Italia: nuovi sbarchi, ministro dell’Interno annuncia modifiche al decreto sicurezza

Pubblicato il 15 gennaio 2020 alle 17:25 in Immigrazione Italia

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Circa 61 algerini sono sbarcati, tra mercoledì 15 e giovedì 16 gennaio, sulle coste della Sardegna. Si vanno ad aggiungere agli altri 31 migranti, anch’essi tutti di nazionalità algerina, approdati sulle coste dell’isola nelle giornate di martedì 14 e mercoledì 15 gennaio. Lo sbarco di martedì è avvenuto intorno alle 20, nei pressi di Sant’Antioco, dove è approdato un barcone con a bordo 9 uomini. Gli altri 22 migranti sono stati invece rintracciati dagli agenti del Commissariato e dai militari dell’Arma della Compagnia di Carbonia, intorno alle 8 di mercoledì, nei dintorni di Cala Sapone. Entrambi i gruppi, una volta completate le procedure di identificazione e condotti i necessari accertamenti medici, sono stati trasferiti nel Centro di accoglienza straordinaria (Cas) di Monastir. Nel complesso, sono 92 i migranti sbarcati in Sardegna a partire da martedì 14 gennaio. 

Nel frattempo, secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa Ansa, il ministro dell’Interno, Luciana Lamorgese, ha dichiarato, sempre martedì, che intende modificare i decreti sicurezza fatti approvare dal precedente governo. A tal proposito, il ministro ha detto: “Vanno aumentate le categorie per la concessione dei permessi umanitari, per evitare quello che stava avvenendo a fine dicembre, quando abbiamo rischiato che finissero i strada migliaia di persone”. In particolare, a detta della Lamorgese, nonostante l’Italia sia l’unico Paese con il 28% di permessi umanitari, a fronte di un 3-4% degli altri Paesi, “non è un bene ridurre i permessi così come sono stati ridotti, dobbiamo prevedere ulteriori categorie”. Il ministro ha poi confermato anche la riduzione delle multe per le Ong, che dovrebbero tornare a stare, come previsto inizialmente, nella fascia tra i 10 a 50mila euro.

Sempre martedì 14 gennaio, il ministro Lamorgese ha incontrato al Viminale il Direttore generale dell’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni, Antonio Vitorino. In tale occasione, i due hanno avuto modo di fare il punto sullo stato della collaborazione tra OIM e Ministero dell’Interno e di discutere della situazione libica e dei suoi effetti sul fenomeno migratorio. Secondo quanto si legge sul sito del Viminale, la Lamorgese ha espresso “vivo apprezzamento per i consolidati ed ottimi rapporti tra Interno ed OIM, che, da sempre, è un partner di riferimento per una gestione ordinaria e sostenibile del fenomeno migratorio”. “Oggi più che mai, l’OIM riveste un ruolo fondamentale nel più generale e complesso scenario mediterraneo. Mi riferisco, in particolare, a due direttrici di intervento in Libia: la salvaguardia dei diritti umani, all’interno e all’esterno dei centri per i migranti, e lo sviluppo delle regioni libiche maggiormente interessate dai flussi migratori», ha specificato il ministro italiano, sottolineando la funzione di estrema rilevanza svolta dall’Organizzazione internazionale per le Migrazioni nell’ambito del sistema di ricollocamento dei richiedenti asilo negli altri Stati membri dell’UE, come previsto dalla Dichiarazione di Malta.

Nel primo report del 2020 pubblicato dall’OIM, si rende noto che almeno 953 migranti, di cui 136 donne e 85 minori, hanno fatto ritorno in Libia nelle prime due settimane dell’anno. La maggior parte di loro è sbarcata a Tripoli ed è stata trasportata nei centri di detenzione. Le imbarcazioni delle ONG per il recupero e il salvataggio dei migranti hanno salvato dalle acque del Mediterraneo altre 237 persone, nello stesso periodo di tempo. L’OIM ha ripetutamente chiesto lo smantellamento del sistema di detenzione e il rilascio ordinato dei migranti. Anche se l’organizzazione si impegna a portare avanti misure assistenziali per la cura dei migranti, afferma che le iniziative necessarie a proteggere e garantire la sicurezza delle persone non sono ancora in atto. “Benché continuino in tutto il Paese, le nostre operazioni e i nostri programmi sono stati ampiamente danneggiati, soprattutto per quanto riguarda il trasporto sicuro dei migranti verso i punti di transito e gli aeroporti. È necessario un livello minimo di sicurezza per essere in grado di assistere in sicurezza le persone”, ha affermato il capo della missione OIM in Libia Federico Soda.

Scarica l’app gratuita di Sicurezza Internazionale da Apple Store o Google Play

Chiara Gentili

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.