Cambogia: a processo il leader dell’opposizione

Pubblicato il 15 gennaio 2020 alle 11:51 in Asia Cambogia

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L’ex leader dell’opposizione cambogiana, Kem Sokha, è stato processato per tradimento in relazione ad una presunta collaborazione con gli Stati Uniti, per rovesciare il governo del sovrano, Hun Sen. 

Kem Sokha, presidente del Partito di Salvezza Nazionale della Cambogia (CNRP), era stato arrestato il 3 settembre 2017 ed era stato poi accusato di tradimento, per aver collaborato con gli Stati Uniti nel tentativo di deporre il governo cambogiano del sovrano, Hun Sen. L’arresto è arrivato in un momento in cui il sostegno al CNRP era notevolmente aumentato tra i cambogiani, ma le accuse si basavano su un discorso che il leader dell’opposizione aveva tenuto in Australia nel 2013, in cui aveva dichiarato di essere stato istruito negli Stati Uniti. Se ritenuto colpevole, Kem Sokha rischia fino a 30 anni di prigione. Le accuse contro il politico, in particolare l’affermazione di aver cospirato con una potenza straniera per rovesciare il governo, sono state respinte come prive di fondamento, da chiunque al di fuori del governo cambogiano. Kem Sokha, da parte sua, continua a ribadire la propria innocenza.

“Nego categoricamente l’accusa di aver cospirato con potenze straniere”, ha scritto in un post su Facebook. “Non ho commesso nessuna delle cose di cui sono accusato”, ha aggiunto. In un messaggio al quotidiano Al-Jazeera, sua figlia, Kem Monovithya, ha descritto il processo come “una farsa”, che stava danneggiando l’immagine della Cambogia. “Kem Sokha è innocente e deve essere assolto”, ha scritto. “I suoi diritti politici devono essere ripristinati in modo che la Cambogia possa rimettersi in carreggiata. Andiamo avanti”, ha aggiunto. A seguito all’arresto di Kem Sokha, Hun Sen ha consolidato la sua presa di potere, con lo scioglimento del CNRP, la messa al bando dei suoi membri e l’espulsione all’estero dell’opposizione. Kem Sokha è stato rilasciato alla fine del 2018, ha trascorso un periodo agli arresti domiciliari ed è stato liberato a novembre dell’anno scorso. Poco dopo, un giudice ha annunciato che le indagini erano state concluse. Rimane interdetto dai pubblici uffici e non è autorizzato a viaggiare all’estero. 

Il Partito popolare cambogiano (CPP) al governo ha vinto tutti i 125 seggi del Parlamento, nelle elezioni del 29 luglio 2018. Secondo gli osservatori nazionali e internazionali, la consultazione elettorale è stata irregolare e viziata. Un portavoce del governo cambogiano aveva invitato i funzionari dell’ambasciata USA a lasciare il Paese, se questi non gradiscono la politica locale. La provocazione era arrivata il primo agosto 2019, a seguito delle critiche dei diplomatici statunitensi sulle presunte irregolarità durante le elezioni. La Cambogia ha affrontato per anni le critiche relative a alcune presunte violazioni dei diritti umani e si è rivolta al suo principale alleato, la Cina, per chiedere sostegno diplomatico e finanziario.

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Maria Grazia Rutigliano

di Redazione

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