Tensioni Iran-Albania: Tirana espelle funzionari di Teheran

Pubblicato il 16 gennaio 2020 alle 16:30 in Albania Iran

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L’Albania ha concesso a due diplomatici iraniani 72 ore di tempo per lasciare il Paese. È quanto rivelato da Al Arabiya English, il quale ha specificato che, secondo i vertici albanesi, i due diplomatici dell’Iran rappresentano una minaccia per la sicurezza dell’Albania.

Nello specifico, il quotidiano ha rivelato che i due diplomatici espulsi sono il consulente dell’Ambasciata iraniana di Tirana, Mohammed Peimanemati, e l’inviato culturale dell’Iran in Albania, Seyed Ahmad Hosseini.

Secondo quanto emerso da fonti locali, i due individui erano in contatto con il generale iraniano Qassem Soleimani, ucciso lo scorso 3 gennaio da un raid degli Stati Uniti.

Per giustificare l’uccisione del generale iraniano, il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, aveva dichiarato che Soleimani era stato responsabile dell’uccisione di migliaia di statunitensi negli ultimi decenni e stava pianificando nuovi attentati.  Successivamente, in risposta all’uccisione di Soleimani, l’Iran  è stato responsabile dell’attacco contro due basi irachene che ospitavano soldati statunitensi.  I raid erano avvenuti contro la base di Ain al-Assad, situata nel governatorato occidentale di Al-Anbar, e contro quella di Harir, nel Nord dell’Iraq, nella provincia di Erbil.

Lo scorso 8 gennaio, poche ore dopo l’attacco contro le due basi americane in Iraq, il Leader Supremo iraniano, l’Ayatollah Ali Khamenei, aveva dichiarato di essere stato informato del fatto che cittadini americani e iraniani si erano riuniti in un piccolo Paese europeo per organizzare le proteste di cui l’Iran era stato teatro dal 15 al 18 novembre scorso e che hanno portato, secondo Amnesty International, alla morte di almeno 304 persone.

Sebbene l’Albania non sia stata esplicitamente nominata dall’Ayatollah, i vertici del Paese balcanico si sono sentiti chiamare in causa dal Leader Supremo dell’Iran, data la presenza nel territorio albanese di un numero elevato di rifugiati iraniani. Tra questi risultano esservi anche i membri del Mujahideen-e-Khalq (MEK), circa 2.500 secondo The Associated Press, i quali, spiega Al Arabiya English, sono scappati dalla persecuzione dell’Iran e, tra il 2013 e il 2016, hanno trovato rifugio in Albania, come previsto da un programma delle Nazioni Unite.

Il MEK è una organizzazione che, fino al 2012, è stata designata terrorista dal Dipartimento di Stato americano, mentre ancora oggi rimane bandita in Iran. L’organizzazione mira al rovesciamento del governo iraniano e, secondo quanto riportato da TOP Channel, i circa 2.500 membri del MEK rifugiati in Albania si trovano in un apposito centro, dotato delle massime condizioni di sicurezza, a Manez, frazione del comune di Durazzo, e a Tirana. In aggiunta, ulteriori membri del gruppo risultano essere anche in altri Paesi europei.

In merito alla presenza del MEK in Albania, il premier albanese ha dichiarato che Tirana ha offerto un rifugio ai “cosiddetti traditori che Khamenei voleva uccidere” in linea con un accordo raggiunto con gli Stati Uniti che non si basa su “missili e bombe” ma sull’assicurare un rifugio ai militanti del MEK “che sono minacciati da un regime dittatoriale”.

Lo scorso 23 ottobre, inoltre, il Mujahideen-e-Khalq era stato al centro di una operazione della polizia albanese, la quale aveva annunciato di aver identificato diversi membri del Corpo delle Guardie della Rivoluzione iraniana che avevano avviato una “cellula attiva terroristica” in Albania per colpire i membri del MEK che si trovavano sul suolo Albanese.

A tale riguardo, lo scorso 10 gennaio, un consulente legale informato sulle vicende correlate alla presenza del MEK in Albania, Bahzat Saffari, aveva dichiarato che gli agenti dell’Iran pedinano i membri del MEK in Albania con l’intento di ucciderli. In tale contesto, Saffari ha dichiarato che l’unico modo per rimanere al sicuro consiste nel dimostrare la propria determinazione contro il regime iraniano. È in linea con tale strategia che, ricorda il consulente legale, l’Albania aveva espulso l’ambasciatore iraniano nel 2018.

Nello specifico, BBC rivela che il 20 dicembre 2018 il governo di Tirana aveva espulso l’ambasciatore iraniano in Albania, Gholamhossein Mohammadnia, e un secondo diplomatico con l’accusa di costituire una minaccia per la sicurezza del Paese. A tale riguardo, il segretario di Stato americano, Mike Pompeo, aveva dichiarato che i due individui stavano pianificando attentati terroristici nel Paese. Anche all’epoca dell’espulsione dei funzionari diplomatici, un report albanese non ufficiale aveva fatto emergere il collegamento tra il provvedimento adottato dal governo di Tirana e la presenza di oltre 2.000 membri del MEK su suolo albanese.

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Jasmine Ceremigna

di Redazione

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