Nigeria: liberati 3 operatori umanitari tenuti in ostaggio da militanti armati

Pubblicato il 16 gennaio 2020 alle 14:54 in Africa Nigeria

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In Nigeria, un gruppo armato ha rilasciato 3 operatori umanitari e altri civili che erano stati presi in ostaggio, a fine dicembre, nello Stato nordorientale del Borno. Il sequestro era avvenuto il 22 dicembre, quando alcuni miliziani, mascherati da soldati, avevano fermato un convoglio di veicoli che viaggiava verso la città di Maiduguri. I gruppi armati della Nigeria conducono un’offensiva nel Nord del Paese dal 2009 e, fino ad oggi, hanno causato circa 35.000 vittime. L’organizzazione più attiva nel Paese è Boko Haram, un gruppo fondamentalista nigeriano che cerca di abbattere il governo centrale e diffondere la propria interpretazione della legge islamica.

“Sono profondamente sollevato che alcuni civili, inclusi 3 operatori umanitari, presi in ostaggio da uomini armati lungo la strada che collega Monguno a Maiduguri siano stati rilasciati e siano sani e salvi”, ha dichiarato il coordinatore umanitario delle Nazioni Unite in Nigeria, Edward Kallon, giovedì 16 gennaio. Secondo quanto reso noto da Kallon, almeno 12 cooperanti hanno perso la vita in Nigeria nel 2019, più del doppio rispetto al 2018. “Siamo seriamente preoccupati per la crescente insicurezza dell’ambiente e delle condizioni umanitarie in cui lavoriamo”, ha detto il coordinatore dell’ONU nel Paese africano. Gli operatori rilasciati mercoledì 15 gennaio facevano parte di organizzazioni non governative come la Croce Rossa Internazionale, l’Alleanza per l’Azione Medica Internazionale (ALIMA) e l’Ufficio internazionale per le Migrazioni. L’ONU non ha specificato se i responsabili dei sequestri erano militanti legati a Boko Haram o al gruppo dello Stato Islamico nella Provincia dell’Africa occidentale (ISWAP).

L’ISWAP, che si è separato dall’organizzazione di Boko Haram nel 2016, si è reso responsabile di diversi scontri negli ultimi mesi. Il 26 dicembre, alcuni militanti dell’ISWAP hanno rilasciato un video in cui si vedono alcuni membri del gruppo decapitare 11 nigeriani cristiani. L’organizzazione ha dichiarato che il gesto fa parte di una campagna volta a vendicare la morte del leader dell’ISIS Abu Bakr al-Baghdadi e del suo portavoce. Boko Haram è un gruppo fondamentalista nigeriano che, da quando ha avviato le proprie offensive, nel 2009, ha ucciso più di 35.000 persone e ha costretto circa 2,6 milioni di cittadini ad abbandonare le proprie case. La rivolta, cominciata nel Nord-Est della Nigeria, si è allargata fino a coinvolgere, Camerun, Niger e Ciad, causando una grave crisi umanitaria in tutta la regione. Per combattere i ribelli, i quattro Stati hanno istituito, nell’aprile 2012, una Task Force multinazionale congiunta (MNJTF)

Il Country Report on Terrorism 2018 del governo americano informa che in Nigeria Boko Haram e ISWAP hanno continuato a condurre, nel corso dell’anno passato, numerosi attacchi contro forze governative e di sicurezza. Boko Haram, in particolare, non ha mancato di effettuare attentati anche contro la popolazione civile, mentre lo Stato Islamico dell’Africa occidentale sta provando a stringere legami più forti con le comunità locali, provvedendo a fornire una serie di limitati servizi sociali. L’obiettivo principale del gruppo sono le forze di sicurezza locali. Verso la fine del 2018, le due organizzazioni, nonostante la presenza della Task Force multinazionale congiunta, sono riuscite a guadagnare la completa libertà di movimento negli Stati regionali del Borno e di Yobe. Più di 200.000 nigeriani sono stati costretti a cercare rifugio nei Paesi vicini, soprattutto Camerun, Ciad e Niger. Nel corso di tutto il 2018, Boko Haram e ISWAP hanno condotto circa 700 attacchi sul territorio della Nigeria, usando armi di piccola taglia, ordigni improvvisati, rapimenti, imboscate, attentati suicidi. Secondo quanto reso noto dal Global Terrorism Index 2019, la Nigeria occupa il terzo posto mondiale tra i 163 Paesi considerati per misurare l’impatto della minaccia terroristica globale.

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Chiara Gentili

di Redazione

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