Egitto, Etiopia e Sudan negli USA: “L’accordo sulla grande diga africana è vicino”

Pubblicato il 16 gennaio 2020 alle 11:15 in Egitto Etiopia USA e Canada

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I ministri di Etiopia, Egitto e Sudan, convenuti a Washington per discutere dei progressi fatti in merito alla questione della grande diga africana, hanno stabilito, mercoledì 15 gennaio, di incontrarsi nuovamente negli Stati Uniti, alla fine del mese, per finalizzare un accordo che risolva la disputa tra il Cairo e Addis Abeba. I disaccordi sono sorti a causa delle differenti visioni sulle modalità di realizzazione e riempimento della Grand Ethiopian Renaissance Dam (GERD), il futuro sistema idroelettrico più grande di tutto il continente africano, dal valore di circa 4 miliardi di dollari. A Washington, Egitto ed Etiopia hanno concordato di procedere con le operazioni di riempimento durante la stagione delle piogge, tenendo conto dell’impatto sulle riserve a valle. È quanto si legge nella dichiarazione congiunta firmata dal Dipartimento del Tesoro americano, dalla Banca Mondiale e dai tre Paesi africani.

Il riempimento iniziale della diga, che dovrebbe cominciare a luglio, raggiungerà un livello di 595 metri sopra il livello del mare e provvederà a fornire un’iniziale generazione di elettricità, predisponendo allo stesso tempo apposite misure precauzionali per Egitto e Sudan durante i periodi di siccità intensa. I ministri terranno colloqui tecnici e legali in vista del prossimo incontro a Washington, che dovrebbe svolgersi tra il 28 e il 29 gennaio, data di finalizzazione formale dell’accordo. I precedenti meeting si erano conclusi senza raggiungere nessuna intesa, con l’Egitto che accusava l’Etiopia di non aver predisposto garanzie sufficienti a proteggere gli interessi del Cairo durante i periodi di siccità. L’ultimo incontro si era tenuto ad Addis Abeba ma si era concluso, il 10 gennaio, con un nulla di fatto.

L’Etiopia, da cui origina il Nilo azzurro, che si unisce al Nilo bianco e scorre verso l’Egitto, ha avviato la realizzazione della GERD nel 2011, promettendo di non interrompere il flusso del fiume e sostenendo che il progetto avrebbe incrementato il potenziale elettrico di tutta la regione. Il Sudan, anch’esso coinvolto nei negoziati, spera di poter usufruire dei vantaggi della GERD acquistando l’elettricità prodotta dalla diga. L’Egitto, invece, ha sempre mostrato grande preoccupazione in merito al progetto e teme che la diga possa intaccare il suo fabbisogno idrico, dipendente al 90% dalle acque del fiume Nilo. Il quadro delle trattative è complicato anche dall’esistenza di due trattati, stipulati nel 1929 e nel 1959, che regolano la gestione delle acque del Nilo e dei suoi affluenti, attribuendo al Cairo una percentuale maggiore rispetto all’Etiopia e al Sudan, corrispondente a circa 55 miliardi di metri cubi.

Le sedute per discutere i lavori da intraprendere sulla diga erano ricominciate il 15 settembre, dopo che l’ultimo incontro tra il presidente al-Sisi e il premier Abiy Ahmed si era tenuto a luglio 2018. Da settembre, tuttavia, i progressi sono stati altalenanti, con frequenti accuse reciproche di insufficiente collaborazione e di eccessiva “inflessibilità”. Le speranze si sono poi riaccese a metà ottobre, quando, qualche giorno prima del vertice di Sochi, organizzato dal presidente russo Vladimir Putin il 23 e il 24 ottobre, le parti hanno accettato di riprendere le negoziazioni e di avallare l’intervento di mediatori esterni che potessero dare il loro contributo per risolvere la situazione. Risale a novembre l’intervento dell’amministrazione Trump che ha invitato i ministri degli Esteri di Egitto, Etiopia e Sudan a discutere congiuntamente del gigantesco progetto della diga, con l’imprescindibile mediazione di Washington

La costruzione del più grande sistema idroelettrico africano dovrebbe generare più di 6.000 megawatt di elettricità. A gennaio, il Ministero dell’Acqua e dell’Energia etiope aveva garantito che, nonostante gli ultimi ritardi e le trattative in sospeso, la diga avrebbe cominciato la sua produzione a fine 2020 e sarebbe diventata pienamente operativa nel 2022. Attualmente, la GERD, dal costo di circa 4 miliardi di dollari, è al 70% del suo completamento. Si pensa che la diga, una volta terminata, renderà l’Etiopia uno dei principali produttori di energia della regione dell’Africa orientale.

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Chiara Gentili

di Redazione

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