Tensioni Serbia–Montenegro: Belgrado denuncia la persecuzione dei serbi

Pubblicato il 14 gennaio 2020 alle 18:30 in Balcani Serbia

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Il vicepremier della Serbia, nonché ministro degli Affari Esteri, Ivica Dacic, ha denunciato la discriminazione che i cittadini di etnia serba subiscono in Montenegro. In aggiunta, Dacic ha annunciato che nel 2020 aumenterà il numero degli Stati che non riconoscono più l’indipendenza del Kosovo.

È quanto riportato dal quotidiano serbo B92, il quale ha ripreso le dichiarazioni rilasciate da Dacic all’emittente televisiva TV Happy, nel corso del Talk show “Cirillico”.

Per quanto riguarda il Kosovo, Dacic ha confermato che la Serbia ha avviato contro Pristina una “offensiva diplomatica”, la quale ha fatto diminuire il numero di Stati che riconoscono l’indipendenza del Kosovo da 117 a 97.

Nel corso della trasmissione, Dacic ha inoltre accusato il Montenegro, con il quale Belgrado ha un clima di tensione, di discriminare i cittadini di etnia serba. Nello specifico, Dacic ha denunciato che in Montenegro coloro che appartengono alla comunità serba vengono licenziati quando dichiarano la propria etnia o le proprie origini.

Per dimostrare la propria tesi, il ministro degli Esteri ha presentato i dati in suo possesso- In particolare, Dacic ha rivelato che il 29% dei cittadini del Montenegro è di etnia serba. Di questi, solo il 5% lavora presso la Pubblica Amministrazione. In aggiunta, Dacic ha rivelato che anche una sua conoscenza personale, cioè il fratello del suo capo della sicurezza, montenegrino, è stato licenziato dopo aver svelato le proprie origini.

In tale clima, Dacic ha dichiarato che i serbi “sono vittime di persecuzione” da parte del Montenegro, il quale, a detta del ministro degli Esteri, ha adottato come obiettivo l’espulsione dei cittadini di etnia serba dalle amministrazioni pubbliche del Paese.

Da parte sua, Dacic ha annunciato che l’obiettivo della Serbia sarà la protezione dei propri cittadini, ovunque essi siano nel mondo.

Le tensioni tra Serbia e Montenegro sono scoppiate lo scorso 27 dicembre. In tale data, il Parlamento di Podgorica aveva approvato la proposta del governo secondo cui le comunità religiose in possesso di beni da prima del 1918 dovranno dimostrarne la legittima proprietà, pena la riappropriazione da parte dello Stato. A tale riguardo, Radio Free Europe aggiunge che il 1918 è l’anno in cui il Montenegro, i cui cittadini sono prevalentemente di fede cristiano-ortodossa, si è unito al regno dei serbi, croati e sloveni, facendo inglobare la chiesa ortodossa montenegrina a quella serbo-ortodossa e perdendo tutte le proprietà in suo possesso. In tale clima, la misura è considerata dagli esperti in grado di compromettere le relazioni con la Serbia.

In tale contesto, con la nuova legge approvata dal Montenegro, l’autorità religiosa della chiesa serbo-ortodossa sostiene che Podgorica voglia appropriarsi di proprietà della Chiesa serba, quali monasteri, chiese e altri beni. Il governo, tuttavia, ha smentito tali accuse.

Già in occasione del voto in Parlamento, i parlamentari filoserbi avevano tentato di impedire l’approvazione della misura scatenando una rissa in aula, mentre i cittadini filo-serbi avevano iniziato a protestare in diverse città del Paese, portando in totale, in meno di una settimana, all’arresto di 45 persone da parte delle autorità montenegrineSuccessivamente, le proteste si erano estese anche in Serbia, dove lo scorso 2 gennaio, dopo la partita di pallacanestro tra i giocatori di una squadra serba, la Red Star, e di una squadra tedesca, il Bayern, i fan della Red Star avevano marciato per le strade di Belgrado fermandosi di fronte l’ambasciata montenegrina, appiccando un fuoco che aveva in seguito incendiato la bandiera dell’edificio.

Secondo le stime riportate dal BNN Bloomberg, circa il 70% della popolazione montenegrina è di fede cristiano ortodossa. Sebbene vi sia una branca montenegrina della Chiesa ortodossa, è la rappresentanza locale della chiesta Serbo-ortodossa ad esercitare il controllo sulla maggior parte dei luoghi di culto e di pellegrinaggio. A supporto dei cittadini di fede ortodossa, la portavoce del Ministero degli Esteri della Russia, Maria Zakharova, ha invitato i legislatori a rispettare “i diritti legittimi” della più grande comunità religiosa del Paese. In maniera simile, la porzione filoserba del clero ortodosso ha etichettato il presidente del Montenegro, Milo Djukanovic, quale ateo intenzionato a portare avanti un’azione di repressione in stile comunista.

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Jasmine Ceremigna

di Redazione

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