America Centrale: nuova carovana dei migranti mette alla prova gli accordi migratori

Pubblicato il 17 gennaio 2020 alle 9:11 in America centrale e Caraibi Immigrazione

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La firma di accordi migratori tra Stati Uniti, Messico, Guatemala, El Salvador e Honduras negli ultimi sei mesi ha reso difficile l’emigrazione dal cosiddetto Triangolo Nord dell’America Centrale verso gli USA. L’intenzione del governo di Donald Trump, al finanziare i patti con i paesi centroamericani, era quella di arrestare il flusso migratorio, ma ora una nuova carovana dei migranti, la prima formatasi dall’entrata in vigore degli accordi, mette alla prova la tenuta della politica del presidente statunitense nella regione.

Il cambiamento di paradigma è stato notato nel comportamento dell’ultima carovana di migranti, formata martedì 14 gennaio a San Pedro Sula, la seconda città dell’Honduras. Centinaia di honduregni, tra  600 e poco più di 1.000 secondo le autorità locali, si sono riuniti al terminal degli autobus della città. Mercoledì 15 hanno iniziato a muoversi. Nel 2018, la rotta meridionale, che attraversa la frontiera guatemalteca a Esquipulas, passa per Città del Guatemala e raggiunge Tapachula, in Messico, è stata quella maggiormente battuta dalle carovane dei migranti. Questa volta solo una parte si è diretta ad Esquipulas, mentre molti altri sono passati dall’Honduras al Guatemala attraverso il passo di Corinto, vicino alla costa del Mar dei Caraibi.

“Diamo per scontato che buona parte della gente arriverà dove vanno sempre, a Tapachula” – afferma Salva Lacruz, del Centro per i diritti umani Fray Matías de Córdova, con sede nella città di confine messicana. “Ma sappiamo che ci sono persone che attraverseranno Tabasco”, cioè ai passi di frontiera di El Ceibo e Frontera Corozal, vicino a Tenosique. “E inoltre – aggiunge – ci sono persone che arriveranno da La Mesilla”, vicino a Tapachula, ma un po ‘più a nord, diretti a Comitán e San Cristóbal de las Casas. Per Lacruz, “questo cambiamento di comportamento si deve al fatto che cercano più opzioni per attraversare la frontiera. E, naturalmente, alla fin fine la maggior parte del controllo dell’immigrazione è alla frontiera di Tapachula”.

Gli effetti degli accordi migratori sono stati notati anche nel comportamento della polizia. In Honduras, al passo di Corinto, la polizia ha sparato gas lacrimogeni contro i migranti che cercavano di attraversare il confine senza espletare le formalità del processo di immigrazione. In Guatemala, gli impiegati della ICE statunitense, l’agenzia che controlla le migrazioni e le dogane, di stanza nel paese in virtù del nuovo accordo, hanno avvisato la polizia, cosa che non era accaduta in precedenti occasioni. Secondo i rapporti di agenzie e media locali, la polizia guatemalteca in questa occasione mostra un atteggiamento diverso e più rigoroso nei confronti dei migranti e del controllo dei documenti rispetto al passato. In Messico, le autorità hanno inviato un messaggio chiaro: non daranno un comportamento sicuro. La segretaria degli Interni, Olga Sánchez Cordero, ha insistito mercoledì che “il Messico non è un paese di transito”.

Per tutta la giornata di giovedì 16 gennaio, i diversi gruppi della carovana sono avanzati attraverso il Guatemala. I migranti sono meno organizzati, si muovono in gruppi di circa 20 persone e si spostano a piedi o in camion, a seconda dell’umore dei conducenti. Sembra che alcuni gruppi siano già arrivati a Città del Guatemala e altri siano vicini al passo di frontiera di El Ceibo.

Sebbene il controllo della polizia sia aumentato, i migranti si spostano attraverso il Guatemala e raggiungeranno il confine messicano, controllato dalla Guardia Nazionale, senza problemi maggiori. La presenza della Guardia Nazionale nel sud del Messico è costante ed è indirizzata al contrasto dei flussi migratori, a seguito della minaccia USA, lo scorso giugno, di imporre dazi sulle esportazioni messicane se il governo di Andrés Manuel López Obrador non avesse aumentato i suoi sforzi contro i migranti.

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Italo Cosentino, interprete di spagnolo

di Redazione

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