Il processo per impeachment di Trump passa al Senato

Pubblicato il 16 gennaio 2020 alle 12:09 in USA e Canada

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

La Camera dei Rappresentanti degli Stati Uniti ha trasmesso al Senato i 2 articoli per l’impeachment contro il presidente, Donald Trump, avviando il processo, che inizia il 16 gennaio. Si tratta del terzo caso nella storia statunitense e il primo ad essere discusso in Senato. 

Il 15 gennaio, la Camera ha formalmente nominato 7 rappresentanti del Partito Democratico come “impeachment manager”. Il loro ruolo sarà quello della pubblica accusa contro il presidente, nel caso che verrà giudicato davanti al Senato degli Stati Uniti, caratterizzato da una maggioranza repubblicana. Il procedimento avrà inizio il 16 gennaio e si svolgerà in Campidoglio. Tra i senatori che testimonieranno ci sono ben 4 rappresentanti democratici candidati alla presidenza. Durante il processo, Trump dovrà affrontare settimane di discussioni pubbliche sulle accuse secondo cui avrebbe abusato del proprio potere per ottenere un favore da un governo straniero, quello dell’Ucraina, che gli fosse utile per la campagna elettorale del 2020. La seconda accusa, invece, riguarda il suo presunto tentativo di ostacolare le indagini congressuali.

Trump è sicuro della sua assoluzione, data la maggioranza del proprio partito in Senato. Da parte loro, i democratici credono che il processo metterà sotto pressione i repubblicani, in particolare quelli che si trovano ad affrontare difficili sfide per la rielezione. Il voto del 15 gennaio ha visto il partito democratico seguire quasi totalmente un’unica linea, con solo un deputato che ha votato contro le indicazioni. Collin C. Peterson, dal Minnesota, si è unito ai repubblicani contro la trasmissione degli articoli al Senato. Da parte sua, la portavoce della Camera, Nancy Pelosi, ha mostrato solenne soddisfazione: “Siamo qui oggi per varcare una soglia molto importante nella storia americana”. Indipendentemente dal risultato del voto al Senato, ha aggiunto la Pelosi, Trump rimarrà un presidente colpito dall’impeachment a vita. 

A partire dal 16 gennaio, i senatori esamineranno le prove, ascolteranno i testimoni e voteranno per assolvere o condannare il presidente. La Corte Suprema degli Stati Uniti presiederà il processo. Nella seconda Camera, formata da 100 membri, è richiesta una maggioranza di 2/3 per condannare e rimuovere un presidente dalla carica. Tale opzione appare assolutamente improbabile, considerando che il Senato è composto da 53 repubblicani, 45 democratici e 2 indipendenti. Almeno 20 repubblicani dovrebbero votare con i democratici, insieme ad entrambi gli indipendenti. Il leader della maggioranza al Senato, Mitch McConnell, ha dichiarato che desidera un processo rapido.

Nel colloquio telefonico, Trump avrebbe chiesto al presidente dell’Ucraina, Volodymyr Zelensky, di indagare sul rivale politico, Joe Biden, il vice presidente di Obama, candidato alle primarie per le elezioni 2020. Secondo l’accusa, Trump aveva chiarito all’omologo ucraino che finchè tale indagine non fosse stata avviata, gli Stati Uniti non avrebbero sbloccato un pacchetto di aiuti militari per l’Ucraina da 391 milioni di dollari. A seguito di testimonianze e udienze, che si sono susseguite per 85 giorni, il 10 dicembre, la Camera dei Rappresentanti degli Stati Uniti aveva rivelato i due articoli per l’impeachment contro il presidente: il primo è per abuso di potere relativo alla questione dell’Ucraina e il secondo per ostruzionismo dei lavori del Congresso, durante le indagini. Trump ha negato qualsiasi illecito e ha definito il processo d’impeachment una “bufala”.

Leggi Sicurezza Internazionale, il primo quotidiano italiano interamente dedicato alla politica internazionale

Maria Grazia Rutigliano

 

 

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.