dell’anno precedente rivela che nel 2018 Roma ha sequestrato volumi di stupefacenti per un ammontare complessivo che si è rivelato il più alto dal 1985 ad oggi, con la sola eccezione del 2014. Nello specifico, risultano in crescita gli scambi di eroina e droghe sintetiche, oltre che di piante di cannabis e di hashish. In diminuzione, invece, sono stati i sequestri di cocaina e marijuana. In particolare, per quanto riguarda l’eroina, il Ministero dell’Interno rivela che nel 2018 è stato effettuato un sequestro record di 268 chilogrammi di tale sostanza, occultata in un container giunto nel Porto di Genova.

In calo, secondo i dati diffusi dal Ministero, anche i sequestri effettuati a partire dal 2017 nei pressi della rotta dell’Adriatico. In tale anno, e più nello specifico nel mese di novembre, il ministro dell’Interno albanese, Fatmir Xhafaj, aveva incontrato il suo omologo italiano, Marco Minniti, in occasione della conferenza bilaterale sulla lotta al narcotraffico in Albania. Nel corso della sua visita in Albania, Minniti aveva firmato un accordo per rafforzare la cooperazione con il ministro albanese sui temi del terrorismo, del traffico di esseri umani e di stupefacenti. Secondo quanto reso noto, uno dei principali obiettivi di Xhafaj era l’abolizione della coltura della cannabis nel Paese. In tale ambito, l’Albania riceve l’aiuto della Guardia di Finanza italiana che effettua sorvoli sul suolo albanese per individuare le piantagioni di marijuana.

Le ultime operazioni contro il narcotraffico della rotta dell’Adriatico erano avvenute giovedì 12 dicembre, quando il Ministero della Giustizia aveva rivelato di aver individuato una rete di trafficanti di droga e armi clandestine provenienti dall’Albania. Nello specifico, secondo le informazioni diffuse dal dicastero, le indagini avevano portato all’emissione di ordinanze di custodia cautelare per 20 persone, perlopiù residenti in Italia, a Bari. La droga veniva acquistata in Albania dai grossisti a un prezzo di 800 euro al chilo. Successivamente, veniva trasportata via mare dall’Albania all’Italia, dove veniva sotterrata in Puglia, per poi essere spostata in Toscana, dove veniva rivenduta fino a 4.500 euro al chilo.

Precedentemente, tra il 9 e il 10 dicembre, quando oltre 50 trafficanti di droga italiani e albanesi erano stati al centro di tre operazioni della Guardia di Finanza e dei Carabinieri italiani, in collaborazione con la Polizia dell’Albania. In totale, erano stati sequestrati oltre 350 chili di stupefacenti.

 

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 Jasmine Ceremigna

di Redazione

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